La Reggiana risponde presente
Con il Pordenone arriva solo uno 0 a 0 ma i giocatori escono dal campo tra gli applausi
REGGIO EMILIA. Da brutto anatroccolo a cigno in pochi giorni, è questa la metamorfosi avuta dalla Reggiana dalla sconfitta di San Benedetto del Tronto alla partita disputata ieri sera contro il Pordenone, perché il solo ritorno tra le mura amiche del Città del Tricolore non può bastare a giustificare la prestazione di carattere offerta dalla formazione granata contro il Pordenone, vero e proprio spauracchio della Reggiana nelle ultime due stagioni.
La Reggiana vista contro il Pordenone ha dato quelle risposte che tutti i tifosi e, probabilmente anche la società volevano, perché i giocatori hanno avuto una reazione d’orgoglio dopo le critiche arrivate in seguito alla sconfitta subita a San Benedetto del Tronto. La Reggiana è tornata ad essere quella formazione vista nelle prime uscite con Leonardo Menichini in panchina e, anche i cambiamenti tattici del mister hanno dato i loro frutti, con la squadra che ha dimostrato di essere più aggressiva e in grado di portare dei pericoli costanti nell’area del Pordenone.
Nella prima frazione di gioco i granata hanno dimostrato di non aver alcun timore reverenziale nei confronti del miglior attacco del girone, spingendosi con pericolosità nell’area avversaria e creando anche più di un pericolo all’estremo difensore avversario.
La scelta del mister granata di tornare a schierare il tridente, con Sbaffo alle spalle della coppia Cesarini-Marchi ha permesso di migliorare lo sviluppo della manovra e di arrivare con più facilità nei pressi dell’area avversaria, evitando al Mago di dover arretrare fin sulla linea mediana del campo per poter avere dei palloni giocabili, sfruttando la qualità di Sbaffo tra le linee e la pericolosità di Cesarini negli ultimi venticinque metri.
Proprio il numero 5 granata, schierato da trequartista, il ruolo che più preferisce, è stato uno degli uomini più pericolosi durante tutto l’arco della gara, sia quando ha cercato la conclusione personale con due colpi di testa ravvicinati, sia quando ha provato ad inventare per i compagni.
Al contrario di quanto avvenuto solamente pochi giorni fa nelle Marche la Reggiana è riuscita a mantenere alto il ritmo della partita per tutto l’arco dei 90’, creando ben più di un grattacapo alla formazione veneta, una delle squadre più in forma del momento e reduce dai 7 gol realizzati contro il Lumezzane nel turno precedente.
Nel finale di gara i granata hanno anche avuto la palla per portare a casa la vittoria, con D’Arsie che è stato bravissimo a salvare sulla linea un tiro ravvicinato di Guidone, subentrato nella ripresa al posto di Marchi.
Quel che è certo però è che, nonostante non sia arrivata la vittoria, con questo atteggiamento, da formazione compatta e con tutti gli elementi che hanno voglia di sacrificarsi per i compagni, i granata possono dire la loro in questo finale di campionato e, sopratutto, nei playoff quando il peso della posta in palio peserà sulle gambe e nella testa dei giocatori.
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