Aradori: «Ci rialzeremo»
di Roberto Tegoni
L’esterno, autore di 31 punti: «C’è frustrazione, ma siamo sulla buona strada»
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REGGIO EMILIA. «Spesso le partite si decidono sugli episodi e se il mio ultimo tiro fosse entrato staremmo parlando di un’altra partita. Adesso in noi c’è tanta frustrazione, perché abbiamo messo tutto quello che avevamo in campo, e sappiamo la situazione in cui siamo».
Pietro Aradori è il volto della delusione.
La Grissin Bon è uscita sconfitta sul proprio campo contro Avellino arrivando a giocarsi i due punti ai supplementari e cedendo solo di una lunghezza. Ma il capitano biancorosso ha motivo di sorridere, nonostante la frustrazione del periodo nero.
«Siamo riusciti a coinvolgere tutto il pubblico è questa è una grande cosa positiva - spiega -. Nessuno, credo, ha minimamente pensato che non abbiamo dato fino all’ultima goccia di sudore sul parquet e il pubblico ci è stato molto vicino. Non era stato così in qualche occasione precedente, ma i problemi non erano di impegno, quanto di altra natura. Problemi troppo grandi per riuscire a superarli solo con l’emotività. Siamo sulla buona strada, anche se analizzare una sconfitta è molto difficile. Ma ci rialzeremo, senza ombra di dubbio. A cominciare dalla difesa: già stasera abbiamo visto cose positive, tenendo Avellino sotto gli 80 punti nei 40’. Ripartiamo dalle cose buone».
Una crescita apparente anche grazie al ritiro? «In questi giorni siamo stati davvero bene - puntualizza - abbiamo cementato la squadra e voglio smentire quelle chiacchiere da bar che parlano di problemi tra di noi. Lo ripeto, dobbiamo andare oltre le situazioni tecniche, abbiamo tante situazioni nuove e quindi ripartiamo dalle cose positive. Da qui a fine campionato raggiungeremo i nostri obiettivi».
Il capitano sgombra il campo anche da una eventuale frustrazione per una squadra che doveva lottare per il vertice e ora si trova a sgomitare per una qualificazione ai playoff.
«Quello che siamo è colpa e merito nostro - conclude - togliamoci dalla testa il ragionamento che lottare per l’ottavo posto sia disonorevole rispetto a un secondo. Nessuno pensi che se non lottiamo per lo scudetto, noi “ci diamo su” o pensiamo valga di meno. Iniziamo da zero e continuiamo quello iniziato contro Avellino».
Cervi. «Abbiamo fatto una settimana di ritiro e avevamo tanta voglia di fare bene, eravamo tesi in senso buono. E credo l’abbiamo dimostrato a livello di fisicità e di voglia - commenta a caldo Riccardo Cervi - poi è chiaro, di errori ne abbiamo fatti ancora, però di fronte avevamo Avellino, una squadra forte che abbiamo portato punto a punto fino ai minuti conclusivi».
«Forse un segnale l’abbiamo dato - prosegue nella sua analisi il centro reggiano - ma non siamo per niente soddisfatti. La mentalità giusta ce l’abbiamo, ma sono cambiate tante cose, soprattutto siamo stanchi di perdere e abbiamo voglia di provare cose nuove. Stavolta non ce l’abbiamo fatta, ma vogliamo dimenticarci tutto il passato per dedicarci alla squadra e tornare a vincere. Stiamo lavorando su noi stessi in modo particolare, ma è inutile guardare la classifica. Pensiamo solo a qualificarci per i playoff. Ci meritiamo di stare in alto per i giocatori che abbiamo e per quelli che siamo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Pietro Aradori è il volto della delusione.
La Grissin Bon è uscita sconfitta sul proprio campo contro Avellino arrivando a giocarsi i due punti ai supplementari e cedendo solo di una lunghezza. Ma il capitano biancorosso ha motivo di sorridere, nonostante la frustrazione del periodo nero.
«Siamo riusciti a coinvolgere tutto il pubblico è questa è una grande cosa positiva - spiega -. Nessuno, credo, ha minimamente pensato che non abbiamo dato fino all’ultima goccia di sudore sul parquet e il pubblico ci è stato molto vicino. Non era stato così in qualche occasione precedente, ma i problemi non erano di impegno, quanto di altra natura. Problemi troppo grandi per riuscire a superarli solo con l’emotività. Siamo sulla buona strada, anche se analizzare una sconfitta è molto difficile. Ma ci rialzeremo, senza ombra di dubbio. A cominciare dalla difesa: già stasera abbiamo visto cose positive, tenendo Avellino sotto gli 80 punti nei 40’. Ripartiamo dalle cose buone».
Una crescita apparente anche grazie al ritiro? «In questi giorni siamo stati davvero bene - puntualizza - abbiamo cementato la squadra e voglio smentire quelle chiacchiere da bar che parlano di problemi tra di noi. Lo ripeto, dobbiamo andare oltre le situazioni tecniche, abbiamo tante situazioni nuove e quindi ripartiamo dalle cose positive. Da qui a fine campionato raggiungeremo i nostri obiettivi».
Il capitano sgombra il campo anche da una eventuale frustrazione per una squadra che doveva lottare per il vertice e ora si trova a sgomitare per una qualificazione ai playoff.
«Quello che siamo è colpa e merito nostro - conclude - togliamoci dalla testa il ragionamento che lottare per l’ottavo posto sia disonorevole rispetto a un secondo. Nessuno pensi che se non lottiamo per lo scudetto, noi “ci diamo su” o pensiamo valga di meno. Iniziamo da zero e continuiamo quello iniziato contro Avellino».
Cervi. «Abbiamo fatto una settimana di ritiro e avevamo tanta voglia di fare bene, eravamo tesi in senso buono. E credo l’abbiamo dimostrato a livello di fisicità e di voglia - commenta a caldo Riccardo Cervi - poi è chiaro, di errori ne abbiamo fatti ancora, però di fronte avevamo Avellino, una squadra forte che abbiamo portato punto a punto fino ai minuti conclusivi».
«Forse un segnale l’abbiamo dato - prosegue nella sua analisi il centro reggiano - ma non siamo per niente soddisfatti. La mentalità giusta ce l’abbiamo, ma sono cambiate tante cose, soprattutto siamo stanchi di perdere e abbiamo voglia di provare cose nuove. Stavolta non ce l’abbiamo fatta, ma vogliamo dimenticarci tutto il passato per dedicarci alla squadra e tornare a vincere. Stiamo lavorando su noi stessi in modo particolare, ma è inutile guardare la classifica. Pensiamo solo a qualificarci per i playoff. Ci meritiamo di stare in alto per i giocatori che abbiamo e per quelli che siamo».
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