Grissin Bon, lacrime supplementari
di Linda Pigozzi
I biancorossi si arrendono all’overtime alla Sidigas Avellino
4 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Rimbalza per due volte sul ferro e poi esce fra la disperazione generale, il tiro della vittoria scoccato da Aradori al termine di un sofferto overtime.
Al Bigi, nella sfida fra le “due più in crisi” della classe, la spunta così Avellino, con la Grissin Bon a piangere per i due punti andati, nonostante le resistenze opposte davanti ai lupi irpini.
A causa del ko di ieri - il terzo di fila in casa: roba impensabile fino a Natale - a questo punto pensare di chiudere la regular season fra le prime quattro è illusorio. L’obiettivo, ridimensionato, è entrar nelle otto che a metà maggio inizieranno un nuovo campionato e questo, d’ora in poi, dovrà essere l’unico pensiero. Un boccone amaro, in ultima analisi, da mandar giù per chi aveva iniziato baldanzoso la stagione e s’era esaltato in una magica serie di sette successi consecutivi. Altri tempi. Ora bisogna far buon viso a cattivo gioco e gioire per lo spirito ritrovato, per aver visto una squadra che con Avellino ci ha provato fino all’ultimissimo.
Poi le questioni tecniche da risolvere, è evidente, ci sono ancora, ma se non altro l’atteggiamento è positivo e questo è buon punto di partenza per lavorare ancora sull’attacco alla zona, sulla continuità difensiva e, tanto, sugli stranieri. Williams nei meccanismi di squadra non è entrato. Needham, ieri da mani nei capelli, va recuperato, mentre Reynolds va imparato a gestire (perché con Cervi fuori per cinque falli, l’americano è rimasto a intristire in panca all’overtime, poi?) .
In una clima da playoff a render rovente il catino di via Guasco, sono gli italiani i migliori del lotto biancorosso. Il quintetto italiano è quello su cui Menetti punta di più a lungo. E da cui, a conti fatti, ottiene il meglio sin dal via, quando butta dentro De Nicolao, Della Valle, Aradori, Polonara e Cervi. Di là, Sacripanti deve fare i conti col problema alla spalla di Ragland, non proprio l’ultimo della fila, e con Cusin presente solo per la firma. Se la gioca quindi con Green, Randolph, Leunen, Thomas, e Fesenko.
Sin dall’inizio, la Sidigas non riesce a essere incisiva dall’arco (2/7 nei primi 10’), ma in contropiede sa far male.
Reggio precipita a -7 (15-22) dopo il sottomano di Obasohan, rispolverato per l’occasione, negli istanti iniziali del secondo periodo. La curva intona l’eloquente: “Non mollare mai”. Ma il gap si fa più profondo con i canestri di Thomas. E, nonostante la pezza cucita al volo da Williams, la Grissin Bon precipita sul -12 (19-31). Qualcosa, Reggio riesce a recuperare (Cervi a segno) ma stavolta l’assassino è Randolph che spinge giù Reggio sino a -13.
La cosa eccezionale, dopo le ultime uscite, è che la Grissin Bon non si scioglie. Anzi, riparte con grinta. Aradori e Polonara si fanno sentire, la difesa riprende a fare il suo. Reggio parla italiano: Cervi, Aradori e quindi Della Valle appoggia il -4. A chiudere il secondo quarto sarà poi Leunen (1/2 dalla riga bianca). Il tunnel le due agguerrite contendenti lo infilano così sul 36-41 per gli ospiti.
Si riparte e si segna che è un piacere. Su entrambi i fronti, però. Della Valle ha finalmente scaldato la mano e regala punti d’oro. Dopo 2’, la Grissin Bon è sul -2 (43-45). Due minuti (e tanto nervosismo dopo), Aradori sorpassa. Polonara ribadisce il concetto e la Grissin Bon va sul +3 (48-45), con legittima esaltazione dei 3.500 che stanno saltando il pranzo.
Thomas è però una spina nel fianco reggiano e Fesenko dà lezioni in area, così che le due avversarie restano lì, a prendersi e riprendersi. Logan scappa però più e più volte a Della Valle la Sidigas entra avanti nel minutino finale.
L’air ball di Aradori a -30”, sul 74-77, è un pugno nello stomaco. Logan commette fallo su Della Valle. Aradori fa 2/2 dalla riga bianca ed è un brivido: 76-77 a -16”. Rimessa di Green, ma il play commette una clamorosa infrazione di 5”. Il Bigi benedice l’errore e i biancorossi si guadagnano l’ultima palla: Aradori inganna tutti e fa un gran gol. E’ il 78-77 a -5”40. Green passa palla a Fesenko. Fallo di Cervi, il quinto. Il Bigi ha il fiato sospeso. Il primo libero di Fesenko svirgola sul ferro. Il secondo è perfetto. Finisce il tempo regolamentare con tiro affrettato di Aradori e sul 78 pari.
Si riparte con l’overtime, ma la benzina ormai scarseggia. Avellino ne ha di più e tenta la fuga. Reggio ancora non molla: Aradori in lunetta rimette il -2. Segue il provvidenziale fallo di Logan su Della Valle che impatta dalla lunetta. L’ultimo minuto si apre così sull’87 pari.
Williams manda Fesenko in lunetta (1/2). Della Valle si beve tutti e realizza a -38”, Thomas, letale, rimette però i suoi avanti: 89-90 a -17”. All’ultimo, il tiro scomposto di Aradori fa due volte dong sul ferro. Una selva di mani s’eleva, ma nessuna riesce ad aggiustare a canestro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Al Bigi, nella sfida fra le “due più in crisi” della classe, la spunta così Avellino, con la Grissin Bon a piangere per i due punti andati, nonostante le resistenze opposte davanti ai lupi irpini.
A causa del ko di ieri - il terzo di fila in casa: roba impensabile fino a Natale - a questo punto pensare di chiudere la regular season fra le prime quattro è illusorio. L’obiettivo, ridimensionato, è entrar nelle otto che a metà maggio inizieranno un nuovo campionato e questo, d’ora in poi, dovrà essere l’unico pensiero. Un boccone amaro, in ultima analisi, da mandar giù per chi aveva iniziato baldanzoso la stagione e s’era esaltato in una magica serie di sette successi consecutivi. Altri tempi. Ora bisogna far buon viso a cattivo gioco e gioire per lo spirito ritrovato, per aver visto una squadra che con Avellino ci ha provato fino all’ultimissimo.
Poi le questioni tecniche da risolvere, è evidente, ci sono ancora, ma se non altro l’atteggiamento è positivo e questo è buon punto di partenza per lavorare ancora sull’attacco alla zona, sulla continuità difensiva e, tanto, sugli stranieri. Williams nei meccanismi di squadra non è entrato. Needham, ieri da mani nei capelli, va recuperato, mentre Reynolds va imparato a gestire (perché con Cervi fuori per cinque falli, l’americano è rimasto a intristire in panca all’overtime, poi?) .
In una clima da playoff a render rovente il catino di via Guasco, sono gli italiani i migliori del lotto biancorosso. Il quintetto italiano è quello su cui Menetti punta di più a lungo. E da cui, a conti fatti, ottiene il meglio sin dal via, quando butta dentro De Nicolao, Della Valle, Aradori, Polonara e Cervi. Di là, Sacripanti deve fare i conti col problema alla spalla di Ragland, non proprio l’ultimo della fila, e con Cusin presente solo per la firma. Se la gioca quindi con Green, Randolph, Leunen, Thomas, e Fesenko.
Sin dall’inizio, la Sidigas non riesce a essere incisiva dall’arco (2/7 nei primi 10’), ma in contropiede sa far male.
Reggio precipita a -7 (15-22) dopo il sottomano di Obasohan, rispolverato per l’occasione, negli istanti iniziali del secondo periodo. La curva intona l’eloquente: “Non mollare mai”. Ma il gap si fa più profondo con i canestri di Thomas. E, nonostante la pezza cucita al volo da Williams, la Grissin Bon precipita sul -12 (19-31). Qualcosa, Reggio riesce a recuperare (Cervi a segno) ma stavolta l’assassino è Randolph che spinge giù Reggio sino a -13.
La cosa eccezionale, dopo le ultime uscite, è che la Grissin Bon non si scioglie. Anzi, riparte con grinta. Aradori e Polonara si fanno sentire, la difesa riprende a fare il suo. Reggio parla italiano: Cervi, Aradori e quindi Della Valle appoggia il -4. A chiudere il secondo quarto sarà poi Leunen (1/2 dalla riga bianca). Il tunnel le due agguerrite contendenti lo infilano così sul 36-41 per gli ospiti.
Si riparte e si segna che è un piacere. Su entrambi i fronti, però. Della Valle ha finalmente scaldato la mano e regala punti d’oro. Dopo 2’, la Grissin Bon è sul -2 (43-45). Due minuti (e tanto nervosismo dopo), Aradori sorpassa. Polonara ribadisce il concetto e la Grissin Bon va sul +3 (48-45), con legittima esaltazione dei 3.500 che stanno saltando il pranzo.
Thomas è però una spina nel fianco reggiano e Fesenko dà lezioni in area, così che le due avversarie restano lì, a prendersi e riprendersi. Logan scappa però più e più volte a Della Valle la Sidigas entra avanti nel minutino finale.
L’air ball di Aradori a -30”, sul 74-77, è un pugno nello stomaco. Logan commette fallo su Della Valle. Aradori fa 2/2 dalla riga bianca ed è un brivido: 76-77 a -16”. Rimessa di Green, ma il play commette una clamorosa infrazione di 5”. Il Bigi benedice l’errore e i biancorossi si guadagnano l’ultima palla: Aradori inganna tutti e fa un gran gol. E’ il 78-77 a -5”40. Green passa palla a Fesenko. Fallo di Cervi, il quinto. Il Bigi ha il fiato sospeso. Il primo libero di Fesenko svirgola sul ferro. Il secondo è perfetto. Finisce il tempo regolamentare con tiro affrettato di Aradori e sul 78 pari.
Si riparte con l’overtime, ma la benzina ormai scarseggia. Avellino ne ha di più e tenta la fuga. Reggio ancora non molla: Aradori in lunetta rimette il -2. Segue il provvidenziale fallo di Logan su Della Valle che impatta dalla lunetta. L’ultimo minuto si apre così sull’87 pari.
Williams manda Fesenko in lunetta (1/2). Della Valle si beve tutti e realizza a -38”, Thomas, letale, rimette però i suoi avanti: 89-90 a -17”. All’ultimo, il tiro scomposto di Aradori fa due volte dong sul ferro. Una selva di mani s’eleva, ma nessuna riesce ad aggiustare a canestro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
