«Non sono a Reggio in vacanza»
di Juri Panciroli
Ettore Marchi vuole ritrovare il gol ed essere decisivo per la Reggiana in vista dei playoff
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REGGIO EMILIA. «Non fare gol mi da fastidio anche in allenamento, figurarsi quando ci sono i 3 punti in palio. Ma la cosa più importante è raggiungere l’obiettivo di squadra cui spero, da ora, di dare il mio contributo». Il bomber Ettore Marchi non vuole cali di tensione. «Spero di essere a disposizione con continuità per prepararmi al meglio per i playoff, perché ora ho solo 60’ nelle gambe dopo i tanti stop».
Al centro dell’area o sulla destra?
«Tutti sanno che ho iniziato seconda punta poi a Vercelli divenni centravanti e tale mi ritengo. Se però mi viene chiesto di giocare più largo, come nel 4-3-1-2, lo faccio senza problemi».
Anno sfortunato anche per incomprensioni coi tecnici? «Ci sono stagioni dove le cose vanno meno bene ma gli allenatori nel mio caso non hanno colpe. Nelle ultime nove stagioni saltavo gare solo per squalifica mentre qua c’è voluto un girone intero per capire l’entità del problema iniziale, ma non guardo mai indietro perché ho grandi motivazioni».
Le stesse che l’hanno spinta a restare a gennaio?
«Non sono venuto a svernare a Reggio perché potevo restare a Vercelli, con un altro anno di contratto, ma ho visto una Reggiana in crescita sia per organizzazione che per livello economico. Mi sono confrontato con la società in questi mesi e sono contentissimo di giocare qua. Del mio rendimento invece sono il primo ad essere deluso perché non ero abituato a stare fuori così tanto».
Da fastidio sentire che la società si sta muovendo in vista del prossimo anno?
«È giusto che mettano le basi per il prossimo anno ma noi pensiamo al presente. Siamo concentrati sulla partita di Bergamo e sull’arrivare ad avere una condizione adeguata a maggio, quando potrebbero esserci sette partite in un mese, dove potrà succedere di tutto».
Quindi testa al campionato?
«Intanto pensiamo a Bergamo e Teramo perché ai playoff bisogna arrivare bene, anche come autostima e queste gare dovranno farci arrivare al meglio a maggio. Ora siamo in una situazione di stallo con 5 punti sia dalla quarta che dalla sesta ma nel calcio basta poco per stravolgere la classifica».
Prestazione buona col Pordenone?
«Dovevamo riprenderci da un momento mentale poco felice. Quel punto non ha risolto tutti i problemi però è stato un antipasto di playoff e abbiamo dimostrato di potercela giocare. Non credo molto nell’importanza di arrivare quinti o quarti perché se vuoi fare qualcosa di grande devi affrontare anche le squadre forti».
Sono arrivate tante critiche sulla squadra, come giudica questa Reggiana?
«Le critiche se sono costruttive vengono sempre esaminate. Abbiamo dimostrato alcuni limiti con entrambi i tecnici e certe partite facciamo fatica ad approcciarle, mentre altre le sblocchiamo subito e poi le dominiamo. Comunque non è un’annata disastrosa anche se all’inizio si sperava di restare agganciati alla vetta fino alla fine. Il Venezia ha fatto il vuoto perciò il merito è suo».
Al centro dell’area o sulla destra?
«Tutti sanno che ho iniziato seconda punta poi a Vercelli divenni centravanti e tale mi ritengo. Se però mi viene chiesto di giocare più largo, come nel 4-3-1-2, lo faccio senza problemi».
Anno sfortunato anche per incomprensioni coi tecnici? «Ci sono stagioni dove le cose vanno meno bene ma gli allenatori nel mio caso non hanno colpe. Nelle ultime nove stagioni saltavo gare solo per squalifica mentre qua c’è voluto un girone intero per capire l’entità del problema iniziale, ma non guardo mai indietro perché ho grandi motivazioni».
Le stesse che l’hanno spinta a restare a gennaio?
«Non sono venuto a svernare a Reggio perché potevo restare a Vercelli, con un altro anno di contratto, ma ho visto una Reggiana in crescita sia per organizzazione che per livello economico. Mi sono confrontato con la società in questi mesi e sono contentissimo di giocare qua. Del mio rendimento invece sono il primo ad essere deluso perché non ero abituato a stare fuori così tanto».
Da fastidio sentire che la società si sta muovendo in vista del prossimo anno?
«È giusto che mettano le basi per il prossimo anno ma noi pensiamo al presente. Siamo concentrati sulla partita di Bergamo e sull’arrivare ad avere una condizione adeguata a maggio, quando potrebbero esserci sette partite in un mese, dove potrà succedere di tutto».
Quindi testa al campionato?
«Intanto pensiamo a Bergamo e Teramo perché ai playoff bisogna arrivare bene, anche come autostima e queste gare dovranno farci arrivare al meglio a maggio. Ora siamo in una situazione di stallo con 5 punti sia dalla quarta che dalla sesta ma nel calcio basta poco per stravolgere la classifica».
Prestazione buona col Pordenone?
«Dovevamo riprenderci da un momento mentale poco felice. Quel punto non ha risolto tutti i problemi però è stato un antipasto di playoff e abbiamo dimostrato di potercela giocare. Non credo molto nell’importanza di arrivare quinti o quarti perché se vuoi fare qualcosa di grande devi affrontare anche le squadre forti».
Sono arrivate tante critiche sulla squadra, come giudica questa Reggiana?
«Le critiche se sono costruttive vengono sempre esaminate. Abbiamo dimostrato alcuni limiti con entrambi i tecnici e certe partite facciamo fatica ad approcciarle, mentre altre le sblocchiamo subito e poi le dominiamo. Comunque non è un’annata disastrosa anche se all’inizio si sperava di restare agganciati alla vetta fino alla fine. Il Venezia ha fatto il vuoto perciò il merito è suo».
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