«È necessario salvaguardare i settori giovanili»
di Andrea Munari
Alessandro Barilli ritiene che la sola riduzione degli “over” non potrà essere una soluzione definitiva
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REGGIO EMILIA. L’utilizzo dei giovani e le difficoltà economiche in cui vertono moltissime squadre nel campionato di Lega Pro è un problema al quale da tempo si sta cercando di trovare una soluzione concreta, anche se, fino ad ora tutte le proposte, non hanno portato ad una soluzione definitiva. Questo perché il problema dovrebbe essere risolto dalle basi, ovvero dai settori giovanili delle società di Lega Pro, con una salvaguardia di coloro che puntano veramente alla crescita dei giovani. Alessandro Barilli, è da sempre stato un grande sostenitore di questa linea di pensiero: «Sono convinto che una riduzione degli “over” nelle formazioni di Lega Pro sia giusta - ha esordito l’ex presidente granata - e nel caso in cui si dovesse arrivare a decidere di avere in rosa 12 “over” e 12 “under” sarebbe già una buona base di partenza, anche se andrebbe poi trovata una soluzione per quelle squadre che hanno più elementi sotto contratto».
La nuova riforma per i giovani, che sarà votata il prossimo 27 aprile, è una soluzione sull’immediato, ma non può rappresentare un punto di arrivo definitivo: «Ho parlato di questo anche con il presidente Gravina poco tempo fa - ha proseguito Alessandro Barilli - e siamo concordi sul fatto che una soluzione definitiva sarebbe quella di salvaguardare le società di Lega Pro che investono risorse sul proprio settore giovanile dal “saccheggio” dei ragazzi da parte dei grandi club di Serie A e, sopratutto, sono convinto che sia fondamentale ripristinare dei campionati giovanili in cui i ragazzi si possono affrontare senza considerare la categoria di appartenenza della prima squadra».
«Oggi i campionati Berretti, Allievi e Giovanissimi delle squadre di Lega Pro - sottolinea Barilli - sono confinati nella terza serie, mentre sono convinto che sarebbe molto più utile alla crescita dei ragazzi che tutte le squadre di quelle annate, indipendentemente dalla categoria in cui gioco la prima squadra, possano affrontarsi». «Si potrebbe anche organizzare le tre serie, A-B-C, per i campionati Primavera/Berretti, Allievi e Giovanissimi, con promozioni e retrocessioni - conclude Alessandro Barilli - in modo tale che i ragazzi possano sempre sfidarsi con giocatori di pari livello e crescere per arrivare pronti a giocare poi con la prima squadra. Sono convinto che questo sarebbe molto utile anche alla Nazionale. Questa potrebbe essere una soluzione definitiva, più della riduzione degli “over” in rosa, perchè quando un giovane arriva preparato in prima squadra, se ha una certa formazione alle spalle ed è bravo gioca lo stesso».
La nuova riforma per i giovani, che sarà votata il prossimo 27 aprile, è una soluzione sull’immediato, ma non può rappresentare un punto di arrivo definitivo: «Ho parlato di questo anche con il presidente Gravina poco tempo fa - ha proseguito Alessandro Barilli - e siamo concordi sul fatto che una soluzione definitiva sarebbe quella di salvaguardare le società di Lega Pro che investono risorse sul proprio settore giovanile dal “saccheggio” dei ragazzi da parte dei grandi club di Serie A e, sopratutto, sono convinto che sia fondamentale ripristinare dei campionati giovanili in cui i ragazzi si possono affrontare senza considerare la categoria di appartenenza della prima squadra».
«Oggi i campionati Berretti, Allievi e Giovanissimi delle squadre di Lega Pro - sottolinea Barilli - sono confinati nella terza serie, mentre sono convinto che sarebbe molto più utile alla crescita dei ragazzi che tutte le squadre di quelle annate, indipendentemente dalla categoria in cui gioco la prima squadra, possano affrontarsi». «Si potrebbe anche organizzare le tre serie, A-B-C, per i campionati Primavera/Berretti, Allievi e Giovanissimi, con promozioni e retrocessioni - conclude Alessandro Barilli - in modo tale che i ragazzi possano sempre sfidarsi con giocatori di pari livello e crescere per arrivare pronti a giocare poi con la prima squadra. Sono convinto che questo sarebbe molto utile anche alla Nazionale. Questa potrebbe essere una soluzione definitiva, più della riduzione degli “over” in rosa, perchè quando un giovane arriva preparato in prima squadra, se ha una certa formazione alle spalle ed è bravo gioca lo stesso».
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