«Al Bigi dovremo fare una prestazione di altissimo livello»
di Riccardo Bellelli
Francesco Vitucci, tecnico della Fiat, raccoglie la sfida «Abbiamo tanti infortuni ma cerchiamo di tenere botta»
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REGGIO EMILIA. Brutto momento per la Fiat che arriva a Reggio incerottata e dopo due sconfitte contro Pistoia e Caserta che ne mettono seriamente a rischio l’entrata ai playoff. Francesco Vitucci, coach dei piemontesi, sta cercando nuove alchimie per riuscire a trasformare in oro quello ciò gli è rimasto a disposizione.
«È un periodo movimentato - ammette -. Abbiamo avuto tanti infortuni e abbiamo inserito un nuovo giocatore quindi sto ridisegnando un po’ la squadra con giocatori che si sono trovati a giocare fuori ruolo. Ho affrontato partite con quattro giocatori indisponibili, situazione che conoscete bene anche a Reggio. In questo momento cerchiamo di tenere botta».
Ci presenta il nuovo arrivato Ryan Hollins?
«Lo abbiamo preso vista l’indisponibilità di White. È un centro puro, di grossa stazza, buon rimbalzista. Difende bene ed è comunicativo in campo. Ha alle spalle tanta panchina in Nba e l’esperienza spagnola».
Con che formazione si presenterà a Reggio?
«Stiamo cercando di recuperare qualcuno e ci sono buone speranze. Su Chris Write invece decideremo all’ultimo».
Non dev’essere facile lavorare in queste condizioni.
«Non lo è. È difficile allenarsi e giocare. Sono cose che capitano durante una stagione ma capite che trovarsi senza giocatori chiave come Washington, Write e Mazzola non è facile».
Gli infortuni sono alla base delle ultime due sconfitte?
«Di certo non ci hanno aiutato, ma provo un profondo rammarico se ripenso alle gare con Pistoia e Caserta. Secondo me potevamo vincere. Siamo mancati in alcuni dettagli che han fatto la differenza».
Pensa che la qualificazione ai playoff sia ancora possibile?
«Perdendo le ultime due partite e in particolare quella con Pistoia, ci siamo complicati la vita ma ci proveremo fino all’ultimo».
Come proverà a vincere a Reggio?
«Dovremo fare una partita di alto livello per 40’ e non giocarne solo 26’ come contro Caserta. Non è bastato contro di loro, di certo non bastano contro una formazione come la Grissin Bon. Mi aspetto dai giocatori, anche quelli che giocheranno fuori ruolo, qualcosa in più».
Cosa teme della formazione reggiana?
«La coesione con cui gioca il gruppo degli italiani. Sono insieme da qualche anno e lo spirito con cui giocano è più importante di tanti aspetti tattici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«È un periodo movimentato - ammette -. Abbiamo avuto tanti infortuni e abbiamo inserito un nuovo giocatore quindi sto ridisegnando un po’ la squadra con giocatori che si sono trovati a giocare fuori ruolo. Ho affrontato partite con quattro giocatori indisponibili, situazione che conoscete bene anche a Reggio. In questo momento cerchiamo di tenere botta».
Ci presenta il nuovo arrivato Ryan Hollins?
«Lo abbiamo preso vista l’indisponibilità di White. È un centro puro, di grossa stazza, buon rimbalzista. Difende bene ed è comunicativo in campo. Ha alle spalle tanta panchina in Nba e l’esperienza spagnola».
Con che formazione si presenterà a Reggio?
«Stiamo cercando di recuperare qualcuno e ci sono buone speranze. Su Chris Write invece decideremo all’ultimo».
Non dev’essere facile lavorare in queste condizioni.
«Non lo è. È difficile allenarsi e giocare. Sono cose che capitano durante una stagione ma capite che trovarsi senza giocatori chiave come Washington, Write e Mazzola non è facile».
Gli infortuni sono alla base delle ultime due sconfitte?
«Di certo non ci hanno aiutato, ma provo un profondo rammarico se ripenso alle gare con Pistoia e Caserta. Secondo me potevamo vincere. Siamo mancati in alcuni dettagli che han fatto la differenza».
Pensa che la qualificazione ai playoff sia ancora possibile?
«Perdendo le ultime due partite e in particolare quella con Pistoia, ci siamo complicati la vita ma ci proveremo fino all’ultimo».
Come proverà a vincere a Reggio?
«Dovremo fare una partita di alto livello per 40’ e non giocarne solo 26’ come contro Caserta. Non è bastato contro di loro, di certo non bastano contro una formazione come la Grissin Bon. Mi aspetto dai giocatori, anche quelli che giocheranno fuori ruolo, qualcosa in più».
Cosa teme della formazione reggiana?
«La coesione con cui gioca il gruppo degli italiani. Sono insieme da qualche anno e lo spirito con cui giocano è più importante di tanti aspetti tattici».
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