Gazzetta di Reggio

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Poker Grissin Bon Varese non passa 

di Linda Pigozzi
Poker Grissin Bon Varese non passa 

Finale ad alto rischio, ma arriva la quarta vittoria di fila 

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REGGIO EMILIA. Tre minuti giocati con la pancia già piena e la testa ormai altrove hanno rischiato di offuscarne altri 37’ fatti di grinta, determinazione e una commovente dedizione difensiva.
Dilapida tanto, Reggio, in quel finale scellerato e per fortuna che il tesoretto messo da parte in precedenza era tanto e tale da non far saltare una festa tutto sommato meritata. Priva di Maynor, fuori per i postumi di un incidente stradale, Varese interrompe nel cantiere di via Guasco la magica serie di sei successi consecutivi dell’era Caja. Che dimostra d’aver impresso ai suoi la mentalità vincente di chi non deve mollare mai, anche sul -18.
La remuntada varesina si ferma però al -3 a una ventina di secondi dal gong e Reggio, che trema ma non perde del tutto il senno, s’intasca due punticini d’oro che la tengono nel gruppone ai piedi del podio, ancora quinta, dietro a Sassari.
Al via, Menetti insiste nell’ormai consolidata linea tricolore buttando dentro il quintetto tutto italiano: De Nicolao, Della Valle, Aradori, Polonara e Cervi.
Il primo gol arriva solo dopo un minuto con Cervi, superlativo, che lascia al palo Anosike. Assediati dall’asfissiante difesa di casa, gli ospiti faticano a costruirsi buoni tiri e Aradori li gela con la tripla che porta il punteggio al 5 a 0. Fa di tutto e di più, la difesa reggiana. Tanto che passano più di 3’ prima che Varese riesca a perforarla con un appoggio del tonicissimo Johnson. Di qua, però, Cervi s’è infilato il mantello da Superman e, servito a meraviglia, infila una perla dopo l’altra.
Johnson commette un (brutto) antisportivo su Della Valle che mette solo uno dei due liberi a sua disposizione. Polonara dalla lunetta tocca il 11-2 poco prima della metà del quarto. Qui gli animi si scaldano (e parecchio). Kangur rimedia un tecnico e poi un altro arriva per proteste alla panchina varesina. Polonara dalla riga bianca stavolta fa l’en plein per il massimo vantaggio (15-4 al 6’). Il secondo quintetto reggiano prosegue il gran lavoro difensivo, così che Varese, tolti gli acuti di Johnson, produce punti solo dalla lunetta e il periodo si chiude sul 18-7.
Si riparte ed è subito...Della Valle-show: due canestri spettacolosi della guardia reggiana per il netto +11. Varese in tilt? Non proprio. Guidata da Johnson, l’Openjobmetis si rialza e il 5 a 0 che segue, spinge Menetti a fermare il tempo per un minuto. Gli ospiti hanno però preso fiducia e, con la gara che si fa via via sempre più fisica, risalgono progressivamente sino al -5 (Eyenga). A fermare l’ondata varesina è la tripla di Denik, cui fan seguito i canestri di Gentile e Cervi: così, al 6’, Reggio è di nuovo sopra di 12 (33-21). Varese ha la testa dura ma soprattutto muscoli ed esplosività atletica: Johnson l’avvicina a -6 con due liberi. E per fortuna che si scalda il capitano Aradori: la sua tripla a 80” all’intervallo vale il 36-27 per Reggio. Un libero di Avramovic e il canestro di Kaukenas mandano tutti giù negli spogliatoi sul 38-28.
Se Cervi continua a non sbagliar nulla, a tenere a galla Varese qui è l’espertissima mano del veterano Bulleri. Caja ordina la zona, Reggio per evitare di far schierar la difesa ospite alza il ritmo e i tiri ignoranti di Della Valle and co. soprendono gli ospiti e tengono Reggio al comando.
S’incattivisce ulteriormente il gioco varesino (antisportivo di Bulleri, tecnico a Johnson), mentre Reggio, cinica, affonda la lama. Cervi, sempre lui, aggiusta l’errore dall’arco di Kaukenas per il 58-43, prima che Eyenga chiuda il terzo quarto con un gran bel canestro.
Insiste con la 2-3, coach Caja che trova punti dal diamante grezzo Pelle. A zittire tutti ci pensa Needham: tripla e quindi recupero stellare e contropiede vincente portano al 67 a 51, al 4’.
Fantastico il duello che ne segue fra i talenti Pelle-Reynolds, chiuso con la stoppatona del primo sul tiro del secondo, già in parabola discendente. I due punti del centro di casa valgono il +18 alla metà del quarto. Gara chiusa? Per la testa dei biancorossi evidentemente sì, visto che da qui troppo concedono a un’avversaria che ha il grandissimo merito di battersi fino in fondo. Nonostante le tragiche percentuali dai 6.75 (1/10), Varese è tutt’altro che morta. Dal 7’ in poi, aiutata dalle gambe ormai impallate degli uomini di Menetti , inizia la risalita. E a -15” è lì a -3 (71-68). I due liberi di Aradori provocano un collettivo sospiro di sollievo, che accompagna pure il dong del ferro sui cui si spegne la tripla di Johnson.

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