«In questo momento staccare la spina sarebbe pericoloso»
di Juri Panciroli
Calcio Lega Pro, il difensore granata Trevisan non vuole cali «Ci stiamo avvicinando al periodo che vale una stagione»
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REGGIO EMILIA. «A giungo diventerò papà di Achille, al 90% si chiamerà così, e sono nel pieno dei preparativi». Sarà quindi un finale di stagione pieno di emozioni per il centrale difensivo Trevor Trevisan, tornato titolare domenica col Mantova dopo quasi tre mesi. «Smaltito l’infortunio accusato nella sfida contro il Parma –spiega-, ho saltato alcune partite perché Rozzio e Spanò stavano facendo bene e una regola del calcio dice che “squadra che vince non si cambia”, poi la rosa è ampia e di qualità, quindi tutti noi giocatori accettiamo chiaramente a malincuore di star fuori per il bene del collettivo, che viene prima del singolo».
È tornato titolare con la difesa a 3: le piace?
«Si e no, ma l’importante è giocare. In passato l’ho fatta più volte, con Menichini a Salerno dove aveva l’abitudine di variarla spesso, oltre che con Colucci, ma l’importante è stare sempre sul pezzo perché al primo errore si paga, a prescindere dal modulo. Iniziando la stagione a 4 c’è più tempo per provarla e ci sono i giocatori predisposti a giocare in un determinato modo. Nel nostro caso però devo dire che non ci sono grandi differenze perché, anche se ci schieriamo a tre l’obiettivo è sempre quello di puntare sul gioco. Siamo più coperti ma entriamo in un periodo delicato perché, svanito il primo posto, dobbiamo essere intelligenti e guardare il calendario perciò, è giusto giocare per vincere ma l’importante è non perdere per puntare al miglior piazzamento. Dobbiamo adattarci agli avversari e alla partita, per capire se bisogna attaccare o essere attendisti, consci di avere un mister con tanta esperienza».
C’è chi dice che tra lei e mister Menichini non corra buon sangue.
«Ho fatto due anni a Salerno con lui e, dopo il grave infortunio dell’anno scorso, a gennaio non ho più giocato per scelte societarie ma con lui ho sempre avuto un rapporto sincero. Ci sono state incomprensioni sempre affrontate da persone adulte, ma le voci sono uscite in momenti dove le cose andavano male e ci si attacca a tutto. Qua, dal suo arrivo, ha sempre parlato con me, come con gli altri ragazzi maturi tipo Genevier, per instaurare un rapporto più costruttivo e buono».
È fisico o mentale il calo accusato nelle ultime gare?
«Sarebbe grave un problema di testa adesso, quando si è vicini a quella fase finale che aspetti tutto l’anno. Non so spiegare il motivo di questo piccolo calo ma c’è voglia di riscatto».
Bisogna però fare gol.
«Anche noi difensori dovremmo essere più propositivi davanti perché sappiamo fare gol mentre gli attaccanti fanno il lavoro sporco. Serve un minimo di serenità e con l’aiuto di tutti potremo toglierci soddisfazioni quando conterà di più».
Con la Samb che gara si aspetta?
«Partita tosta. All’andata fu la nostra miglior partita stagionale e a casa loro, in una piazza molto calda, saranno vogliosi di rifarsi. Noi dovremo far risultato perché vincere fa vivere meglio tanti aspetti della settimana e nelle ultime giornate non ci è riuscito: male a Macerata nonostante l’avessimo ripresa in dieci, col Mantova forse abbiamo sentito il derby e i primi caldi. Ora vogliamo portare a casa punti».
È tornato titolare con la difesa a 3: le piace?
«Si e no, ma l’importante è giocare. In passato l’ho fatta più volte, con Menichini a Salerno dove aveva l’abitudine di variarla spesso, oltre che con Colucci, ma l’importante è stare sempre sul pezzo perché al primo errore si paga, a prescindere dal modulo. Iniziando la stagione a 4 c’è più tempo per provarla e ci sono i giocatori predisposti a giocare in un determinato modo. Nel nostro caso però devo dire che non ci sono grandi differenze perché, anche se ci schieriamo a tre l’obiettivo è sempre quello di puntare sul gioco. Siamo più coperti ma entriamo in un periodo delicato perché, svanito il primo posto, dobbiamo essere intelligenti e guardare il calendario perciò, è giusto giocare per vincere ma l’importante è non perdere per puntare al miglior piazzamento. Dobbiamo adattarci agli avversari e alla partita, per capire se bisogna attaccare o essere attendisti, consci di avere un mister con tanta esperienza».
C’è chi dice che tra lei e mister Menichini non corra buon sangue.
«Ho fatto due anni a Salerno con lui e, dopo il grave infortunio dell’anno scorso, a gennaio non ho più giocato per scelte societarie ma con lui ho sempre avuto un rapporto sincero. Ci sono state incomprensioni sempre affrontate da persone adulte, ma le voci sono uscite in momenti dove le cose andavano male e ci si attacca a tutto. Qua, dal suo arrivo, ha sempre parlato con me, come con gli altri ragazzi maturi tipo Genevier, per instaurare un rapporto più costruttivo e buono».
È fisico o mentale il calo accusato nelle ultime gare?
«Sarebbe grave un problema di testa adesso, quando si è vicini a quella fase finale che aspetti tutto l’anno. Non so spiegare il motivo di questo piccolo calo ma c’è voglia di riscatto».
Bisogna però fare gol.
«Anche noi difensori dovremmo essere più propositivi davanti perché sappiamo fare gol mentre gli attaccanti fanno il lavoro sporco. Serve un minimo di serenità e con l’aiuto di tutti potremo toglierci soddisfazioni quando conterà di più».
Con la Samb che gara si aspetta?
«Partita tosta. All’andata fu la nostra miglior partita stagionale e a casa loro, in una piazza molto calda, saranno vogliosi di rifarsi. Noi dovremo far risultato perché vincere fa vivere meglio tanti aspetti della settimana e nelle ultime giornate non ci è riuscito: male a Macerata nonostante l’avessimo ripresa in dieci, col Mantova forse abbiamo sentito il derby e i primi caldi. Ora vogliamo portare a casa punti».
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