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Da Reggio Emilia al suo Marocco a insegnare Footgolf 

di Mara Bianchini
Da Reggio Emilia al suo Marocco a insegnare Footgolf 

Arrivato in città nei primi anni 80 Mohamed Chaabi è ora l’ambasciatore di questo sport nel suo paese

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REGGIO EMILIA. Il footgolf da Reggio Emilia è sbarcato in Marocco dove Mohamed Chaabi, ex giocatore di calcio professionistico e dilettantistico, ha fatto da padrino ad una nuova associazione. Originario di Casablanca, Chaabi, ha deciso di far conoscere questo nuovo sport anche oltre le rive del Mediterraneo dove già si trovano parecchie strutture golfistiche.
«C’è stato da subito molto interesse – spiega Chaabi – molti erano curiosi di capire di cosa si trattasse, altri lo sapevano già ed altri ancora non sapevano come fare per giocarvi. Da qui è nata la necessità di una federazione che gestisse campionati, regolamentasse categorie e quant’altro possa servire a questo sport».
Come si gioca a footgolf?
«E’ uno sport che come dice la parola unisce il football e il golf e si gioca con un pallone da calcio su un campo da golf. Il gioco consiste, come nel golf, di mandare la palla nelle buche con il minor numero di tentativi. Logicamente le buche sono più grandi altrimenti il pallone non entrerebbe. E’ uno sport che chiede grande precisione e tecnica perché sembra facile ma non lo è».
E’ aperto a tutti?
«Certamente. Meglio se si tratta di calciatori perché sanno già come si impostano corpo e piede per il tiro ma non è necessario aver giocato a calcio».
Avete un abbigliamento, come nel golf, da rispettare?
«Si le scarpe da gioco che si utilizzano sono quelle del calcetto ovvero quelle che hanno i tacchetti più piccoli e morbidi in modo da non danneggiare il campo sul quale si gioca. Poi l’abbigliamento ideale sarebbe polo, maglione, bermuda o gonna per le donne, calzettoni e berretto».
In Marocco ci sono già parecchie strutture che si occupano di golf.
«Grazie a questa nuova federazione speriamo che si occupino anche di footgolf. Al momento non ve ne sono tantissime ma la voce grazie a questa nuova realtà si sta spargendo e credo che con il tempo ci sarà anche parecchia richiesta».
Per lei si è trattato di un viaggio impegnativo?
«Si molto perché avevo poco tempo e tante cose da fare con i media. Televisioni e radio sono stati molto ricettivi e hanno dato spazio a questa nuova Federazione che dal primo di febbraio 2017 fa ufficialmente parte della federazione internazionale di footgolf. Un tassello importante per far conoscere questo sport e vederlo diventare sempre più popolare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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