Il mea culpa di Genevier: «Approccio sbagliato»
Il regista punta il dito sull’atteggiamento del primo tempo: «Non è bastato migliorare nella ripresa»
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MACERATA. Sebbene il primo tempo possa aver fatto sembrare il contrario, la Reggiana non è rimasta sorpresa dall’atteggiamento aggressivo della Maceratese «Ci aspettavamo questo tipo di partita - ha dichiarato infatti il regista della Reggiana Gael Genevier – e penso che il nostro approccio sia stato sbagliato. Il primo tempo abbiamo fatto poco o niente. Merito sicuramente della Maceratese ma dal mio punto di vista è soprattutto colpa nostra. Dobbiamo analizzare bene la partita perché l’approccio è stato davvero sbagliato. Nel secondo tempo siamo migliorati ma non è bastato. Sono quelle partite che fanno male perché sono partite che devi vincere. Non ci siamo riusciti ma guardiamo avanti. Un passo falso ci può stare. Purtroppo speravamo di dare continuità di risultati ma abbiamo fatto un passo indietro dal punto di vista del gioco. Ora però pensiamo alla prossima partita con il Mantova. Abbiamo bisogno di vincere».
Il primo tempo il rammarico quindi per Genevier, più che il ritorno in vantaggio della Maceratese subito dopo che la Reggiana era riuscita a trovare il pareggio. «Credo che siamo partiti con il piede sbagliato - mastica amaro Genevier -. Il primo tempo è finito 1-0 e noi non abbiamo creato niente. Questo è un dato negativo. Nel secondo tempo eravamo anche in 10 contro 11. Bravi loro, dopo che avevamo ritrovato il pareggio, a segnare subito. Però secondo me la partita l'abbiamo persa in gran parte nel primo tempo, che abbiamo regalato alla Maceratese. Nella ripresa abbiamo reagito un po’ ma non è bastato». Anche perché Contessa ha complicato le cose facendosi espellere. «Purtroppo in quell'episodio Contessa ha perso un po’ il controllo - ha commentato il centrocampista francese - voleva la palla, il raccattapalle ha provato a prendere un po’ di tempo come capita da tutte le parti. Lui non ha reagito bene e ci ha lasciato in 10. Sicuramente è stato un errore da parte sua ma purtroppo può capitare. Ora sarà squalificato e ci dispiace. Ma ripeto, dobbiamo andare avanti perché il campionato non finisce di certo qui».
Peccato per la Reggiana perché i giocatori granata avevano preparato bene la partita con mister Menichini. «Ci aspettavamo che la Maceratese ci avrebbe pressati e ci avrebbe impedito di giocare - ha spiegato infatti Genevier -. Quello hanno fatto. Potevamo gestirla meglio. Ora in settimana analizzeremo la partita, gli errori e le cose buone che abbiamo fatto. Queste ultime non sono state molte, questa è la realtà».
Il primo tempo il rammarico quindi per Genevier, più che il ritorno in vantaggio della Maceratese subito dopo che la Reggiana era riuscita a trovare il pareggio. «Credo che siamo partiti con il piede sbagliato - mastica amaro Genevier -. Il primo tempo è finito 1-0 e noi non abbiamo creato niente. Questo è un dato negativo. Nel secondo tempo eravamo anche in 10 contro 11. Bravi loro, dopo che avevamo ritrovato il pareggio, a segnare subito. Però secondo me la partita l'abbiamo persa in gran parte nel primo tempo, che abbiamo regalato alla Maceratese. Nella ripresa abbiamo reagito un po’ ma non è bastato». Anche perché Contessa ha complicato le cose facendosi espellere. «Purtroppo in quell'episodio Contessa ha perso un po’ il controllo - ha commentato il centrocampista francese - voleva la palla, il raccattapalle ha provato a prendere un po’ di tempo come capita da tutte le parti. Lui non ha reagito bene e ci ha lasciato in 10. Sicuramente è stato un errore da parte sua ma purtroppo può capitare. Ora sarà squalificato e ci dispiace. Ma ripeto, dobbiamo andare avanti perché il campionato non finisce di certo qui».
Peccato per la Reggiana perché i giocatori granata avevano preparato bene la partita con mister Menichini. «Ci aspettavamo che la Maceratese ci avrebbe pressati e ci avrebbe impedito di giocare - ha spiegato infatti Genevier -. Quello hanno fatto. Potevamo gestirla meglio. Ora in settimana analizzeremo la partita, gli errori e le cose buone che abbiamo fatto. Queste ultime non sono state molte, questa è la realtà».
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