Gazzetta di Reggio

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Il talento c’è, ma è tutto da gestire 

di Adriano Arati

La Consultinvest ha cambiato tanto: oggi l’esordio del play tascabile Clarke

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REGGIO EMILIA. Talento atletico tutto da gestire e qualche goccia di esperienza lituana.
Sulla carta è una miscela discretamente efficace quella pensata da Pesaro per questa stagione, l’ennesima in cui la società marchigiana ha dovuto praticamente ripartire da zero con risorse economiche ridotte.
Le cose non sono andate benissimo, specialmente negli ultimi mesi, e Pesaro arriva da un mese di psicodrammi.
Coach Piero Bucchi, eterno “nemico” reggiano, ha lasciato in polemica con la dirigenza e ora in panchina siede il suo vice, il tecnico albanese Spiro Leka. Per cambiare qualcosa in una squadra dalla scarsa produttività, sono stati tagliati i due giovani esterni Fields e Harrow, sostituiti da due veterani americani. Il tiratore Hazell, ex Virtus, sinora non ha brillato. Il play tascabile Clarke è appena arrivato dall’Australia, e debutterà proprio oggi contro la Grissin Bon.
Pur immersa in questo strano calderone, Pesaro rimane una squadra pericolosa, con tanti grandi atleti bravi a correre, tanti tiratori perimetrali e anche alcuni veterani pericolosi, in primis il lituano Jasaitis, sinora oltre il deludente.
A Capo d’Orlando sembrava rinato, nelle Marche ha sempre avuto problemi di infortuni e fatica a raggiungere i 6 punti di media. Rimane un cecchino, e un paio di vittorie le ha comunque regalate con le sue bombe nel finale.
La Grissin Bon non brilla nella difesa sugli esterni, e dovrà fare attenzione.
Il perno pesarese è comunque un altro, si chiama Jarrod Jones ed è l’ennesima scoperta della società marchigiana. 205 centimetri d’agilità, eleganza e potenza unite a una tecnica più che discreta, gioca i due ruoli sotto e viaggia a 19.4 punti e 10 rimbalzi, unico in doppia cifra di media dell’intera serie A. Ha già mezza Europa addosso, ora vuole finire la stagione ed è un pericolo costante, oltretutto difficile da gestire, troppo potente per le ali e troppo atletico per i centri.
Quello che gli è mancato sinora è il supporto. Sotto le plance lo affiancano il poderoso centro camerunense Nkoko, grande fisico ancora tutto da svezzare, e il ruvido lituano Zavackas. Insieme possono dare fisicità e qualche rimbalzo, rimangono comunque gregari che faticano a incidere davvero.
L’elemento più talentuoso è il play-guardia Marcus Thornton, atletico, bravo a crearsi tiri nel traffico dal nulla e molto dinamico. È un debuttante in Europa e ha pagato lo scotto, ma pure lui è atteso a un buon futuro. Con l’arrivo di Clarke e Hazell, un regista e un tiratori puri, Pesaro gli chiede di pensare ai punti e non alla costruzione. Da lui passa molto della pericolosità della Consultivest, sia in campo aperto che a difesa schierata, perché è l’unico a poter inventare quando le difese collassano su Jones. I tiratori sugli scarichi non mancherebbero, con Jasaitis, Hazell (sinora deludente) e l’italiano Michele Ceron, tutti capaci di grandi raffiche.
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