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Diego, l’allenatore disabile che insegna calcio ai bimbi 

di Andrea Vaccari
Diego, l’allenatore disabile che insegna calcio ai bimbi 

Il 28enne affianca il tecnico Matteo Daolio alla guida della squadra Piccoli amici grazie alla sinergia fra Us Saturno, Coress e Appartamenti Protetti Guastalla

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GUASTALLA. Siamo a Guastalla, ai campi dell’oratorio di Pieve. Qui, ogni giorno, decine e decine di bambini di ogni età si allenano nella loro classica divisa arancio-nera.
Da uno dei tanti campi gestiti dall’unione sportiva Saturno, storica società guastallese, arriva un’esperienza che insegna quanto il termine “disabile” sia la forma di barriera più insormontabile per chi, invece, cerca e vuole la normalità di una vita vissuta dignitosamente.
La storia è quella di Diego Benazzi, che da alcuni mesi affianca l’allenatore della squadra dei Piccoli Amici - classe 2009 - grazie alla collaborazione nata tra cooperativa Coress, Appartamenti Protetti Guastalla e il club sportivo guastallese.
Diego tra circa un mese compirà 28 anni, è un ragazzo disabile e la sua esperienza a fianco di mister Matteo Daolio è iniziata a ottobre, con grande beneficio di tutte le parti in causa.
Grazie alla sua grande passione per il calcio, ha preso forma questo positivo percorso di inclusione legato allo sport, in un momento nel quale il mondo del pallone ha più che mai bisogno di rilanciare la propria immagine.
«I giocatori lo hanno subito fatto sentire a casa - spiega mister Daolio - nonostante a otto anni sia più facile “fare casino” che essere professionisti. E se un allenatore sa subito farsi ben volere dalla squadra, ha già fatto metà del suo lavoro.
I bambini hanno accolto Diego senza porsi domande, fidandosi di lui.
Nessuno di loro si è infatti mai chiesto perché Diego cammina in un modo particolare o perché ripete sempre le cose.
Anzi, a volte “sgridano” il neoallenatore perché si perde e non fischia per dare il via all’esercizio.
Uno degli aspetti più belli e sorprendenti di questa storia è che Diego fa della normalità il suo segreto, rimanendo semplicemente se stesso.
Forse non corre, ma cammina veloce, da solo. Non calcia il pallone, ma perché nessuno gli ha mai chiesto di farlo.
Se si siede per terra, non sa rialzarsi da solo, ma quante volte i giocatori dopo una caduta a terra vengono aiutati a rialzarsi da un compagno o da un avversario?
L’intuizione e il merito sulla buona riuscita di questo progetto è di Giovanna, educatrice del Coress e “ombra” di Diego che, partendo dalla grande passione per il calcio del ragazzo (è un grande tifoso del Milan, di cui non si perde una partita, ed è un nostalgico che ama ascoltare "Tutto il calcio minuto per minuto"), si è rivolta alla società sportiva Us Saturno di Guastalla per proporre l’iniziativa.
La società ha sposato l’idea e da ottobre Diego risulta regolarmente presente all’allenamento dei 2009.
Con i genitori dei bimbi della squadra di calcio che hanno accolto molto favorevolmente l’iniziativa.
«Giovanna - prosegue l'allenatore - così come gli altri educatori si battono affinché la Coress possa continuare la sua opera di inserimento nel tessuto sociale per i ragazzi che, come Diego, fanno parte di questa cooperativa, cercando di dare a tutti la possibilità di vivere in maniera normale e dignitosa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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