Bertazzoni: «Quel pallone era entrato»
Promozione, il presidente della Riese sul finale da urlo con il Monteombraro
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RIO SALICETO. Dopo il pareggio in extremis con il Monteombraro, la Riese si trova ancora invischiata nella lotta per non retrocedere ed è totalmente concentrata sull'obiettivo salvezza, senza pensare al prossimo anno.
«Posso comprendere il nervosismo dei giocatori e dei tifosi del Monteombraro per l'episodio finale, a parti invertite sarebbe successo lo stesso - commenta il presidente della Riese Massimo Bertazzoni - siccome sono stato cacciato dalla panchina solo per aver chiesto un’ammonizione sacrosanta, dalla posizione in cui mi trovavo ho visto che sul tiro di Mazza il pallone era già entrato di almeno 20 centimetri, come ammesso anche da alcuni giocatori ospiti e ha toccato dopo la traversa sulla respinta del portiere».
«In campionato abbiamo pagato una serie incredibile di infortuni, tutti alle ginocchia o ai tendini: Borghi è appena tornato da un lungo stop, Brighenti è stato fuori cinque mesi, Fornetti si è rotto calciando un rigore, Saguatti ha finito la stagione, Budriesi era in panchina per onor di firma. Col Monteombraro mancavano ben 8 titolari e quasi tutti in attacco, quindi riuscire a raddrizzare la partita è stato come una vittoria. Nel complesso la classifica è al di sotto delle aspettative di inizio campionato, per la malasorte che ci ha bersagliato e un po' per colpa nostra, con una serie incredibile di 7 rigori falliti su 9, pur ruotando ciclicamente i rigoristi».
E il cambio in panchina?
«Senza nulla togliere al lavoro di Pavesi, che ha pagato dazio alla sfortuna, penso che mister Bizzoccoli abbia dato quella scossa che serviva, dato che con lui in panchina abbiamo perso solo una volta (in casa con l'Arcetana, ndr), sotto un diluvio tremendo e subendo un gol rocambolesco nel finale. Adesso non possiamo fare progetti e pensare al futuro, dobbiamo rimanere compatti e concentrati sull'obiettivo salvezza, nella posizione di classifica in cui ci troviamo basta un nonnulla per passare dall'inferno al paradiso e viceversa».(m.b.)
«Posso comprendere il nervosismo dei giocatori e dei tifosi del Monteombraro per l'episodio finale, a parti invertite sarebbe successo lo stesso - commenta il presidente della Riese Massimo Bertazzoni - siccome sono stato cacciato dalla panchina solo per aver chiesto un’ammonizione sacrosanta, dalla posizione in cui mi trovavo ho visto che sul tiro di Mazza il pallone era già entrato di almeno 20 centimetri, come ammesso anche da alcuni giocatori ospiti e ha toccato dopo la traversa sulla respinta del portiere».
«In campionato abbiamo pagato una serie incredibile di infortuni, tutti alle ginocchia o ai tendini: Borghi è appena tornato da un lungo stop, Brighenti è stato fuori cinque mesi, Fornetti si è rotto calciando un rigore, Saguatti ha finito la stagione, Budriesi era in panchina per onor di firma. Col Monteombraro mancavano ben 8 titolari e quasi tutti in attacco, quindi riuscire a raddrizzare la partita è stato come una vittoria. Nel complesso la classifica è al di sotto delle aspettative di inizio campionato, per la malasorte che ci ha bersagliato e un po' per colpa nostra, con una serie incredibile di 7 rigori falliti su 9, pur ruotando ciclicamente i rigoristi».
E il cambio in panchina?
«Senza nulla togliere al lavoro di Pavesi, che ha pagato dazio alla sfortuna, penso che mister Bizzoccoli abbia dato quella scossa che serviva, dato che con lui in panchina abbiamo perso solo una volta (in casa con l'Arcetana, ndr), sotto un diluvio tremendo e subendo un gol rocambolesco nel finale. Adesso non possiamo fare progetti e pensare al futuro, dobbiamo rimanere compatti e concentrati sull'obiettivo salvezza, nella posizione di classifica in cui ci troviamo basta un nonnulla per passare dall'inferno al paradiso e viceversa».(m.b.)
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