Gazzetta di Reggio

Sport

La Juve non sogna, il Porto va abbattuto 

La Juve non sogna, il Porto va abbattuto 

Champions League. La lezione di Allegri: «Partiamo dal 2-0 ma loro sono in grado di crearci dei guai. Voglio grande grinta»

3 MINUTI DI LETTURA





TORINO. Subire una rimonta partendo dal 2-0 dell'andata nello Stadium inviolabile è poco probabile, ma guai ad abbassare la guardia. Alla vigilia di Juve-Porto Allegri fa la consueta esibizione di prudenza: «Nel calcio - dice - non c'è una partita scontata. Certo che ci sono rischi contro il Porto, e tanti. Contro la Roma ha dimostrato di saper giocare questo tipo di partite«. In un periodo in cui la Juventus è più che mai al centro delle polemiche, le risposte vanno date sul campo: «Dobbiamo pensare a lavorare e alla partita. Nella vita, come nello sport, ci sono delle regole, servono educazione e rispetto: quello che è successo venerdì è solo l'ultimo episodio di una lunga serie. Ma così non va bene: siamo al limite della follia».
Allegri sposta l'attenzione alla Champions League e al Porto, che «farà un'ottima partita. Dobbiamo indirizzarla come vogliamo noi, affrontarla come una gara secca senza pensare al 2-0 dell'andata ma cercando un'altra vittoria». I numeri sono dalla parte della Juventus: mai una squadra è riuscita a recuperare in Champions uno 0-2 alla Juve e nelle 36 occasioni in cui i bianconeri sono riusciti a vincere l'andata in trasferta, hanno sempre passato il turno. A far da contraltare lo spettro del ko rimediato dalla Roma nei preliminari: «Ho fatto vedere ai ragazzi la partita dell'Olimpico per fargli capire come giocherà il Porto: sa quel che vuole, cercherà di tenere la partita aperta. Non sarà semplice per noi, servirà una grande partita».
Al centro del campo tornerà Marchisio, che sarà affiancato da Khedira o da Pjanic, anche se la scelta pende sul versante tedesco, l'altro dubbio di Allegri riguarda la fascia destra, con Lichtsteiner in vantaggio su Dani Alves. In attacco Higuain supportato da Mandzukic, Cuadrado e Dybala, trasformato in trequartista da Allegri. »Non mi aspettavo di diventare un trequartista - spiega il fuoriclasse argentino - quando sono arrivato, il mister mi ha fatto giocare in questa posizione, sono contento».
Meno spazio in attacco ma le responsabilità dei fuoriclasse, come il rigore decisivo con il Milan, «il più pesante della mia carriera», che ha dato alla Juventus »una carica in più per arrivare con più fiducia a questa partita». Gioie personali che non possono essere paragonate a quelle collettive: «Mi piacerebbe segnare di più, ma se la squadra andasse avanti senza che io segnassi, sarei comunque molto contento. La Juventus non deve più aver paura delle grandi d'Europa, Barcellona su tutte. Quando comincia la Champions siamo tutti sullo stesso livello, adesso abbiamo passato i gironi insieme a loro, ma noi siamo primi in campionato, abbiamo vinto l'andata della semifinale di Coppa Italia, in alcune cose siamo anche superiori a loro».
Solo il campo potrà stabilire nuove gerarchie, anche se «affrontarli in Champions dipenderà da questo match».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google