Loria e la Coppa Italia 2017 «Non ci sono stati scippi»
di Nicolò Rinaldi
Pallamano femminile, il presidente federale spiega la scelta di Bressanone «Nessun atto formale che indicasse Casalgrande come sede della competizione»
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CASALGRANDE. La vicenda relativa alla Coppa Italia femminile tiene ancora banco all'interno della pallamano di casa nostra. Come è noto, la precedente dirigenza della Federazione (Figh) aveva assegnato l'allestimento dell'evento allo Spallanzani Casalgrande: il neoeletto Direttivo ha però cambiato idea, scegliendo invece Bressanone.
«Noi ci siamo appena insediati, e la Coppa si disputerà dal 28 al 30 aprile - ricorda il nuovo presidente federale Pasquale Loria - Era quindi necessario intervenire con urgenza, compiendo riflessioni approfondite».
Quali sono gli aspetti che vi hanno portati a rivedere le intenzioni di chi vi ha preceduto?
«Abbiamo soppesato con cautela la delibera del vecchio Consiglio, studiandola pure dal punto di vista giuridico. Se si fosse trattato di un provvedimento comunicato ufficialmente, sia al Gruppo sportivo Spallanzani sia alle altre società, non avremmo avuto problemi nel confermarlo: tuttavia ci siamo trovati di fronte a un atto ufficioso, noto soltanto ai componenti della dirigenza non più in carica. Un modo di procedere insolito: così, per fugare ogni dubbio, abbiamo ritenuto che fosse meglio ricominciare tutto da capo».
Come si è arrivati all'Alto Adige?
«Le candidature, entrambe altamente meritevoli, erano quelle di Casalgrande e Bressanone. Per orientarci, siamo andati a prendere la storia delle ultime sei edizioni: il Pala Keope aveva già ospitato la Coppa nel 2014, mentre la località sudtirolese non l'ha mai accolta. L'opzione bolzanina è quindi passata, in virtù di un semplice criterio di rotazione: nel prossimo futuro istituiremo invece un'apposita commissione, chiamata a stabilire le sedi dei vari appuntamenti nazionali in base a precisi criteri che saranno definiti dall'organismo stesso».
Le piace la serie A femminile a 14 squadre?
«Una partecipazione così elevata ha dato luogo a un campionato molto combattuto e coinvolgente: d'altro canto, un calendario a 14 diventa difficilmente conciliabile con Coppe europee e Nazionali. La soluzione potrebbe essere quella di iniziare già ad agosto, oppure si potrebbe scendere a 12 squadre: si tratta di idee che discuteremo attentamente anche con le stesse società. Tra l'altro, i club della serie A stanno pensando di dare vita a una Lega».
Una parola pure sulle categorie maschili: il massimo campionato tornerà al girone unico?
«I campionati della prossima annata si articoleranno per determinare il ritorno al girone unico nazionale, che diventerà realtà dal 2018/2019».
«Noi ci siamo appena insediati, e la Coppa si disputerà dal 28 al 30 aprile - ricorda il nuovo presidente federale Pasquale Loria - Era quindi necessario intervenire con urgenza, compiendo riflessioni approfondite».
Quali sono gli aspetti che vi hanno portati a rivedere le intenzioni di chi vi ha preceduto?
«Abbiamo soppesato con cautela la delibera del vecchio Consiglio, studiandola pure dal punto di vista giuridico. Se si fosse trattato di un provvedimento comunicato ufficialmente, sia al Gruppo sportivo Spallanzani sia alle altre società, non avremmo avuto problemi nel confermarlo: tuttavia ci siamo trovati di fronte a un atto ufficioso, noto soltanto ai componenti della dirigenza non più in carica. Un modo di procedere insolito: così, per fugare ogni dubbio, abbiamo ritenuto che fosse meglio ricominciare tutto da capo».
Come si è arrivati all'Alto Adige?
«Le candidature, entrambe altamente meritevoli, erano quelle di Casalgrande e Bressanone. Per orientarci, siamo andati a prendere la storia delle ultime sei edizioni: il Pala Keope aveva già ospitato la Coppa nel 2014, mentre la località sudtirolese non l'ha mai accolta. L'opzione bolzanina è quindi passata, in virtù di un semplice criterio di rotazione: nel prossimo futuro istituiremo invece un'apposita commissione, chiamata a stabilire le sedi dei vari appuntamenti nazionali in base a precisi criteri che saranno definiti dall'organismo stesso».
Le piace la serie A femminile a 14 squadre?
«Una partecipazione così elevata ha dato luogo a un campionato molto combattuto e coinvolgente: d'altro canto, un calendario a 14 diventa difficilmente conciliabile con Coppe europee e Nazionali. La soluzione potrebbe essere quella di iniziare già ad agosto, oppure si potrebbe scendere a 12 squadre: si tratta di idee che discuteremo attentamente anche con le stesse società. Tra l'altro, i club della serie A stanno pensando di dare vita a una Lega».
Una parola pure sulle categorie maschili: il massimo campionato tornerà al girone unico?
«I campionati della prossima annata si articoleranno per determinare il ritorno al girone unico nazionale, che diventerà realtà dal 2018/2019».
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