Guidone fa il Marchi e la Reggiana vince
di Mario Spinozzi
La rete dell’ 1-0 nata da un errore del portiere avversario
3 MINUTI DI LETTURA
TERAMO. A Marco Guidone servono cinque minuti per risolvere la crisi della Reggiana, giusto il tempo necessario di subentrare dalla panchina a Ettore Marchi, sfruttare nel migliore dei modi una clamorosa incertezza di Narciso e decidere così una partita che si sblocca a sette minuti dalla fine dopo quasi un’ora e mezza priva di emozioni.
La squadra di Menichini espugna Teramo e torna al successo dopo sei gare trascorse senza mai festeggiare i tre punti. Uno squillo utile a consolidare il quinto posto, e a mettersi alle spalle le polemiche degli ultimi giorni sul pagamento degli emolumenti ai tesserati.
Menichini sceglie un inedito 4-4-2, già provato mercoledì scorso a Bergamo, schierando i suoi in modo speculare rispetto al Teramo di Ugolotti. Al tecnico mancano Carlini, Riverola, Maltese e Rizzi, ma in compenso Pedrelli e Panizzi rientrano tra i titolari. Non è una gara per palati fini quella che va in scena al “Bonolis”, anche se al 9’ la Reggiana rischia di passare subito in vantaggio: Ghiringhelli serve in area un pallone a Marchi che, complice una disattenzione della difesa, viene girato di sinistro dall’attaccante, ma Narciso si fa trovare pronto, distendendosi sulla propria sinistra e deviando in angolo. Tre minuti più tardi si vede il Teramo: cross di Amadio da destra e tiro a volo di Speranza, un difensore, e infatti il pallone termina altissimo. I padroni di casa sembrano appagati dagli ultimi risultati positivi e commettono diversi errori, come quando al 21’ un rinvio di Narciso colpisce Speranza, ma Spanò non è abbastanza freddo ed il suo tentativo di pallonetto viene neutralizzato dallo stesso portiere. Poco prima della mezz’ora mister Menichini è costretto a mettere in campo Trevisan per sostituire l’infortunato Sabotic. La Reggiana non riesce ad approfittare delle leggerezze altrui neanche al 39’, quando un appoggio errato di Baccolo consente a Marchi di involarsi, ma la conclusione è fuori misura nonostante Narciso fosse fuori dai pali. Un tiro fuori misura di Panizzi (44’) chiude la prima frazione di gioco.
La ripresa si apre con l’ingresso in campo di Fratangelo al posto di Baccolo. E proprio il nuovo entrato apporta vivacità alla manovra dei locali, che al 4’ si fanno vedere in attacco con lo stesso Fratangelo il cui rasoterra non crea problemi all’ex di turno Narduzzo. Il Teramo ci riprova al 9’, ma la conclusione da fuori area di Di Paolantonio non inquadra lo specchio della porta. Più pericolosa la Reggiana al quarto d’ora, quando la difesa locale respinge un tiro di Marchi e sul rimpallo ci prova anche Bovo. Menichini richiama Pedrelli e si gioca la carta Sbaffo, con i suoi che guadagnano metri e cominciano a costruire occasioni. A metà tempo Ghiringhelli non sfrutta un cross da sinistra e calcia sul fondo da buona posizione mentre due minuti più tardi è lo stesso Ghiringhelli a pennellare un traversone da destra per la testa di Cesarini, che prova il tiro invece di fare la sponda per i compagni, consentendo così a Narciso di bloccare la sfera. Mister Menichini pesca il jolly dalla sua panchina inserendo Guidone per Marchi. Così, dopo una punizione a giro di Genevier che termina sul fondo (35’), arriva il gol della Reggiana: cross di esterno di Cesarini da sinistra, Narciso esce ma non trattiene un pallone sul quale si avventa Guidone per un tap-in che vale il vantaggio granata. Ugolotti ordina al difensore Caidi (due metri di altezza) di fare l’attaccante, e proprio lui chiama Narduzzo a due ottimi interventi, prima su un colpo di testa da calcio d’angolo (44’), poi su un cross in area sul quale si fa anticipare dall’estremo difensore dopo averla stoppata di petto (47’). La Reggiana potrebbe chiuderla in contropiede, ma al 50’ Ghiringhelli, servito da Cesarini, colpisce il palo: fortuna che poco prima ci aveva pensato Guidone.
La squadra di Menichini espugna Teramo e torna al successo dopo sei gare trascorse senza mai festeggiare i tre punti. Uno squillo utile a consolidare il quinto posto, e a mettersi alle spalle le polemiche degli ultimi giorni sul pagamento degli emolumenti ai tesserati.
Menichini sceglie un inedito 4-4-2, già provato mercoledì scorso a Bergamo, schierando i suoi in modo speculare rispetto al Teramo di Ugolotti. Al tecnico mancano Carlini, Riverola, Maltese e Rizzi, ma in compenso Pedrelli e Panizzi rientrano tra i titolari. Non è una gara per palati fini quella che va in scena al “Bonolis”, anche se al 9’ la Reggiana rischia di passare subito in vantaggio: Ghiringhelli serve in area un pallone a Marchi che, complice una disattenzione della difesa, viene girato di sinistro dall’attaccante, ma Narciso si fa trovare pronto, distendendosi sulla propria sinistra e deviando in angolo. Tre minuti più tardi si vede il Teramo: cross di Amadio da destra e tiro a volo di Speranza, un difensore, e infatti il pallone termina altissimo. I padroni di casa sembrano appagati dagli ultimi risultati positivi e commettono diversi errori, come quando al 21’ un rinvio di Narciso colpisce Speranza, ma Spanò non è abbastanza freddo ed il suo tentativo di pallonetto viene neutralizzato dallo stesso portiere. Poco prima della mezz’ora mister Menichini è costretto a mettere in campo Trevisan per sostituire l’infortunato Sabotic. La Reggiana non riesce ad approfittare delle leggerezze altrui neanche al 39’, quando un appoggio errato di Baccolo consente a Marchi di involarsi, ma la conclusione è fuori misura nonostante Narciso fosse fuori dai pali. Un tiro fuori misura di Panizzi (44’) chiude la prima frazione di gioco.
La ripresa si apre con l’ingresso in campo di Fratangelo al posto di Baccolo. E proprio il nuovo entrato apporta vivacità alla manovra dei locali, che al 4’ si fanno vedere in attacco con lo stesso Fratangelo il cui rasoterra non crea problemi all’ex di turno Narduzzo. Il Teramo ci riprova al 9’, ma la conclusione da fuori area di Di Paolantonio non inquadra lo specchio della porta. Più pericolosa la Reggiana al quarto d’ora, quando la difesa locale respinge un tiro di Marchi e sul rimpallo ci prova anche Bovo. Menichini richiama Pedrelli e si gioca la carta Sbaffo, con i suoi che guadagnano metri e cominciano a costruire occasioni. A metà tempo Ghiringhelli non sfrutta un cross da sinistra e calcia sul fondo da buona posizione mentre due minuti più tardi è lo stesso Ghiringhelli a pennellare un traversone da destra per la testa di Cesarini, che prova il tiro invece di fare la sponda per i compagni, consentendo così a Narciso di bloccare la sfera. Mister Menichini pesca il jolly dalla sua panchina inserendo Guidone per Marchi. Così, dopo una punizione a giro di Genevier che termina sul fondo (35’), arriva il gol della Reggiana: cross di esterno di Cesarini da sinistra, Narciso esce ma non trattiene un pallone sul quale si avventa Guidone per un tap-in che vale il vantaggio granata. Ugolotti ordina al difensore Caidi (due metri di altezza) di fare l’attaccante, e proprio lui chiama Narduzzo a due ottimi interventi, prima su un colpo di testa da calcio d’angolo (44’), poi su un cross in area sul quale si fa anticipare dall’estremo difensore dopo averla stoppata di petto (47’). La Reggiana potrebbe chiuderla in contropiede, ma al 50’ Ghiringhelli, servito da Cesarini, colpisce il palo: fortuna che poco prima ci aveva pensato Guidone.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
