Razzoli, la prova migliore arriva a fine stagione
di Luigi Vinceti
Ad Aspen l’olimpionico ha chiuso all’undicesimo posto lo slalom delle finali di Coppa del del Mondo
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REGGIO EMILIA. Peccato che la stagione agonistica di Giuliano Razzoli sia conclusa perché proprio sull’ultimo traguardo, la finale del Mondiale che si è disputata ieri ad Aspen negli Stati Uniti, ha raccolto il miglior piazzamento della stagione. Ha chiuso infatti all’undicesimo posto, un risultato che fa il paio con l‘analoga posizione collezionata in febbraio a Kitzbuhel.
Tanti, troppi le avversità da superare. Innanzi tutto un gruppo di concorrenti in brillanti condizioni. Ad iniziare da Marcel Hirscher che si è presentato alla finale di Coppa del Mondo con il titolo già in tasca e si è subito insediato al primo posto nella manche di apertura salvo poi scivolare al quarto dietro Myhrer, Neureuther e Matt al momento tutti imbattibili. Niente male di azzurri, con Moelgg che ha concluso in quinta posizione e Stefano Gross piazzato al nono, un paio di gradini appena prima dello slalomista di Villaminozzo. Diverse le note di merito per Giuliano Razzoli. Innanzi tutto perché è stato ammesso per un soffio fra i 25 convocati in base ai punteggi catalogati nell’anno e si è quindi presentato al cancelletto di partenza con il pettorale numero 24 quando la pista era ormai profondamente segnata da chi lo ha preceduto. Ciò malgrado ha disputato un’ottima discesa. Tanto da chiudere il primo percorso come 13° ad 1.05 da Hirscher. Nettamente più lontano Thaler, 23°.
Il tracciato di gara, non particolarmente impegnativo per la scarsa pendenza, rischiava di far perdere la velocità necessaria per superare alcune “porte” quasi pianeggianti. Ciò non ha però pesato oltre il dovuto per il “Razzo”. Problemi ben più gravi sono venuti invece dalla elevata temperatura (+ 12 all’arrivo) che ha fortemente inciso sulle condizioni della neve tanto dopo i primi passaggi sono apparsi profondi solchi fra i pali direzionali. E’ quindi ancora più apprezzabile la prestazione di Razzoli che è filato via con sicurezza: non aveva nulla da perdere ed ha mostrato una ritrovata fiducia. Nella seconda manche ha pigiato ancora sull’acceleratore ma non è riuscito a togliersi di dosso la presenza del francese Neureuther che, nel totale delle due discese, ha segnato il suo identico tempo. In compenso ha beneficiato delle discese sbagliate di due avversari ed ha quindi chiuso in recupero proprio alle spalle dei primi dieci. In questo modo ha messo in archivio ulteriori punti per la classifica dell’inverno 2016-17. Un anno vissuto in continua altalena che però si è chiuso con soddisfacenti segni di ripresa. Un risultato che suona di buon auspicio per il futuro. Ha 32 anni ma non è ancora finito.
Tanti, troppi le avversità da superare. Innanzi tutto un gruppo di concorrenti in brillanti condizioni. Ad iniziare da Marcel Hirscher che si è presentato alla finale di Coppa del Mondo con il titolo già in tasca e si è subito insediato al primo posto nella manche di apertura salvo poi scivolare al quarto dietro Myhrer, Neureuther e Matt al momento tutti imbattibili. Niente male di azzurri, con Moelgg che ha concluso in quinta posizione e Stefano Gross piazzato al nono, un paio di gradini appena prima dello slalomista di Villaminozzo. Diverse le note di merito per Giuliano Razzoli. Innanzi tutto perché è stato ammesso per un soffio fra i 25 convocati in base ai punteggi catalogati nell’anno e si è quindi presentato al cancelletto di partenza con il pettorale numero 24 quando la pista era ormai profondamente segnata da chi lo ha preceduto. Ciò malgrado ha disputato un’ottima discesa. Tanto da chiudere il primo percorso come 13° ad 1.05 da Hirscher. Nettamente più lontano Thaler, 23°.
Il tracciato di gara, non particolarmente impegnativo per la scarsa pendenza, rischiava di far perdere la velocità necessaria per superare alcune “porte” quasi pianeggianti. Ciò non ha però pesato oltre il dovuto per il “Razzo”. Problemi ben più gravi sono venuti invece dalla elevata temperatura (+ 12 all’arrivo) che ha fortemente inciso sulle condizioni della neve tanto dopo i primi passaggi sono apparsi profondi solchi fra i pali direzionali. E’ quindi ancora più apprezzabile la prestazione di Razzoli che è filato via con sicurezza: non aveva nulla da perdere ed ha mostrato una ritrovata fiducia. Nella seconda manche ha pigiato ancora sull’acceleratore ma non è riuscito a togliersi di dosso la presenza del francese Neureuther che, nel totale delle due discese, ha segnato il suo identico tempo. In compenso ha beneficiato delle discese sbagliate di due avversari ed ha quindi chiuso in recupero proprio alle spalle dei primi dieci. In questo modo ha messo in archivio ulteriori punti per la classifica dell’inverno 2016-17. Un anno vissuto in continua altalena che però si è chiuso con soddisfacenti segni di ripresa. Un risultato che suona di buon auspicio per il futuro. Ha 32 anni ma non è ancora finito.
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