«Voglio continuare a giocare a Reggio»
di Francesca Manini
Volley serie A2: Giulio Silva, capitano del Conad Tricolore, stende il bilancio della stagione e guarda con fiducia al futuro
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REGGIO EMILIA. Periodo di riposo e riflessione per la Conad Volley Tricolore che dopo la sconfitta ai quarti di playoff contro la Monini Spoleto, si gode il meritato relax di chi si è classificata sesta sulle venti squadre del riformato campionato di serie A2 UnipolSai.
Dalla battaglia di sabato scorso in un pala Bigi mai così rovente, niente più allenamenti per il capitano Giulio Silva e per i suoi compagni con la promessa di ritrovarsi dopo Pasqua per le analisi di fine stagione e per riprendere gli allenamenti in vista della preparazione di agosto a cui seguirà l’avvio del campionato previsto per fine settembre.
«Avevamo bisogno di questo momento di stacco ma non vedo già l’ora di riprendere» commenta il capitano con l’augurio di fare allenamenti basati sulla tecnica.
«Ora - dice - abbiamo tutto il tempo per migliorare dal punto di vista tecnico concentrandoci su punti di forza e di debolezza, è un’occasione da non perdere».
La tensione dei playoff sta scemando?
«Ammetto che giocando ogni tre giorni, e sempre partite fondamentali, l’ultimo mese è stato tosto e ci ha portato ad accumulare molta stanchezza, la pausa è sacrosanta e serve anche per studiare… Nel Pool Promozione erano tutte partite importanti come a maggiori ragione lo sono state le due dei quarti dei playoff contro Spoleto, siamo arrivati alla fine bolliti. Dopo due settimane di pausa però si riparte, lo stop imposto dal campionato diventa davvero troppo lungo altrimenti».
Chi vince regna e per tutti gli altri, a marzo addio partite...
«Sì, il campionato è sempre stato così più o meno ma non ci aiuta di certo a mantenere la forma fisica e a migliorare: la tensione della gara è essenziale per crescere. È vero che il singolo ha responsabilità nel tenersi allenato ma deve comunque cambiare sport dandosi almeno al beachvolley o alla corsa, l’essere in dodici in palestra a fare attività specifiche è un’altra cosa. La Lega dovrebbe ragionare bene sui tempi, il campionato ormai si gioca soltanto su sei mesi su dodici…».
Sei mesi positivi?
«Quest’anno sì, come lo scorso. Abbiamo fatto un’ottima stagione raggiungendo gli obiettivi prefissati. Bisogna tener conto che sono entrati in squadra tanti giovani e che anche i “vecchi” hanno rivestito ruoli nuovi: Kody ad esempio non si era mai trovato a dover tirare la squadra in prima persona per così tanto tempo, Soli e Cargioli non erano mai stati titolari come io non avevo mai fatto il capitano. Se aggiungiamo tre cambi di allenatore, senza falsa modestia possiamo dire che siamo stati bravi e la società con noi».
Il gruppo ha retto ogni urto, non è così?
«Sì. Ci siamo divertiti anche molto e la cosa più bella, a mio avviso, è aver sempre reagito nei momenti difficili sfoggiando le migliori prestazioni nei frangenti critici. Non solo il finale è stato bello, ma tutto il viaggio».
Un viaggio da continuare?
«Dopo due anni positivi in cui ho giocato tanto, mi farebbe piacere restare al Tricolore, vediamo le proposte e gli obiettivi della società con cui avremo il tempo di confrontarci».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dalla battaglia di sabato scorso in un pala Bigi mai così rovente, niente più allenamenti per il capitano Giulio Silva e per i suoi compagni con la promessa di ritrovarsi dopo Pasqua per le analisi di fine stagione e per riprendere gli allenamenti in vista della preparazione di agosto a cui seguirà l’avvio del campionato previsto per fine settembre.
«Avevamo bisogno di questo momento di stacco ma non vedo già l’ora di riprendere» commenta il capitano con l’augurio di fare allenamenti basati sulla tecnica.
«Ora - dice - abbiamo tutto il tempo per migliorare dal punto di vista tecnico concentrandoci su punti di forza e di debolezza, è un’occasione da non perdere».
La tensione dei playoff sta scemando?
«Ammetto che giocando ogni tre giorni, e sempre partite fondamentali, l’ultimo mese è stato tosto e ci ha portato ad accumulare molta stanchezza, la pausa è sacrosanta e serve anche per studiare… Nel Pool Promozione erano tutte partite importanti come a maggiori ragione lo sono state le due dei quarti dei playoff contro Spoleto, siamo arrivati alla fine bolliti. Dopo due settimane di pausa però si riparte, lo stop imposto dal campionato diventa davvero troppo lungo altrimenti».
Chi vince regna e per tutti gli altri, a marzo addio partite...
«Sì, il campionato è sempre stato così più o meno ma non ci aiuta di certo a mantenere la forma fisica e a migliorare: la tensione della gara è essenziale per crescere. È vero che il singolo ha responsabilità nel tenersi allenato ma deve comunque cambiare sport dandosi almeno al beachvolley o alla corsa, l’essere in dodici in palestra a fare attività specifiche è un’altra cosa. La Lega dovrebbe ragionare bene sui tempi, il campionato ormai si gioca soltanto su sei mesi su dodici…».
Sei mesi positivi?
«Quest’anno sì, come lo scorso. Abbiamo fatto un’ottima stagione raggiungendo gli obiettivi prefissati. Bisogna tener conto che sono entrati in squadra tanti giovani e che anche i “vecchi” hanno rivestito ruoli nuovi: Kody ad esempio non si era mai trovato a dover tirare la squadra in prima persona per così tanto tempo, Soli e Cargioli non erano mai stati titolari come io non avevo mai fatto il capitano. Se aggiungiamo tre cambi di allenatore, senza falsa modestia possiamo dire che siamo stati bravi e la società con noi».
Il gruppo ha retto ogni urto, non è così?
«Sì. Ci siamo divertiti anche molto e la cosa più bella, a mio avviso, è aver sempre reagito nei momenti difficili sfoggiando le migliori prestazioni nei frangenti critici. Non solo il finale è stato bello, ma tutto il viaggio».
Un viaggio da continuare?
«Dopo due anni positivi in cui ho giocato tanto, mi farebbe piacere restare al Tricolore, vediamo le proposte e gli obiettivi della società con cui avremo il tempo di confrontarci».
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