Reggiana in festa per Beppe Alessi
I messaggi di auguri degli ex compagni, dirigenti e allenatori per i 40 anni dell’indimenticato numero 10
REGGIO EMILIA. La carriera da giocatore si è conclusa al termine della scorsa stagione, con la 200esima presenza in maglia granata e il gol su rigore per il momentaneo 2 a 1 sul Bassano.
Adesso per Beppe Alessi sono arrivate anche le 40 candeline e, con esse, gli auguri di alcuni di coloro che hanno caratterizzato il suo percorso in maglia Reggiana.
Andrea Catellani. «Gli anni passano, ma giocatori con le tue qualità non ne ho più trovati. È stato un piacere e un onore giocare con te ma soprattutto poter godere della tua amicizia. Augurissimi Beppe».
Vito Grieco. «Era naturale – ride di gusto Grieco - che smettesse prima di me. Abbiamo diviso alcune stagioni alla Reggiana e la sua fortuna, ma anche la nostra, è stata quella di aver avuto vicino dei compagni che gli anno voluto bene e l’hanno sempre tutelato. Da amico gli auguro di coronare tutti i sogni e di raggiungere gli obiettivi che si è prefisso».
Alberto Colombo (ultimo allenatore di Alessi professionista). «Peccato averlo allenato solo per un anno e mezzo. Ha sempre dimostrato di essere una risorsa importante per lo spogliatoio. Un uomo eccezionale e un professionista straordinario con un elevato spessore morale. Alessi è il Totti della Reggiana e avrebbe potuto “pretendere” di giocare ma non lo ha mai fatto. Invito tutti a prenderlo come esempio. Gli faccio i miei migliori auguri, è un peccato non poterlo più vedere in campo».
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Antonio Maschio. «Beppe è e rimane il numero 1. Non posso che ringraziarlo per avermi fatto giocare almeno per un po’ a calcio. Mi sono divertito, sapevo di avere come compagno una giocatore di qualità. E anche fuori dal campo è stato un amico speciale. Non posso davvero che auguragli il meglio».
Matteo Arati. «Auguri di cuore Beppe per i tuoi 40 anni anche se ne dimostri 25 – esagera un po’ Matteo – la classe è rimasta quella di sempre. Sono onorato di averti avuto come compagno di squadra e ti auguro di mantenere lo stesso spirito che ha contraddistinto la tua carriera da calciatore».
Lamberto Zauli (in panchina nella famosa partita di Cuneo). «Sono in Lega Pro da sette anni e Beppe rimane il giocatore più forte che ho allenato. Ha sempre avuto una qualità unica: vedere la giocata prima degli altri. Il cucchiaio a Cuneo? Tutto vero. È venuto verso la panchina e mi ha detto: «Gli faccio lo scavino» e io gli ho risposto: «Non hai il coraggio». Avevo ragione io. Aneddoti a parte, non posso che fargli i migliori auguri e per la sua carriera da allenatore gli posso solo dire che si deve divertire perché non dipenderà solo da lui».
Fabio Caselli. «Facile giocare fino alla soglia dei 40 anni quando ci sono gli altri, come il sottoscritto, che corrono per te. Battute a parte cosa posso dire per i suoi 40 anni: a uno come Beppe è impossibile volere male. Gli voglio augurare il meglio per la sua vita e che stia in salute. Se poi arriverà anche la carriera da allenatore ancora meglio».
Matteo Pelatti. «40 anni mi sembrano una buona età per iniziare a lavorare - va giù tenero l’ex attaccante granata - Battute a parte, a Beppe non posso che fare i migliori auguri di buon compleanno».
Massimo Varini. «Come prima cosa gli faccio i miei auguri e gli dico che è tempo di diventare grandi. Nella mia carriera da ds è stato certamente il giocatore che in assoluto mi ha fatto divertire di più. Anzi, con quello che si vede in giro anche in serie B, potrebbe ancora dire la sua. Credo che per la Reggiana sia stato uno dei giocatori più rappresentativi degli ultimi decenni».
Michele Malpeli. «Auguri speciali al giocatore con più talento col quale ho giocato. Devo però dire una cosa: sono quattro anni che è in debito con una cena. Era una tradizione di qualche anno fa, si andava tutti insieme a mangiare i tortelli e si pagava una volta ciascuno. Quando sarebbe toccato a lui la tradizione si è interrotta. Vero Beppe?».
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