Albinea in crisi, i giocatori in sciopero
di Nicolò Rinaldi
La squadra è da tempo retrocessa in Seconda categoria. «La dirigenza ci snobba, al nostro posto ora giochino gli juniores»
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ALBINEA. Acque agitate in casa Albinea: i gialloblù sono da tempo retrocessi in Seconda Categoria, ma in questo finale di stagione non mancano le polemiche.
A innescarle sono il difensore Pier Giacomo Binini e il centrocampista Gabriele Bonacini: «Il malessere all'interno della squadra è notevole - evidenziano entrambi - e dunque abbiamo deciso di renderci portavoci di ciò che pensa il gruppo. Il nostro ultimo posto non è certo figlio del caso: in estate abbiamo scelto di approdare all'Albinea spinti da un progetto ben diverso, che però poi è stato tradito dalla società. Ci era stato prospettato un campionato di buon livello, e invece ci siamo ritrovati un organico strapieno di giovani e inadeguato per la categoria».
« Oltretutto - proseguono Binini e Bonacini - a dicembre molti di noi hanno ricevuto richieste per trasferirsi in altre società: a quel punto ne abbiamo parlato con la dirigenza dell'Albinea, che ci ha promesso l'arrivo di nuovi rinforzi. Dunque siamo rimasti quasi tutti: però non sono arrivati nuovi giocatori, e tutto è continuato come prima se non peggio. In più la società ha scelto di privilegiare solo la formazione Juniores, arrivando persino a cancellare i nostri rimborsi spesa: a quanto pare perché a livello di prime squadre si prospetta una fusione col Bellarosa. Ad ogni modo - concludono i due giocatori che si fanno in qualche modo interpreti del malessere dello spogliatoio - così non si può andare avanti: domenica scorsa contro il Calcara Samoggia molti di noi non sono scesi in campo, e sarà così fino alla fine. Se la società preferisce la Juniores, che mandi in campo loro...».
La replica della dirigenza gialloblù non si fa attendere ed è molto dura. «Prese di posizione totalmente inconcepibili - afferma deciso il presidente Gianni Nasi - Ne sono tristemente sorpreso, e anzi fatico a credere che il punto di vista di Binini e Bonacini sia quello dell'intero organico. Abbiamo sempre parlato chiaro ai giocatori: inoltre noi, pur essendo dirigenti volontari e non pagati, abbiamo fatto tutto il possibile per cercare di venire incontro alle necessità della prima squadra. Poi, i giocatori sono persone adulte e vaccinate: se alcuni vogliono fare le primedonne e non venire più ad allenarsi o a disputare le partite, sono liberissimi di farlo e non saremo certo noi a trattenerli. Una cosa è però certa - rimarca il presidente - la società non ha mai mancato di rispetto a nessuno, ma è viceversa una parte della squadra a dimostrare un atteggiamento deludente in questa vicenda. Gli Juniores non sono stati privilegiati a priori, ma hanno conquistato una salvezza splendida mostrando impegno e dedizione: cosa che non si può affatto dire della prima squadra». E la fusione col Bellarosa c'entra?
«Di fusione parlano solo Binini e Bonacini - replica Nasi - Io personalmente non ne so nulla. Quindi...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A innescarle sono il difensore Pier Giacomo Binini e il centrocampista Gabriele Bonacini: «Il malessere all'interno della squadra è notevole - evidenziano entrambi - e dunque abbiamo deciso di renderci portavoci di ciò che pensa il gruppo. Il nostro ultimo posto non è certo figlio del caso: in estate abbiamo scelto di approdare all'Albinea spinti da un progetto ben diverso, che però poi è stato tradito dalla società. Ci era stato prospettato un campionato di buon livello, e invece ci siamo ritrovati un organico strapieno di giovani e inadeguato per la categoria».
« Oltretutto - proseguono Binini e Bonacini - a dicembre molti di noi hanno ricevuto richieste per trasferirsi in altre società: a quel punto ne abbiamo parlato con la dirigenza dell'Albinea, che ci ha promesso l'arrivo di nuovi rinforzi. Dunque siamo rimasti quasi tutti: però non sono arrivati nuovi giocatori, e tutto è continuato come prima se non peggio. In più la società ha scelto di privilegiare solo la formazione Juniores, arrivando persino a cancellare i nostri rimborsi spesa: a quanto pare perché a livello di prime squadre si prospetta una fusione col Bellarosa. Ad ogni modo - concludono i due giocatori che si fanno in qualche modo interpreti del malessere dello spogliatoio - così non si può andare avanti: domenica scorsa contro il Calcara Samoggia molti di noi non sono scesi in campo, e sarà così fino alla fine. Se la società preferisce la Juniores, che mandi in campo loro...».
La replica della dirigenza gialloblù non si fa attendere ed è molto dura. «Prese di posizione totalmente inconcepibili - afferma deciso il presidente Gianni Nasi - Ne sono tristemente sorpreso, e anzi fatico a credere che il punto di vista di Binini e Bonacini sia quello dell'intero organico. Abbiamo sempre parlato chiaro ai giocatori: inoltre noi, pur essendo dirigenti volontari e non pagati, abbiamo fatto tutto il possibile per cercare di venire incontro alle necessità della prima squadra. Poi, i giocatori sono persone adulte e vaccinate: se alcuni vogliono fare le primedonne e non venire più ad allenarsi o a disputare le partite, sono liberissimi di farlo e non saremo certo noi a trattenerli. Una cosa è però certa - rimarca il presidente - la società non ha mai mancato di rispetto a nessuno, ma è viceversa una parte della squadra a dimostrare un atteggiamento deludente in questa vicenda. Gli Juniores non sono stati privilegiati a priori, ma hanno conquistato una salvezza splendida mostrando impegno e dedizione: cosa che non si può affatto dire della prima squadra». E la fusione col Bellarosa c'entra?
«Di fusione parlano solo Binini e Bonacini - replica Nasi - Io personalmente non ne so nulla. Quindi...».
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