Play off quasi in tasca grazie a una super difesa
di Adriano Arati
Domenica in casa contro Varese occorrerà ripetere l’exploit di Capo d’Orlando L’importanza della zona mobile e aggressiva utilizzata con successo in Sicilia
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REGGIO EMILIA. Un primo traguardo quasi raggiunto grazie a una difesa parzialmente ritrovata. Dopo la combattuta vittoria di Capo d’Orlando, la qualificazione ai play off della Grissin Bon sembra essere decisamente molto vicina.
CALENDARIO E CLASSIFICA. La matematica ancora non dà conferme, e vista la classifica compatta difficilmente né darà prima degli ultimi due turni. Con cinque giornate da giocare e cinque gare casalinghe su cui contare i biancorossi appaiono proprio sulla buona strada, e stanno pure sistemando i confronti diretti.
Reggio è a quota 28 alla pari di Sassari e Capo d’Orlando, dietro a Milano, Venezia, Trento e Avellino. Staccate di 4 punti inseguono Brindisi, Pistoia e Torino. A meno di suicidi assortiti, le attuali prime sette dovrebbero avere un piede e mezzo dentro ai play off, e l’ultimo posto utile sarà al centro di una gara famelica.
Le variabili non mancano, certo: la brillantissima Trento di questi mesi ha perso due titolari per infortunio a Milano, ad esempio, una botta che non potrà non incidere sul rendimento della squadra di Buscaglia. Il calendario non è particolarmente semplice per la Grissin Bon, ma va detto che con l’attuale equilibrio tutte le duellanti saranno coinvolte in parecchi scontri diretti. I biancorossi ospiteranno Torino e Varese, in grandissima crescita e risalita in un mese sino a quota 22.
Due rivali atletiche e ambiziose, che all’andata hanno battuto Reggio nella fase iniziale della crisi, nei giorni precedenti al Natale.
RITMO E DIFESA. Questa volta però si gioca al PalaBigi, un vantaggio non da poco per Menetti, che oltretutto può finalmente contare sull’intero organico.
Difendere il PalaBigi nelle due settimane darebbe probabilmente la certezza matematica dei play off, perché le vittorie arriverebbero contro inseguitrici dirette. Lo scoglio peggiore era Capo, adesso Reggio deve solo ritrovare ritmo e l’antica confidenza casalinga, quella che per quattro anni ha reso via Guasco il campo meno battuto della serie A. La base di partenza è buona, una difesa finalmente continua nella sua efficacia. La Grissin Bon è in striscia positiva, tre vittorie ottenute concedendo in totale solo 70 punti di media (81 a Pesaro, 70 con Brescia, 59 a Capo). Un dato stellare, di suo, che va tarato: con Brescia non c’è stata storia, e a Capo il punteggio è stato bassissimo da ambo le parti per l’impostazione data alla gara dai siciliani, che hanno cercato di limitare il talento “corridore” dei reggiani. Che però l’approccio difensivo sia cambiato è un dato di fatto.
Gli esterni biancorossi non saranno mai dei mastini, questo va contro la loro natura, ma tutta la squadra ha mostrato applicazione, concentrazione e massima dedizione nel seguire le indicazioni tecniche. In questo il ritiro sembra essere servito. Alcuni aggiornamenti tattici hanno poi dato una bella mano.
Con Pesaro e Capo d’Orlando Menetti ha usato spesso una zona aggressiva e mobile, in grado di dar fastidio ai tiratori rivali e allo stesso tempo di coprire i limiti nell’uno contro uno delle guardie.
Gli spazi che inevitabilmente si aprono sul lato opposto al pallone e nel pitturato sono stati gestiti al meglio grazie alla presenza verticale dei lunghi. La coppia Cervi-Reynolds garantisce ci sia sempre uno stoppatore, gli esterni hanno potuto aggredire sapendo di avere le spalle coperte. E i centri, stazionando in area, hanno evitato uscite lunghe sui blocchi, situazioni pericolose per il rischio falli e perché sguarniscono il ferro. Da qui si parte, con tanta fiducia in più.
CALENDARIO E CLASSIFICA. La matematica ancora non dà conferme, e vista la classifica compatta difficilmente né darà prima degli ultimi due turni. Con cinque giornate da giocare e cinque gare casalinghe su cui contare i biancorossi appaiono proprio sulla buona strada, e stanno pure sistemando i confronti diretti.
Reggio è a quota 28 alla pari di Sassari e Capo d’Orlando, dietro a Milano, Venezia, Trento e Avellino. Staccate di 4 punti inseguono Brindisi, Pistoia e Torino. A meno di suicidi assortiti, le attuali prime sette dovrebbero avere un piede e mezzo dentro ai play off, e l’ultimo posto utile sarà al centro di una gara famelica.
Le variabili non mancano, certo: la brillantissima Trento di questi mesi ha perso due titolari per infortunio a Milano, ad esempio, una botta che non potrà non incidere sul rendimento della squadra di Buscaglia. Il calendario non è particolarmente semplice per la Grissin Bon, ma va detto che con l’attuale equilibrio tutte le duellanti saranno coinvolte in parecchi scontri diretti. I biancorossi ospiteranno Torino e Varese, in grandissima crescita e risalita in un mese sino a quota 22.
Due rivali atletiche e ambiziose, che all’andata hanno battuto Reggio nella fase iniziale della crisi, nei giorni precedenti al Natale.
RITMO E DIFESA. Questa volta però si gioca al PalaBigi, un vantaggio non da poco per Menetti, che oltretutto può finalmente contare sull’intero organico.
Difendere il PalaBigi nelle due settimane darebbe probabilmente la certezza matematica dei play off, perché le vittorie arriverebbero contro inseguitrici dirette. Lo scoglio peggiore era Capo, adesso Reggio deve solo ritrovare ritmo e l’antica confidenza casalinga, quella che per quattro anni ha reso via Guasco il campo meno battuto della serie A. La base di partenza è buona, una difesa finalmente continua nella sua efficacia. La Grissin Bon è in striscia positiva, tre vittorie ottenute concedendo in totale solo 70 punti di media (81 a Pesaro, 70 con Brescia, 59 a Capo). Un dato stellare, di suo, che va tarato: con Brescia non c’è stata storia, e a Capo il punteggio è stato bassissimo da ambo le parti per l’impostazione data alla gara dai siciliani, che hanno cercato di limitare il talento “corridore” dei reggiani. Che però l’approccio difensivo sia cambiato è un dato di fatto.
Gli esterni biancorossi non saranno mai dei mastini, questo va contro la loro natura, ma tutta la squadra ha mostrato applicazione, concentrazione e massima dedizione nel seguire le indicazioni tecniche. In questo il ritiro sembra essere servito. Alcuni aggiornamenti tattici hanno poi dato una bella mano.
Con Pesaro e Capo d’Orlando Menetti ha usato spesso una zona aggressiva e mobile, in grado di dar fastidio ai tiratori rivali e allo stesso tempo di coprire i limiti nell’uno contro uno delle guardie.
Gli spazi che inevitabilmente si aprono sul lato opposto al pallone e nel pitturato sono stati gestiti al meglio grazie alla presenza verticale dei lunghi. La coppia Cervi-Reynolds garantisce ci sia sempre uno stoppatore, gli esterni hanno potuto aggredire sapendo di avere le spalle coperte. E i centri, stazionando in area, hanno evitato uscite lunghe sui blocchi, situazioni pericolose per il rischio falli e perché sguarniscono il ferro. Da qui si parte, con tanta fiducia in più.
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