Morani ha sfondato il muro dei 200 gol «Ora punto ai 300»
di Alessandro Zelioli
Calcio Prima categoria: con l’ultima doppietta è a quota 201 «Il mio modello? Batistuta. I gol sbagliati? Non si contano»
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CASINA. Robert Morani ha tagliato domenica, il traguardo dei 200 gol. Anzi. Con la doppietta rifilata al Levizzano Rangone, il bomber del Vezzano, classe 1986, ha raggiunto quota 201. Attaccante di razza, con un innato fiuto del gol, Morani ha un curriculum che parla da solo. Un anno sono in Eccellenza (stagione 2004-05) quando con la maglia del Castellarano conquistò la serie D ed una rete ed una Promozione conquistata a Carpineti.
Per il resto, tanta Prima Categoria per una giocatore il cui talento venne addirittura certificato da un “certo” Ferdinando De Giuseppe.
«Nell’anno a Castellarano _ racconta Morani _ DeGiu mi caricava perché siamo entrambi di Casina. Mi aveva come adottato. Ma abbiamo età diverse e ci siamo un po’ persi di vista».
Però ci aveva visto giusto. Lei alla fine ha segnato tanti gol...
«In effetti sì. Anche se devo dire che non ho mai pensato ai numeri. Mi piace fare gol e spero di continuare a frane tanti. Ma non ho mai provato ansie particolari per tagliare determinati traguardi. Ora, però, vorrei arrivare a 300 gol».
Un sogno realizzabile?
«Me lo auguro. A 31 anni, penso di poterci provare».
Con i due di domenica, fanno 16 in questa stagione. Una bella media.
«I numeri dicono che segno circa venti gol a campionato. Ne ho fatti 40 con la maglia del Vezzano in questo anno e mezzo. Prima avevo segnato 79 gol in quattro campionati a Carpineti e, andando a ritroso, 82 con la maglia del Casina. Unico anno sotto media, la stagione a Castellarano con un solo gol».
Questione di categoria?
«Non so. Io ho scelto di rimanere vicino a casa, dando la prevalenza al lavoro. Il calcio, una volta capito che non avrei potuto andare in serie A, doveva essere un passatempo e così è stato. Magari potevo ambire a qualche categoria superiore, ma va benissimo così».
Quale gol ricorda ancora? «Sono due e entrambi col Carpineti. Il primo fu segnato contro il Vignola su cross di Scacchetti, in rovesciata. Per me il più bello che ho fatto. Il secondo, è quello che valse la Promozione contro il Noceto».
E quello che ha sbagliato in modo clamoroso?
«Purtroppo, per quanti ne faccio, altrettanti ne sbaglio. Sarebbero troppi».
Chi si sente di ringraziare per questa carriera?
«Per i gol segnati, i miei compagni che ho incontrato e che mi hanno aiutato a segnare tanti gol. Come mister, direi Rino Incerti che mi ha trasformato in attaccante centrale».
Come festeggerà questo traguardo?
«Da un paio di settimane avevamo i palloncini dei 200 gol pronti a volare via. Non riuscivo a segnare quel gol e, domenica, non li abbiamo portati pensando che portassero sfortuna. In effetti, forse un pochino era così. Vorrà dire che contro il Colombaro li faremo volare. Altre cose le devo ancora pensare».
A chi si è ispirato nella sua carriera di bomber?
«A Gabriel Batistuta. Con le dovute proporzioni somiglio all’ex Fiorentina. Forza fisica, calcio forte di destro e sinistro e sbaglio qualche rigore. Proprio come lui».
Per il resto, tanta Prima Categoria per una giocatore il cui talento venne addirittura certificato da un “certo” Ferdinando De Giuseppe.
«Nell’anno a Castellarano _ racconta Morani _ DeGiu mi caricava perché siamo entrambi di Casina. Mi aveva come adottato. Ma abbiamo età diverse e ci siamo un po’ persi di vista».
Però ci aveva visto giusto. Lei alla fine ha segnato tanti gol...
«In effetti sì. Anche se devo dire che non ho mai pensato ai numeri. Mi piace fare gol e spero di continuare a frane tanti. Ma non ho mai provato ansie particolari per tagliare determinati traguardi. Ora, però, vorrei arrivare a 300 gol».
Un sogno realizzabile?
«Me lo auguro. A 31 anni, penso di poterci provare».
Con i due di domenica, fanno 16 in questa stagione. Una bella media.
«I numeri dicono che segno circa venti gol a campionato. Ne ho fatti 40 con la maglia del Vezzano in questo anno e mezzo. Prima avevo segnato 79 gol in quattro campionati a Carpineti e, andando a ritroso, 82 con la maglia del Casina. Unico anno sotto media, la stagione a Castellarano con un solo gol».
Questione di categoria?
«Non so. Io ho scelto di rimanere vicino a casa, dando la prevalenza al lavoro. Il calcio, una volta capito che non avrei potuto andare in serie A, doveva essere un passatempo e così è stato. Magari potevo ambire a qualche categoria superiore, ma va benissimo così».
Quale gol ricorda ancora? «Sono due e entrambi col Carpineti. Il primo fu segnato contro il Vignola su cross di Scacchetti, in rovesciata. Per me il più bello che ho fatto. Il secondo, è quello che valse la Promozione contro il Noceto».
E quello che ha sbagliato in modo clamoroso?
«Purtroppo, per quanti ne faccio, altrettanti ne sbaglio. Sarebbero troppi».
Chi si sente di ringraziare per questa carriera?
«Per i gol segnati, i miei compagni che ho incontrato e che mi hanno aiutato a segnare tanti gol. Come mister, direi Rino Incerti che mi ha trasformato in attaccante centrale».
Come festeggerà questo traguardo?
«Da un paio di settimane avevamo i palloncini dei 200 gol pronti a volare via. Non riuscivo a segnare quel gol e, domenica, non li abbiamo portati pensando che portassero sfortuna. In effetti, forse un pochino era così. Vorrà dire che contro il Colombaro li faremo volare. Altre cose le devo ancora pensare».
A chi si è ispirato nella sua carriera di bomber?
«A Gabriel Batistuta. Con le dovute proporzioni somiglio all’ex Fiorentina. Forza fisica, calcio forte di destro e sinistro e sbaglio qualche rigore. Proprio come lui».
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