Scontri diretti e trasferte le note dolenti
di Jacopo Della Porta
La Reggiana in questa stagione ha stentato fuori casa e non si è mai imposta con le squadre che sono in vetta
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REGGIO EMILIA. La differenza con le squadre di vertice è tutta lì. Negli scontri diretti la Reggiana non si è mai imposta. E questo pesa nella classifica e nel morale della squadra.
In questo ruolino di marcia poco esaltante con le rivali, il pareggio a Venezia per 1-1 alla terza giornata è il risultato più importante: i granata erano in vantaggio grazie a una rete di Nolè e poi subirono il ritorno dei lagunari, rischiando anche il colpo del ko. Già allora si vide però che quando il Venezia alzava i ritmi era un vero schiacciasassi.
Anche il pareggio con il Padova di domenica scorso è stato comunque un buon risultato per l’atteggiamento che la squadra ha dimostrato. L’obiettivo di sorpassare i biancoscudati è fallito e del resto il campo ha detto che i veneti sono una compagine molto quadrata.
Nel percorso della Reggiana pesa molto anche l’andamento in trasferta. In casa Alessandro Spanò e compagni sono ancora i più forti del girone: ben 33 i punti guadagnati al Città del Tricolore, contro i 29 del Venezia al Penzo. Lontani da Reggio invece i granata hanno raccolto pochi punti, appena 18, gli stessi dell’Albinoleffe. Hanno fatto meglio ben otto squadre, compresa la Maceratese.
Nel nuovo corso di mistyer Leonardo Menichini l’andamento in trasferta è decisamente migliorato: in tre gare la squadra ha raccolto 7 punti, che potevano tranquillamente essere 9 se non fosse per l’infortunio di Bolzano con il Sudtirol, dove la retroguardia ha combinato un pasticcio e ha consegnato il pareggio agli altoatesini.
Un’altra questione, di cui abbiamo parlato ampiamente in settimana, è quella delle poche reti realizzate. Un problema legato alla mancanza di una prima punta prolifica. Da questo punto di vita le speranze sono riposte nell’attaccante Ettore Marchi, che si spera possa sbloccarsi e fornire un contributo importante nel finale.
La stagione non è infatti finita. Mancano dieci gare e anche due scontri diretti, con il Pordenone e, soprattutto, al Tardini con il Parma.
La Reggiana gioca per i playoff, dove il piazzamento ha una sua importanza. La seconda classificata salterà il primo turno. Dalla terza alla decima si scontreranno seguendo questo schema: la terza contro la decima, la quarta contro la nona e così via.
I granata distano due punti dal Padova e cinque dal Parma: una distanza non certo incolmabile.
In questo ruolino di marcia poco esaltante con le rivali, il pareggio a Venezia per 1-1 alla terza giornata è il risultato più importante: i granata erano in vantaggio grazie a una rete di Nolè e poi subirono il ritorno dei lagunari, rischiando anche il colpo del ko. Già allora si vide però che quando il Venezia alzava i ritmi era un vero schiacciasassi.
Anche il pareggio con il Padova di domenica scorso è stato comunque un buon risultato per l’atteggiamento che la squadra ha dimostrato. L’obiettivo di sorpassare i biancoscudati è fallito e del resto il campo ha detto che i veneti sono una compagine molto quadrata.
Nel percorso della Reggiana pesa molto anche l’andamento in trasferta. In casa Alessandro Spanò e compagni sono ancora i più forti del girone: ben 33 i punti guadagnati al Città del Tricolore, contro i 29 del Venezia al Penzo. Lontani da Reggio invece i granata hanno raccolto pochi punti, appena 18, gli stessi dell’Albinoleffe. Hanno fatto meglio ben otto squadre, compresa la Maceratese.
Nel nuovo corso di mistyer Leonardo Menichini l’andamento in trasferta è decisamente migliorato: in tre gare la squadra ha raccolto 7 punti, che potevano tranquillamente essere 9 se non fosse per l’infortunio di Bolzano con il Sudtirol, dove la retroguardia ha combinato un pasticcio e ha consegnato il pareggio agli altoatesini.
Un’altra questione, di cui abbiamo parlato ampiamente in settimana, è quella delle poche reti realizzate. Un problema legato alla mancanza di una prima punta prolifica. Da questo punto di vita le speranze sono riposte nell’attaccante Ettore Marchi, che si spera possa sbloccarsi e fornire un contributo importante nel finale.
La stagione non è infatti finita. Mancano dieci gare e anche due scontri diretti, con il Pordenone e, soprattutto, al Tardini con il Parma.
La Reggiana gioca per i playoff, dove il piazzamento ha una sua importanza. La seconda classificata salterà il primo turno. Dalla terza alla decima si scontreranno seguendo questo schema: la terza contro la decima, la quarta contro la nona e così via.
I granata distano due punti dal Padova e cinque dal Parma: una distanza non certo incolmabile.
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