«La nostra crescita a livello mentale fa la differenza»
di Mara Bianchini
Berni, jolly della Correggese, è carico per il nuovo corso «Più compatti in difesa, subiamo meno gli avversari»
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CORREGGIO. Non è facile per una squadra trovare un giocatore poliedrico che possa ricoprire tutti i ruoli. La Correggese lo ha trovato quattro anni fa quando prelevò un giovanissimo Stefano Berni dalla Reggiana. Berni ha iniziato in serie D come attaccante per poi essere spostato esterno di centrocampo, terzino, centrale ed ora anche mediano.
«In effetti questo ruolo mi mancava - spiega - e ammetto che mi piace anche questo. Avendo già giocato come centrale riesco ad arretrare e all’occorrenza a fare il quinto».
C’è un ruolo che non ha ricoperto?
«Certo il portiere. Ci gioco in allenamento ma preferisco giocare in campo e lasciar fare a chi di dovere i pali».
La mossa di mister Benuzzi di metterla davanti alla difesa sta dando i suoi frutti.
«Siamo più compatti in difesa e subiamo meno il gioco degli avversari. L’unica cosa che con il 4-3-3 i centrocampisti alti, come Landi, devono arretrare. Ma da quando il mister ha provato con un mediano più difensivo abbiamo fatto tre vittorie».
Sembra siano sparite anche certe amnesie...
«Giochiamo diversamente. Benuzzi e Bagatti hanno due modi diversi di allenare per cui è normale che da prima ad ora ci siano delle differenze. Con Bagatti abbiamo fatto un buon girone di andata poi abbiamo avuto un momento di crisi ed ora ne stiamo uscendo».
E cresce il rammarico per i punti persi.
«In effetti sì. Perché se avessimo giocato meglio alcune partite ora, con il senno di poi, saremmo più in alto».
Contro il Delta Rovigo qual è stata la mossa vincente?
«Stiamo bene fisicamente e mentalmente. E su questo ultimo punto il mister ha lavorato parecchio. Ci sono servite alcune settimane per abituarci ai nuovi carichi di lavoro di Benuzzi ma adesso andiamo bene. Anche la pausa per la Viareggio Cup è arrivata ad hoc e ci ha dato grande spinta. Poi la vittoria nel derby ci ha lanciato. E ammetto che affrontare i veneti con quello spirito è stata forse il nostro asso nella manica».
Crede abbia inciso anche lo stop di due settimane per gli avversari?
«Sì e no. Nel senso che può aver inciso fisicamente perché ti puoi allenare ma non sarà mai come giocare. La tensione, i cambi di ritmo in partita sono diversi dall’allenamento e sono due situazioni diverse. Poi dico no perché il Rovigo ha giocatori importanti che sono in grado di gestire queste situazioni».
Domenica andrete a Castelvetro.
«Un’altra partita importantissima che cercheremo di vincere. Castelvestro ha ottime individualità, è una squadra compatta e organizzata ma noi dobbiamo pensare a fare bene e fare dei punti per noi e per il club che non ci fa mancare nulla».
«In effetti questo ruolo mi mancava - spiega - e ammetto che mi piace anche questo. Avendo già giocato come centrale riesco ad arretrare e all’occorrenza a fare il quinto».
C’è un ruolo che non ha ricoperto?
«Certo il portiere. Ci gioco in allenamento ma preferisco giocare in campo e lasciar fare a chi di dovere i pali».
La mossa di mister Benuzzi di metterla davanti alla difesa sta dando i suoi frutti.
«Siamo più compatti in difesa e subiamo meno il gioco degli avversari. L’unica cosa che con il 4-3-3 i centrocampisti alti, come Landi, devono arretrare. Ma da quando il mister ha provato con un mediano più difensivo abbiamo fatto tre vittorie».
Sembra siano sparite anche certe amnesie...
«Giochiamo diversamente. Benuzzi e Bagatti hanno due modi diversi di allenare per cui è normale che da prima ad ora ci siano delle differenze. Con Bagatti abbiamo fatto un buon girone di andata poi abbiamo avuto un momento di crisi ed ora ne stiamo uscendo».
E cresce il rammarico per i punti persi.
«In effetti sì. Perché se avessimo giocato meglio alcune partite ora, con il senno di poi, saremmo più in alto».
Contro il Delta Rovigo qual è stata la mossa vincente?
«Stiamo bene fisicamente e mentalmente. E su questo ultimo punto il mister ha lavorato parecchio. Ci sono servite alcune settimane per abituarci ai nuovi carichi di lavoro di Benuzzi ma adesso andiamo bene. Anche la pausa per la Viareggio Cup è arrivata ad hoc e ci ha dato grande spinta. Poi la vittoria nel derby ci ha lanciato. E ammetto che affrontare i veneti con quello spirito è stata forse il nostro asso nella manica».
Crede abbia inciso anche lo stop di due settimane per gli avversari?
«Sì e no. Nel senso che può aver inciso fisicamente perché ti puoi allenare ma non sarà mai come giocare. La tensione, i cambi di ritmo in partita sono diversi dall’allenamento e sono due situazioni diverse. Poi dico no perché il Rovigo ha giocatori importanti che sono in grado di gestire queste situazioni».
Domenica andrete a Castelvetro.
«Un’altra partita importantissima che cercheremo di vincere. Castelvestro ha ottime individualità, è una squadra compatta e organizzata ma noi dobbiamo pensare a fare bene e fare dei punti per noi e per il club che non ci fa mancare nulla».
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