Il Lentigione è nel tunnel ma non rinuncia ai play off
di Mara Bianchini
Calcio Serie D, mister Zattarin analizza il momento difficile della sua squadra «In campo oltre alla tecnica servono gli “ometti” e noi ne abbiamo pochi»
3 MINUTI DI LETTURA
LENTIGIONE. Nelle ultime cinque partite il Lentigione ha ottenuto solo tre punti. E sono pochi per una squadra che fino ad un mese fa era ai vertici del proprio girone. «Non eravamo dei fenomeni prima – spiega Gianluca Zattarin – e non siamo dei brocchi ora. Stiamo attraversando un periodo negativo. Una flessione che in campionato può capitare anche se si spera non accada mai».
Peccato arrivi in momento dove bisognerebbe invece accelerare.
«Non è una questione di velocità ma di altri fattori. Bisogna allenarsi bene, scendere sempre in campo concentrati, fare le giuste scelte di gioco e non commettere errori. Noi rispetto ai nostri avversari non facciamo bene le ultime due».
Quindi troppi errori?
«Proprio così. Andando a ritroso: contro la Correggese non abbiamo giocato bene, contro Ravenna e Scandicci invece abbiamo creato ma sbagliato alcune scelte di gioco che non hanno portato quanto sperato. Gli episodi poi non ci sono stati proprio favorevoli. Basta pensare ad una palla che entra invece che finire all’incrocio dei pali. Alla fine è questione di poco ma se non va non va».
Prima però non li commettevate certi errori.
«Sono stati commessi anche prima, ma erano meno evidenti. Ora invece stanno emergendo i nostri limiti e gli errori si vedono maggiormente»
Anche le assenze hanno fatto la loro parte?
«Si perché in una realtà come la nostra ogni giocatore è importante e per noi giocatori come Traore e Sane sono molto importanti. E non parlo solo a livello tecnico ma anche a livello di personalità, di grinta e di quella spinta che possono dare ai compagni in alcuni momenti della partita. In campo contro lo Scandicci avevamo solo le personalità di Savi e Miftah che spronavano, che aggredivano, che si arrabbiavano. A questo punto del campionato quando mancano cinque partite alla fine serve la tecnica ma servono anche gli “ometti” ovvero i giocatori con gli attributi».
Mancano cinque giornate al termine, dove vorrebbe arrivare questo Lentigione?
«A giocare i play off. Ma per farlo dovremo continuare a lavorare tutti insieme come abbiamo sempre fatto, cercando di rimetterci in carreggiata. Sul lavoro i ragazzi si sono sempre impegnati tanto e lo hanno fatto dalla prima giornata che hanno messo piede a Lentigione. È un bel gruppo, che lavora sodo e con grande intensità durante tutta la settimana. Ma è anche un gruppo che deve resettare questo ultimo mese, in cui è arrivata una serie di risultati negativi e riprendere a fare quello che faceva prima, ricordandoci che abbiamo delle qualità e che non ci troviamo per caso in questa posizione di classifica in un girone difficile come il nostro, dove tante squadre sono costruite per ambire alla vittoria finale».
Importante dunque la sfida di Adria.
«Molto importante anche se sappiamo che non sarà facile. In settimana lavoreremo sui nostri errori per migliorarci e per uscire da Adria con un risultato positivo».
E lei mister si sente messo in discussione?
«L’allenatore è sempre in discussione in ogni momento sia che vinca, sia che perda»
Peccato arrivi in momento dove bisognerebbe invece accelerare.
«Non è una questione di velocità ma di altri fattori. Bisogna allenarsi bene, scendere sempre in campo concentrati, fare le giuste scelte di gioco e non commettere errori. Noi rispetto ai nostri avversari non facciamo bene le ultime due».
Quindi troppi errori?
«Proprio così. Andando a ritroso: contro la Correggese non abbiamo giocato bene, contro Ravenna e Scandicci invece abbiamo creato ma sbagliato alcune scelte di gioco che non hanno portato quanto sperato. Gli episodi poi non ci sono stati proprio favorevoli. Basta pensare ad una palla che entra invece che finire all’incrocio dei pali. Alla fine è questione di poco ma se non va non va».
Prima però non li commettevate certi errori.
«Sono stati commessi anche prima, ma erano meno evidenti. Ora invece stanno emergendo i nostri limiti e gli errori si vedono maggiormente»
Anche le assenze hanno fatto la loro parte?
«Si perché in una realtà come la nostra ogni giocatore è importante e per noi giocatori come Traore e Sane sono molto importanti. E non parlo solo a livello tecnico ma anche a livello di personalità, di grinta e di quella spinta che possono dare ai compagni in alcuni momenti della partita. In campo contro lo Scandicci avevamo solo le personalità di Savi e Miftah che spronavano, che aggredivano, che si arrabbiavano. A questo punto del campionato quando mancano cinque partite alla fine serve la tecnica ma servono anche gli “ometti” ovvero i giocatori con gli attributi».
Mancano cinque giornate al termine, dove vorrebbe arrivare questo Lentigione?
«A giocare i play off. Ma per farlo dovremo continuare a lavorare tutti insieme come abbiamo sempre fatto, cercando di rimetterci in carreggiata. Sul lavoro i ragazzi si sono sempre impegnati tanto e lo hanno fatto dalla prima giornata che hanno messo piede a Lentigione. È un bel gruppo, che lavora sodo e con grande intensità durante tutta la settimana. Ma è anche un gruppo che deve resettare questo ultimo mese, in cui è arrivata una serie di risultati negativi e riprendere a fare quello che faceva prima, ricordandoci che abbiamo delle qualità e che non ci troviamo per caso in questa posizione di classifica in un girone difficile come il nostro, dove tante squadre sono costruite per ambire alla vittoria finale».
Importante dunque la sfida di Adria.
«Molto importante anche se sappiamo che non sarà facile. In settimana lavoreremo sui nostri errori per migliorarci e per uscire da Adria con un risultato positivo».
E lei mister si sente messo in discussione?
«L’allenatore è sempre in discussione in ogni momento sia che vinca, sia che perda»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
