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«Così Reggio entrerà nella storia» 

di Massimo Sesena
«Così Reggio entrerà nella storia» 

Nel percorso da Forlì alla nostra città la Corsa Rosa per la prima volta in Autostrada

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REGGIO EMILIA. La conferma è arrivata in questi giorni, e la notizia la dà colui che a Reggio è da sempre l’”uomo del Giro”. A Ruote da sogno, nella serata di gala dedicata alla tappa reggiana della Corsa Rosa. è stato Giorgio Cimurri a confermare che la dodicesima tappa del Giro delle 100 edizioni sarà probabilmente la più spettacolare, non foss’altro perché per la prima volta nella sua storia, il Giro d’Italia entra in Autostrada. Trentasette chilometri, da Barberino del Mugello fino a Sasso Marconi lungo il percorso panoramico che oggi è stato praticamente soppiantato dalle gallerie della Variante di Valico.
TAPPA SPETTACOLO. «Credo - dice - che si potrà assistere a una delle tappe più spettacolari della storia del Giro. Anche perché sarà una delle poche tappe che quest’anno la Corsa Rosa dedica ai velocisti. Mi immagino già il volatone in viale Isonzo...».
Invero, con i suoi 234 chilometri quasi interamente pianeggianti, quella che il 18 maggio prossimo porterà la carovana rosa da Forlì a Reggio Emilia è la tappa più lunga della intera corsa, quest’anno ricca delle scalate più affascinanti, quelle che hanno fatto la storia del ciclismo mondiale, dal Pordoi al Mortirolo, dallo Stelvio al Montegrappa.
GIANNETTO E CHIARINO. Posti che Giorgio Cimurri conosce bene, luoghi del cuore nei quali - fin da piccolo - seguiva le gesta del padre Giannetto, il masseur dei miti del ciclismo, “manosanta” per quelli che - magari in una notte , tra una tappa e l’altra - rimetteva in pedi a colpi di massaggi e unguenti miracolosi, una delle poche persone che riusciva a mettere d’accordo rivali storici come Coppi e Bartali o come Saronni e Moser.
È, quello del Giro d’Italia uno scrigno di emozioni e di ricordi a cui Giorgio non vuole più rinunciare. «E’ un modo per avere ancora qui con me mio padre e mio fratello Chiarino che da uomo di sport, con me ha condiviso tantissimi momenti come questi. Ricordo le volte che da piccoli cercavamo di vederlo alla tivù di fianco ai suoi corridori ».
REGGIO E IL GIRO.Il ritorno nella nostra città della Corsa Rosa con un arrivo e una partenza è da considerarsi un evento decisamente raro. «Dal 1909 ad oggi, questa è la sesta volta che il Giro prevede una tappa con arrivo a Reggio Emilia. Ed è come se si realizzasse una magia, con la città che per un giorno si trasforma e diventa tutt’uno con la Corsa più bella del mondo». E riportarla a Reggio, ammette Giorgio Cimurri non è stata una impresa semplice: «Ci abbiamo lavorato, io e il sindaco Luca Vecchi per oltre un anno e mezzo, riuscendo alla fine a vincere concorrenze agguerrite come quelle di Modena e Parma. Sicuramente - dice - l’argomento vincente è stato quello delle date: i cento anni del Giro coincidono con i 220 del Primo Tricolore. Eppoi - dice sorridendo - un po’ ha contato anche il mio cognome e le conoscenze maturate in questi decenni».
Ora il lavoro non è finito: c’è da coinvolgere un intero territorio, manca un mese all’arrivo in viale Isonzo e Giorgio Cimurri lancia già un appello a tutta la città: «E’ vero – dice - che la nostra è per antonomasia la Città del Tricolore, ma vorrei che per quel giorno il Tricolore lasciare un po’ di posto al colore distintivo della corsa più popolare d’Italia e che Reggio si tingesse di rosa».
massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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