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La Reggiana deve ripartire dal pari con il Pordenone 

di Andrea Munari
La Reggiana deve ripartire dal pari con il Pordenone 

Deve però migliorare in fretta la cattiveria sottoporta e l’intesa tra Cesarini e Marchi

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REGGIO EMILIA. Nella sfida di giovedì sera contro il Pordenone il tecnico della Reggiana Leonardo Menichini ha provato a cambiare volto alla squadra rispetto alle prestazioni precedenti dove, con il 5-3-2, i granata avevano fatto molta fatica sia nella sfida casalinga contro il Mantova che nella sconfitta di San Benedetto del Tronto.

Giovedì sera il tecnico è tornato sui propri passi riproponendo quel modulo che la squadra sembrava aver assimilato al meglio nelle prime uscite con Menichini alla guida, dove erano arrivate una serie di vittorie consecutive.

La svolta in negativo alla squadra sembrerebbe averla data il pareggio interno con il Padova che, di fatto, aveva messo fine ad ogni tipo di ambizione alla formazione granata, con i soli playoff rimasti come unico “sollievo” e, il conseguente cambio di modulo, aveva tolto anche quelle poche certezze che erano state inserite nella testa dei giocatori.

Proprio per questo il ritorno al 4-3-1-2 di giovedì sera sembra aver risvegliato un po’ la squadra che, in campo, ha ritrovato anche il gioco contro un avversario arrivato all’appuntamento del Città del Tricolore reduce da sette gol rifilati al Lumezzane nel turno precedente di campionato e con il titolo di miglior attacco del girone con 60 reti all’attivo fino a questo momento.
 

Che cosa ha funzionato. La difesa granata è riuscita a mettere il freno al miglior attacco del Girone B di Lega Pro, con il tridente Cattaneo-Berrettoni-Arma che non è quasi mai riuscito a rendersi pericoloso dalle parti di Narduzzo e, i due terzini sono riusciti a supportare la manovra per tutto l’arco della gara.

L’arretramento di Carlini sulla linea mediana del campo è stata un’altra piacevole sorpresa poiché il numero 11 granata, giocando sempre fronte alla porta è riuscito a rendersi molto più propositivo rispetto alle uscite precedenti dove, schierato in coppia con Cesarini come unici riferimenti in avanti, aveva spesso faticato a trovare la corretta posizione in campo.

Con il tridente composto da Sbaffo alle spalle delle due punte, unito alla presenza in campo di un giocatore come Carlini in grado di inserirsi da dietro e la spinta costante dei terzini la Reggiana è riuscita a portare molti più uomini all’interno dell’area di rigore del Pordenone, riuscendo spesso a creare i presupposti per realizzare il gol del vantaggio.
 

Che cosa non ha funzionato. La sfida di giovedì deve rappresentare certamente un punto di partenza e non di arrivo, in vista dei playoff quando la posta in palio sarà davvero pesante. Proprio per questo è fondamentale riuscire a ritrovare la via del gol per non rischiare di soccombere alla prima occasione concessa agli avversari.

Ettore Marchi e Alessandro Sbatto hanno bisogno di ritrovare la miglior condizione dopo una stagione costellata dagli infortuni e, questo lo possono fare solamente ritrovando il campo con continuità in queste ultime sfide che separano i granata dall’avvio dei playoff.

Fondamentale sarà anche il fatto che Ettore Marchi e Alessandro Cesarini riescano il prima possibile a trovare la giusta intesa sul terreno di gioco. I due principali acquisti del mercato estivo della Reggiana hanno giocato insieme pochissimo in questa stagione perché, a turno, sono stati spesso fuori per infortunio, ma nei playoff il destino dei granata dipenderà sopratutto dalle loro giocate. Sono gli elementi in grado di prendersi sulle spalle il peso della squadra e provare a trascinarla il più avanti possibile in quello che, di fatto, può essere visto come un nuovo campionato.

Giovedì sera i due giocatori si sono spesso pestati i piedi in campo, ora hanno sei partite a disposizione per trovare la giusta intesa.

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