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La Reggiana ora si copre, al varo una difesa a cinque

di Andrea Munari
La Reggiana ora si copre, al varo una difesa a cinque

Dopo la sconfitta di Macerata mister Menichini ha iniziato a lavorare sul 5-3-2 

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REGGIO EMILIA. La Reggiana che si appresta domani ad affrontare il derby del Po con ogni probabilità metterà in campo alcune novità sulle quali mister Menichini ha lavorato in settimana, provando ad accantonare il modulo tattico con il quale ha sempre schierato i granata dal momento in cui è stato chiamato a sostituire Leonardo Colucci.

Dopo la sconfitta di Macerata, i granata hanno iniziato infatti fin dal primo gionrno di allenamento a lavorare su un 3-5-2, che diventa una linea a 5 in fase difensiva e che il tecnico granata sembra sempre più intenzionato a schierare domani pomeriggio, quando al Città del Tricolore arriverà un Mantova che è nel miglior momento della propria stagione e che nelle ultime tre giornate ha raccolto 7 punti ed è a caccia di certezze in vista della volata finale per la conquista della salvezza senza passare dai play out.

La Reggiana, dal canto suo, in questo momento deve solo ottenere la miglior posizione possibile in vista dei play off e, proprio questa relativa tranquillità può aver indotto il mister a studiare ora eventuali alternative di gioco per quando la posta in palio si farà davvero pesante e sarà fondamentale essere il più imprevedibili possibile, invece di essere focalizzati su una sola disposizione tattica ed insistere sempre su quella.
D’altro canto, però, avere un atteggiamento più prudente contro un Mantova che non è certo una delle principali corazzate del campionato, potrebbe inculcare nella testa dei giocatori quelle paure che sembravano essere sparite proprio dall’arrivo del tecnico toscano.
 

I PRO. Il vantaggio principale di provare ora un modulo nuovo è quello di avere la possibilità di sbagliare in ottica play-off e poter correggere per tempo eventuali errori, senza snaturare completamente la squadra e confermando una delle certezze di questa squadra, il centrocampo a 3, con Genevier come fulcro del gioco e due mezzali al suo fianco pronte ad inserirsi in fase offensiva.

Studiare una nuova possibilità di disposizione tattica può permettere al mister di guardare anche al futuro, per iniziare a capire su chi si baseranno le fondamenta della Reggiana della prossima stagione e arrivare al momento clou con le idee il più chiaro possibile.
 

I CONTRO. Un derby è sempre un derby e, la sconfitta di Macerata, seppur brutta, non può bastare a giustificare un cambio così radicale in una Reggiana che, dall’arrivo di mister Menichini, aveva inanellato una serie di risultati utili importanti e le aveva permesso di esprimere un buon gioco, con Genevier come perno centrale attorno al quale far ruotare tutta la manovra.

Scendere in campo con una linea difensiva a cinque, poiché i due esterni Ghiringhelli e Panizzi sono due difensori veri e con una disposizione tattica che i giocatori hanno avuto poco tempo per assimilare e che, dopo la rivoluzione di gennaio, è stata provata poche volte, rischia di esporre la squadra a degli errori che in un derby, così sentito dalla piazza, rischiano di essere pagati a caro prezzo.

Dall’arrivo di Leonardo Menichini la Reggiana ha trovato le proprie certezze e, snaturarle in questo modo dopo una sconfitta, seppur brutta come quella di domenica scorsa, rischia di essere controproducente sotto molti punti di vista, mandando un segnale di voler pensare quasi più a “non prenderle” invece di provare a voler affondare il colpo per primi, rischiando di incrinare quei meccanismi ben oliati.

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