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In casa Vuelle Pesaro si è conclusa la rivoluzione

In casa Vuelle Pesaro si è conclusa la rivoluzione

PESARO. Mesi vissuti pericolosamente, fra polemiche, tagli e addii roboanti. Dopo un dignitoso girone d’andata, Pesaro ha iniziato con grandi sofferenze il ritorno, proprio mentre le rivali dirette...

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PESARO. Mesi vissuti pericolosamente, fra polemiche, tagli e addii roboanti. Dopo un dignitoso girone d’andata, Pesaro ha iniziato con grandi sofferenze il ritorno, proprio mentre le rivali dirette per la retrocessione provavano a imbastire una rimonta. E mentre i mugugni dell’esigente pubblico marchigiano crescevano. I limiti tecnici della squadra, costruita al risparmio, erano noti e la società ha provato a intervenire per potenziare le qualità offensive, firmando a febbraio l’esterno Jeremy Hazell, tiratore visto a Bologna due anni fa, al posto del giovane e alterno Brandon Fields. Il cambio per ora non ha portato grandi benefici, Hazell non è riuscito ad incidere granché. Il terremoto vero è della scorsa settimana. Il 9 marzo dopo mesi di frizioni più o meno pubbliche col presidente Ario Costa, coach Piero Bucchi lascia la squadra, dopo un accordo consensuale sull’addio con la società. Pesaro viene affidata al vice, l’albanese Spiro Leka, e alla domenica perde una cruciale sfida salvezza a Varese. Sempre il 9 marzo viene ufficializzato l’ingaggio della guardia americana Rotnei Clarke, più realizzatore che playmaker, diversi anni di esperienza fra Europa e Australia. Il debutto è fissato contro Reggio, prenderà il posto di un altro giovane alterno, Ryan Harrow. Con questo cambio la speranza è di potenziare l’attacco, sempre piuttosto asfittico, e di offrire alternative all’unico vero riferimento, il talentuoso lungo Jarrod Jones. (a.a.)

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