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De Nicolao promuove il quintetto made in Italy 

di Adriano Arati
De Nicolao promuove il quintetto made in Italy 

Il play biancorosso alla vigilia del big match contro la capolista Milano «La mia svolta ha coinciso con quella di Aradori, Della Valle, Polonara e Cervi» 

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REGGIO EMILIA. «Con Milano non mi aspetto nessun sconto, anzi sarà una gara da coltello fra i denti come sempre con loro».
Si prepara alla battaglia Andrea De Nicolao, che domenica guiderà in regia la sua Grissin Bon al Forum, nel nuovo atto dell’ormai lunga rivalità color biancorosso fra Pallacanestro Reggiana e Olimpia Milano.
L’Ea 7 Armani Jeans è già prima matematica. Giocherà con il gas alzato?
«Non penso proprio, si scende in campo sempre per vincere, non sarà una partita facile, tutt’altro. E poi vorranno rifarsi dell’andata».
La vostra grande vittoria in rimonta è certamente una ferita aperta per la capolista.
«Con noi all’andata hanno perso, loro giocheranno alla morte e sarà un’altra partita intensa, non mi aspetto sconti anzi un match con il coltello fra i denti».
Il pronostico dice Milano? «Per forza, noi siamo sfavoriti ma proveremo a fare la nostra partita, giochiamo pur sempre con la favorita e dobbiamo essere noi a provare a rubare qualcosa».
Voi vi giocate parecchio, il terzo o il quarto posto. Ci credete ancora?
«Dovremo essere perfetti, sono obiettivi difficili da aggiungere perché il nostro calendario è tosto, basti pensare che all’ultima avremo Cremona fuori casa magari loro si giocheranno lì la salvezza».
Vincerle tutte non basta, no?
«Eh no, noi dobbiamo cercare di essere perfetti ma poi dipenderà da Avellino e Sassari. Se anche loro faranno filotto non ci sarà molto da fare. Loro devono perdere almeno una gara e in quel modo potremo riprenderli, con l’arrivo a pari punti ci sarebbe la classifica avulsa, adesso pensiamo a vincere partita per partita».
Se non altro, il vostro momento è ottimo.
«Veniamo da cinque partite vinte consecutive, è vero, e siamo in forma. Ma dobbiamo stare attenti».
A che?
«Tutto può succedere, ci vuole poco a passare dall’alto al basso, lo abbiamo visto quest’anno: in un minuto siamo passati da “invincibile” a “più scarso di tutto”».
Nel duello con Milano ci sono tanti nazionali in ballo. La gara può contare anche per le convocazioni?
«Adesso in realtà ancora non ci penso, penso a far bene tutte le partite e preparami ai play off, la parte più importante della stagione. Per il resto si vedrà».
Lei viene da ottimi mesi, iniziati quando è tornato in quintetto. Cosa è cambiato?
«Sono in quintetto con altri quattro italiani, e fra di noi ci troviamo davvero molto bene, senza nulla toglier agli altri compagni».
Può spiegare meglio?
«Con questo quintetto ci troviamo a memoria, cambia davvero tanto: ci fidiamo e ci conosciamo a memoria l’uno con l’altro».
E questo fa la differenza?
«Sì, sono tante piccole cose che fanno la differenza. Credo anche il nostro cambio di rotta sia arrivato quando sono stati definiti i ruoli dopo tanti continui movimenti dentro fuori».
Cosa è successo?
«Tutti hanno capito che mattoncino devono mettere, senza dover uscire dal proprio ruolo e senza fare qualcosa in più o in meno. In quel momento abbiamo fatto il passettino decisivo».
Chiudiamo guardando avanti. Lei ha il contratto per l’anno prossimo e la società ha la possibilità di uscire a giugno. Pensa già a questo?
«Adesso non è la priorità, per adesso non ho grandissima voce in capitolo. Aspetterò di capire le scelte future e poi di conseguenza parlerò con la società. Ora vediamo - dice il regista biancorosso - dove arriviamo ai play off, poi ragioneremo del resto».
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