Juve con testa, cuore e gambe da regina
Champions: andata dei quarti. Allegri: «Contro il Barça bando alle paure». Buffon: «Da 22 anni sogno sia la volta buona»
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TORINO. La strada che porta alla semifinale di Champions si costruisce con «grande serenità, rispetto per l'avversario, ma anche con la consapevolezza di poter passare il turno, altrimenti non ce la faremo». Faccia tosta e fiducia nei propri mezzi sono i tasselli su cui la Juve vuole poggiare l'impresa contro il Barcellona; Massimiliano Allegri affronta la doppia sfida senza timori reverenziali: «I quattro davanti giocano tutti, non vedo perché si debba rinunciare in un quarto di finale, due partite bellissime da giocare con convinzione». Oltre a un occhio di riguardo per il tridente dei blaugrana, «che garantisce gol ad ogni partita»: nessuna invidia, però, anche la Juve ha giocatori importanti in avanti, è una squadra forte che sta facendo grandi cose e in Champions è cresciuta in autostima e consapevolezza».
L'andata si gioca allo Juventus Stadium, imbattuto in Europa da quattro anni: «Sarà una partita equilibrata, quando giochi in casa la prima è bello non prendere gol, ma sarà difficile, quindi dovremo giocare per segnare. Stando attenti alle grandi qualità offensive del Barcellona, ma cercando di sfruttare i punti deboli a livello difensivo, puntando sulle debolezze avversarie, l'unico modo per poter andare avanti, perché non si può pensare affrontando il Barcellona di fare due 0-0 e passare ai rigori». Allegri conosce bene il Barcellona, «avendolo affrontato nove volte» tra Milan e Juventus: l'ultima il ko per 3-1 a Berlino costò la Champions League.
«Il Barcellona - dice Allegri - continua ad essere fortissimo con Messi, Neymar e Suarez, oltre a Busquets, a Iniesta, che credo sia ancora uno dei centrocampisti più forti al mondo insieme a Mascherano, a Piquè», dimostrando che, a differenza della Juventus, «il Barça ha cambiato poco rispetto a quella finale». Unico dubbio della Juve sulla fascia sinistra, con Alex Sandro in ballottaggio con Asamoah, mentre in attacco saranno ancora Higuain e Dybala a cercare di inventare: «Paulo ha caratteristiche diverse da Messi, che rimane il numero uno al mondo. Dybala è giovane, credo che lui e Neymar potranno essere i due più bravi nel futuro».
Una sfida che vale una finale, ancora di più se in campo c'è la Juventus, che quando ha passato i quarti di finale si è sempre ritrovata a giocarsi la vittoria finale: «Sì, diciamo che la semifinale la passo agevolmente di solito - sorride Buffon - Il problema è la finale e il quarto di finale...». Solo il tempo potrà dire se questa è la volta buona, la determinazione è certamente quella giusta: «Sono 22 anni che spero e penso che sia l'anno giusto - aggiunge il portiere della Juventus e della Nazionale - così come è giusto che sia, per i giocatori e determinate società, è bello sentire una certa fiducia e una positività per l'obiettivo che ti sei prefisso, anche se questo ragionamento lo fa qualsiasi altro giocatore che gioca in una grandissima squadra. Alcune volte però gli avversari sono più bravi e come può essere capitato a noi due anni fa in finale con il Barcellona, dispiace perdere, ma lo devi accettare e ti accade anche di fare i complimenti agli altri».
L'andata si gioca allo Juventus Stadium, imbattuto in Europa da quattro anni: «Sarà una partita equilibrata, quando giochi in casa la prima è bello non prendere gol, ma sarà difficile, quindi dovremo giocare per segnare. Stando attenti alle grandi qualità offensive del Barcellona, ma cercando di sfruttare i punti deboli a livello difensivo, puntando sulle debolezze avversarie, l'unico modo per poter andare avanti, perché non si può pensare affrontando il Barcellona di fare due 0-0 e passare ai rigori». Allegri conosce bene il Barcellona, «avendolo affrontato nove volte» tra Milan e Juventus: l'ultima il ko per 3-1 a Berlino costò la Champions League.
«Il Barcellona - dice Allegri - continua ad essere fortissimo con Messi, Neymar e Suarez, oltre a Busquets, a Iniesta, che credo sia ancora uno dei centrocampisti più forti al mondo insieme a Mascherano, a Piquè», dimostrando che, a differenza della Juventus, «il Barça ha cambiato poco rispetto a quella finale». Unico dubbio della Juve sulla fascia sinistra, con Alex Sandro in ballottaggio con Asamoah, mentre in attacco saranno ancora Higuain e Dybala a cercare di inventare: «Paulo ha caratteristiche diverse da Messi, che rimane il numero uno al mondo. Dybala è giovane, credo che lui e Neymar potranno essere i due più bravi nel futuro».
Una sfida che vale una finale, ancora di più se in campo c'è la Juventus, che quando ha passato i quarti di finale si è sempre ritrovata a giocarsi la vittoria finale: «Sì, diciamo che la semifinale la passo agevolmente di solito - sorride Buffon - Il problema è la finale e il quarto di finale...». Solo il tempo potrà dire se questa è la volta buona, la determinazione è certamente quella giusta: «Sono 22 anni che spero e penso che sia l'anno giusto - aggiunge il portiere della Juventus e della Nazionale - così come è giusto che sia, per i giocatori e determinate società, è bello sentire una certa fiducia e una positività per l'obiettivo che ti sei prefisso, anche se questo ragionamento lo fa qualsiasi altro giocatore che gioca in una grandissima squadra. Alcune volte però gli avversari sono più bravi e come può essere capitato a noi due anni fa in finale con il Barcellona, dispiace perdere, ma lo devi accettare e ti accade anche di fare i complimenti agli altri».
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