La Grissin Bon si mangia Brescia
di Linda Pigozzi
Con un imperiale primo quarto i biancorossi travolgono senza sforzo l’acciaccata Leonessa
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REGGIO EMILIA. Dieci minuti di onnipotenza biancorossa bastano a segnare le sorti del posticipo del lunedì. L’imbarcata presa in primo periodo in cui Brescia incassa ben 36 punti (e ne realizza 17), va a condizionare irreparabilmente il match, così che la Grissin Bon conclude fra i sorrisi il ricco banchetto.
I due punti facili facili che il team di Menetti s’intasca, mettendo otto uomini in doppia cifra, non valgono comunque un posto in più in graduatoria. Raggiunta Sassari a quota 26, Reggio resta comunque dietro ai sardi che hanno la differenza canestri a loro favore.
Forti dell’agevolissimo successo sulla fragile e acciaccata Leonessa, domenica si potrà però dar l’assalto alla quinta posizione andando ad affrontare direttamente a domicilio chi vi si trova: Capo d’Orlando, bella rivelazione della stagione. E là, in un pala da sempre stregato per i reggiani, le resistenze saranno granitiche. Ci sarà, giù in Sicilia, anche l’ala americana Jawad Williams, ieri sera in panchina ad applaudire i compagni. Il problema alla caviglia destra dell’ex Cleveland è risolto ormai del tutto e il giocatore ha svolto senza difficoltà tutto il riscaldamente pre-gara, ma lo staff ha poi preferito non rischiarlo, tanto più che la necessità di farlo proprio non c’era.
Al via, Menetti decide di puntare ancora sul quintetto tutto italiano delle ultime uscite (De Nicolao, Della Valle, Aradori, Polonara e Cervi). Di là, è un pianto. All’assenza di Michele Vitali, ai box già da tempo per infortunio a una mano, s’è aggiunta pure quella dell’ex Siena David Moss, leader del gruppo. In più Lee Moore è presente, ma solo per onor di firma.
L’aria che tirerà per 40’ la si annusa già alla palla a due. Non si fa in tempo a partire e subito Della Valle la mette dall’arco. Replica, dopo l’appoggio di Berggren, il capitano Pietro Aradori che, sempre dai 6.75, va a violare la zona 2-3 di contenimento ordinata da coach Diana. Mossa inutile, in verità, la sua, visto che a perforarla ci pensa ancora Della Valle e poi il play De Nicolao, con 5 entusiasmanti punti filati, che già staccano la Leonessa.
Dopo 3 minutini appena, gli ospiti hanno già gli occhi lucidi e singhiozzano sul -10 (14-4).
Luca Vitali e soci si scuotono giusto per un attimo e giusto il tempo di rosicchiar qualcosina. Ma Reggio è devastante da tre con Denik e Della Valle a ribadire alla veloce il nuovo + 10 al 6’.
La sagra della tripla continua pure con Aradori, anche se in realtà tutta la Grissin Bon ha ormai messo le ali: negli ultimi 120” del quarto si entra infatti sull’eloquente 29-15.
Polonara “doppia” i bresciani, storditi e inconsistenti, che chiudono il disastroso primo periodo sotto di 29 punti (36-17).
Un timido tentativo di tirar fuori l’orgoglio, Brescia lo compie all’inizio del secondo periodo. Un pelo appagati, i reggiani si siedono un paio di minuti, producendo pochissimo in attacco, dopo i primi, devastanti, 10’ in cui hanno viaggiato al 62% da tre e al 62% da due.
L’antisportivo di Landry manda Reynolds in lunetta (1/2) e da lì, dopo 2’ in sordina, Reggio torna a farsi grande.
Al 6’, quando Cervi la schiaccia dentro, i biancorossi veleggiano sereni sul +21 (46-25).
Nonostante la stretta difensiva che gli ospiti tentino di darsi, fra gli ultimi minuti del secondo periodo e i primi del terzo, il trend non cambia.
Nonostante le mani addosso, nonostante il nervosismo (antisportivo a Luca Vitali e tecnico a Bushati al 4’ del terzo quarto), Reggio continua a fare il buono e cattivo tempo. Polonara e Della Valle, letali dal perimetro, spingono sino al +26 (67-41), poco dopo la metà del quarto.
La situazione ospite s’aggrava ulteriormente con l’espulsione di Landry che, al 6’, arpiona Rimas Kaukenas sotto lo sguardo di Lanzarini e si vede così fischiare un antisportivo: è il secondo e l’ala americana scende, protestando con il mondo, negli spogliatoi.
L’ondata reggiana si fa quindi tsunami: all’ultimo minuto del terzo periodo, i reggiani entrano sul +30 (76-46). Che diventa presto +33 grazie alla bomba sganciata da Kaukenas.
Non ha alcuna pietà, la Grissin Bon. Che spinge la Leonessa anche a un profondo -36 (94-58) alla metà del periodo conclusivo, quando ormai il pubblico comincia a stancarsi d’applaudire. Nella festa finale ci sono minuti (e gloria) pure per il baby Strautins , ma la testa di tutti è già a domenica, a Capo d’Orlando, dove gli avversari avranno ben altra consistenza.
I due punti facili facili che il team di Menetti s’intasca, mettendo otto uomini in doppia cifra, non valgono comunque un posto in più in graduatoria. Raggiunta Sassari a quota 26, Reggio resta comunque dietro ai sardi che hanno la differenza canestri a loro favore.
Forti dell’agevolissimo successo sulla fragile e acciaccata Leonessa, domenica si potrà però dar l’assalto alla quinta posizione andando ad affrontare direttamente a domicilio chi vi si trova: Capo d’Orlando, bella rivelazione della stagione. E là, in un pala da sempre stregato per i reggiani, le resistenze saranno granitiche. Ci sarà, giù in Sicilia, anche l’ala americana Jawad Williams, ieri sera in panchina ad applaudire i compagni. Il problema alla caviglia destra dell’ex Cleveland è risolto ormai del tutto e il giocatore ha svolto senza difficoltà tutto il riscaldamente pre-gara, ma lo staff ha poi preferito non rischiarlo, tanto più che la necessità di farlo proprio non c’era.
Al via, Menetti decide di puntare ancora sul quintetto tutto italiano delle ultime uscite (De Nicolao, Della Valle, Aradori, Polonara e Cervi). Di là, è un pianto. All’assenza di Michele Vitali, ai box già da tempo per infortunio a una mano, s’è aggiunta pure quella dell’ex Siena David Moss, leader del gruppo. In più Lee Moore è presente, ma solo per onor di firma.
L’aria che tirerà per 40’ la si annusa già alla palla a due. Non si fa in tempo a partire e subito Della Valle la mette dall’arco. Replica, dopo l’appoggio di Berggren, il capitano Pietro Aradori che, sempre dai 6.75, va a violare la zona 2-3 di contenimento ordinata da coach Diana. Mossa inutile, in verità, la sua, visto che a perforarla ci pensa ancora Della Valle e poi il play De Nicolao, con 5 entusiasmanti punti filati, che già staccano la Leonessa.
Dopo 3 minutini appena, gli ospiti hanno già gli occhi lucidi e singhiozzano sul -10 (14-4).
Luca Vitali e soci si scuotono giusto per un attimo e giusto il tempo di rosicchiar qualcosina. Ma Reggio è devastante da tre con Denik e Della Valle a ribadire alla veloce il nuovo + 10 al 6’.
La sagra della tripla continua pure con Aradori, anche se in realtà tutta la Grissin Bon ha ormai messo le ali: negli ultimi 120” del quarto si entra infatti sull’eloquente 29-15.
Polonara “doppia” i bresciani, storditi e inconsistenti, che chiudono il disastroso primo periodo sotto di 29 punti (36-17).
Un timido tentativo di tirar fuori l’orgoglio, Brescia lo compie all’inizio del secondo periodo. Un pelo appagati, i reggiani si siedono un paio di minuti, producendo pochissimo in attacco, dopo i primi, devastanti, 10’ in cui hanno viaggiato al 62% da tre e al 62% da due.
L’antisportivo di Landry manda Reynolds in lunetta (1/2) e da lì, dopo 2’ in sordina, Reggio torna a farsi grande.
Al 6’, quando Cervi la schiaccia dentro, i biancorossi veleggiano sereni sul +21 (46-25).
Nonostante la stretta difensiva che gli ospiti tentino di darsi, fra gli ultimi minuti del secondo periodo e i primi del terzo, il trend non cambia.
Nonostante le mani addosso, nonostante il nervosismo (antisportivo a Luca Vitali e tecnico a Bushati al 4’ del terzo quarto), Reggio continua a fare il buono e cattivo tempo. Polonara e Della Valle, letali dal perimetro, spingono sino al +26 (67-41), poco dopo la metà del quarto.
La situazione ospite s’aggrava ulteriormente con l’espulsione di Landry che, al 6’, arpiona Rimas Kaukenas sotto lo sguardo di Lanzarini e si vede così fischiare un antisportivo: è il secondo e l’ala americana scende, protestando con il mondo, negli spogliatoi.
L’ondata reggiana si fa quindi tsunami: all’ultimo minuto del terzo periodo, i reggiani entrano sul +30 (76-46). Che diventa presto +33 grazie alla bomba sganciata da Kaukenas.
Non ha alcuna pietà, la Grissin Bon. Che spinge la Leonessa anche a un profondo -36 (94-58) alla metà del periodo conclusivo, quando ormai il pubblico comincia a stancarsi d’applaudire. Nella festa finale ci sono minuti (e gloria) pure per il baby Strautins , ma la testa di tutti è già a domenica, a Capo d’Orlando, dove gli avversari avranno ben altra consistenza.
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