Gazzetta di Reggio

Sport

l’allenatore del teramo 

Ugolotti, l’avversario che vive sul nostro Appennino

di Luig i Cocconcelli
Ugolotti, l’avversario che vive sul nostro Appennino

REGGIO EMILIA. Abita a Ligonchio, luogo d’origine dei genitori, ma Guido Ugolotti ha incrociato la Reggiana una sola volta. Era la stagione2009-2010, i tempi di Dominissini e di una promozione...

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Abita a Ligonchio, luogo d’origine dei genitori, ma Guido Ugolotti ha incrociato la Reggiana una sola volta. Era la stagione2009-2010, i tempi di Dominissini e di una promozione granata sfumata per il grave infortunio di Paolo Rossi e lui allenava il Foggia.
Ugolotti sta facendo benissimo sulla panchina del Teramo. Nelle ultime quattro partite ha conquistato 10 punti, media da alta classifica.
E così, ora, gli abruzzesi intravedono la possibilità di salvezza addirittura senza passare dai play-out.
Un salto importante. Cosa è cambiato?
«La determinazione, la convinzione, un pizzico di fortuna, ma anche la capacità di andare a cercarcela. Sono arrivato a fine febbraio, mercato chiuso, squadra penultima, ora siamo nel gruppetto che si gioca la permanenza, abbiamo il destino nelle nostre mani, 34 punti, salvezza fissata presumibilmente a quota 40-41, 2 partite consecutive in casa,con Reggiana e Forlì,se non le sbagliamo facciamo un bel passo in avanti».
Ad inizio stagione a Teramo si parlava di play-off, che spiegazione si è dato di un torneo al di sotto delle attese?
«I problemi ci sono stati, al mio arrivo ho trovato una squadra rifatta a gennaio, molti doppioni, troppi elementi con caratteristiche simili, i curriculum dei giocatori dicono che i valori ci sono, è mancata l’amalgama e , poi, se i risultati non vengono tutto si fa più difficile».
Domani le motivazioni saranno tutte dalla vostra parte, voi giocate per qualcosa di importante, la Reggiana adesso deve solo preparare i play-off..
«Conosco la Reggiana, mi sento spesso con Menichini, che è un mio grande amico, so che non regalerà niente, primo perché fare risultato aiuta a preparare gli spareggi, secondo perché ha il traguardo di guadagnare una posizione che nei play-off consenta il massimo vantaggio, terzo perché è squadra di valore, che sa giocare a calcio».
Che giudizio dà del campionato della Reggiana?
«Positivo, so che ultimamente ha accusato un po’ di flessione, che in giro è subentrato un certo scetticismo che a volte pecca di serenità, ma sta facendo quel che doveva fare, A parte forse il Pordenone, può spiacere ma chi le sta davanti , dal Venezia,al Parma, al Padova, ha organici superiori».
Lei, che è stato un buon attaccante, come spiega che Marchi non trovi la via del gol?
«Rischia di essere una frase fatta, ma ci sono annate così, so che ha avuto anche problemi fisici, io l’ho avuto a Benevento, per la categoria non si discute. Se posso dare un consiglio è di non fare del gol un ossessione, giochi come sa e prima o poi si bloccherà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google