Gazzetta di Reggio

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«Crisi provocata dai tanti infortuni» 

di Adriano Arati
«Crisi provocata dai tanti infortuni» 

L’esterno Gentile di nuovo in pista: «Le assenze hanno fatto saltare gli equilibri»

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REGGIO EMILIA. «Gli infortuni sono stati decisivi sinora, per me e per la squadra. Ma abbiamo il tempo per fare bene, e la gara con Avellino ci ha indicato la strada da seguire». Dopo tre mesi di esilio dal parquet, Stefano Gentile già domenica a Pesaro dovrebbe essere nuovamente a referto. Il suo è stato un cammino lungo, dopo il brutto infortunio alla caviglia rimediato a Varese a fine anno, proprio quando la Grissin Bon iniziava la sua discesa.
«Sono stato fortunato e voglio ringraziare tante persone, tutto lo staff che mi ha aiutato. Mi è andata bene, per tanti versi», spiega.
Perché dice così?
«Perché subito il dolore è stato fortissimo e i tempi prospettati per il recupero erano molto più lunghi».
E lei come viveva la situazione?
«Subito ho fatto fatica, e tanto, ero frustrato e avevo dolore. Poi ho ritrovato forza, tutti mi hanno aiutato e adesso sono quasi pronto».
La caviglia come va?
«Le sensazioni sono buone. Ho giocato nell’amichevole con la Fortitudo we dopo non avevo dolori né problemi, ora devo ritrovare sensibilità e piena energia».
E lo può fare solo giocando. Domenica la vedremo a Pesaro?
«Io sono disponibile poi vedremo domenica».
Sin qui gli infortuni sono stati la vostra dannazione?
«Sì, se sono convinto, parlo sia per me, visto che stavo andando in forma dopo una stagione in cui avevo sofferto, sia per la squadra».
Partiamo da lei?
«L’anno passato avevo sempre dovuto convivere con guai fisici, in estate mi ero preparato molto bene e poi l’infortunio ha bloccato tutto».
Dopo di lei si sono fermati Della Valle e Aradori. Quanto ha inciso sul rendimento della squadra?
«Gli infortuni siano stati decisivi. La squadra aveva fatto il record di vittorie, aveva equilibrio e spirito, poi sono arrivati i problemi».
E adesso?
«Certo, ora dobbiamo fare bene e tornare sulla giusta strada, pensiamo a qualificarci ai playoff e poi a fare bene, abbiamo le doti per farlo».
Dopo due terzi di stagione, chi vede come rivale più pericolosa, a parte Milano?
«Avellino. Mi ha fatto un'ottima impressione, anche se veniva a propria volta da una striscia negativa. È una squadra con qualità, è organizzata e ha gerarchie e ruoli chiari. Credo che assieme a noi se la possa giocare sino alla fine».
Domenica intanto dovete pensare a Pesaro, altra squadra in crisi. Un rischio per voi?
«Per noi adesso non ci sono partite facile, in primis per il nostro momento. E comunque Pesaro è una squadra con tanti giocatori di talento, fisica, e deve fare ogni tentativo possibile per salvarsi. Ci sarà da stare attenti».
Si aspettava di trovare i pesaresi in questa posizione di classifica?
«Quando punti tutti sugli stranieri, ti può andare bene un anno, se tutti gli elementi vanno d'accordo da subito. Però in quel caso l'anno dopo perdi tutti gli stranieri, perché ricevono offerte più alte, e devi ripartire. E rischi la retrocessione».
Chiaro, la continuità la si aspetta dalla Reggio italiana. Proprio per questo, cosa vi è successo in questa stagione?
«Quando si perdono giocatori per infortuni e si cambiano gli equilibri è normale dover far assestamenti, adesso la strada è quella giusta, con Avellino credo che si siano viste delle buone risposte, adesso dobbiamo proseguire su quella direzione».

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