Olimpia, regina in Italia cenerentola in Europa
di Adriano Arati
La fomazione del grande ex Andrea Cinciarini ha passato mesi cupi in Eurolega ma crivellando di colpi i canestri delle avversarie, resta la numero uno in serie A
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REGGIO EMILIA. Così vicine, così lontane, Milano e Reggio, in questa stagione hanno vissuto momenti tecnici e ambientali paragonabili, pur con tutte le differenze del caso. Milano rimane una realtà a sé nell’attuale serie A, per potenziale economico e prestigio internazionale, ma Reggio è - fra le squadre “normali” - una delle prime della classe.
Crisi nere. Entrambe le formazioni hanno passato mesi durissimi, a cavallo fra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, con tanti infortuni e pochi risultati. La Grissin Bon ha pagato il conto con le molte sconfitte in campionato, Milano infilando una devastante serie negativa in Eurolega che l’ha estromessa dai giochi con mesi di anticipo. In quella fase, la vittoria bolognese contro l’Olimpia ha rappresentato per Reggio la luce più bella. Gli uomini di Repesa sono stati comunque bravi a non perdere colpi anche in campionato, staccando progressivamente tutte le rivali.
Adesso il quadro è ben diverso. La Grissin Bon viaggia in striscia positiva e ha recuperato gran parte degli assenti; l’EA7 sta rimettendo dentro tutte le stelle e inserendo qualche nuovo elemento, sfruttando la tranquillità in classifica.
Storie intrecciate. Cinciarini rimane il caso più sentito e seguito, il suo controverso addio a Reggio genera ancora mal di pancia fra i tifosi biancorossi. Cervi avrebbe dovuto finire a Milano due stagione fa, venne rispedito al mittente per mai chiariti motivi fisici e forse è stata la sua fortuna. È finito ad Avellino dove è esploso. Della Valle e Aradori - come tutti gli italiani di alto livello - vengono periodicamente accostati a Milano in qualche voce di mercato. Inevitabile. Aradori l’ha pure vestita, la maglia Olimpia, ma solo per pochi mesi. In più c’è Rakim Sanders, killer dei reggiani per eccellenza. Due stagioni in Italia, due scudetti vinti in finale contro la Grissin Bon da Mvp.
Incroci di Nazionale. La Reggio italiana manda in azzurro una bella delegazione. Milano l’anno passato ha rimpolpato la rosa prelevando dal mercato tutti gli italiani futuribili ancora liberi: Pascolo, Abbass, Fontecchio. L’ossatura rimane però straniera e solo i tanti infortuni hanno permesso agli azzurri di domani, soprattutto a Pascolo, di trovare spazio.
Sparatorie. Milano ha il primo attacco del torneo, 85.8 punti di media, e Reggio il terzo, 81.9. Se l’anno scorso l’EA7 tendeva a schiacciare col fisico le avversarie quest’anno ha spesso preferito il fioretto, puntando sul maggior talento e sulla superiorità a rimbalzo. Se Reggio concede 80.6 punti, i milanesi ne lasciano ai rivali 79.4, non pochissimi.
Differenze a rimbalzo. L’Olimpia è seconda per rimbalzi catturati con 38.3, vicinissima ai 38.5 di Trento, e primissima nei rimbalzi concessi ai rivali, solo 30. Oltre 8 possessi in più a gara garantiti dalla forza a rimbalzo.
Crisi nere. Entrambe le formazioni hanno passato mesi durissimi, a cavallo fra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, con tanti infortuni e pochi risultati. La Grissin Bon ha pagato il conto con le molte sconfitte in campionato, Milano infilando una devastante serie negativa in Eurolega che l’ha estromessa dai giochi con mesi di anticipo. In quella fase, la vittoria bolognese contro l’Olimpia ha rappresentato per Reggio la luce più bella. Gli uomini di Repesa sono stati comunque bravi a non perdere colpi anche in campionato, staccando progressivamente tutte le rivali.
Adesso il quadro è ben diverso. La Grissin Bon viaggia in striscia positiva e ha recuperato gran parte degli assenti; l’EA7 sta rimettendo dentro tutte le stelle e inserendo qualche nuovo elemento, sfruttando la tranquillità in classifica.
Storie intrecciate. Cinciarini rimane il caso più sentito e seguito, il suo controverso addio a Reggio genera ancora mal di pancia fra i tifosi biancorossi. Cervi avrebbe dovuto finire a Milano due stagione fa, venne rispedito al mittente per mai chiariti motivi fisici e forse è stata la sua fortuna. È finito ad Avellino dove è esploso. Della Valle e Aradori - come tutti gli italiani di alto livello - vengono periodicamente accostati a Milano in qualche voce di mercato. Inevitabile. Aradori l’ha pure vestita, la maglia Olimpia, ma solo per pochi mesi. In più c’è Rakim Sanders, killer dei reggiani per eccellenza. Due stagioni in Italia, due scudetti vinti in finale contro la Grissin Bon da Mvp.
Incroci di Nazionale. La Reggio italiana manda in azzurro una bella delegazione. Milano l’anno passato ha rimpolpato la rosa prelevando dal mercato tutti gli italiani futuribili ancora liberi: Pascolo, Abbass, Fontecchio. L’ossatura rimane però straniera e solo i tanti infortuni hanno permesso agli azzurri di domani, soprattutto a Pascolo, di trovare spazio.
Sparatorie. Milano ha il primo attacco del torneo, 85.8 punti di media, e Reggio il terzo, 81.9. Se l’anno scorso l’EA7 tendeva a schiacciare col fisico le avversarie quest’anno ha spesso preferito il fioretto, puntando sul maggior talento e sulla superiorità a rimbalzo. Se Reggio concede 80.6 punti, i milanesi ne lasciano ai rivali 79.4, non pochissimi.
Differenze a rimbalzo. L’Olimpia è seconda per rimbalzi catturati con 38.3, vicinissima ai 38.5 di Trento, e primissima nei rimbalzi concessi ai rivali, solo 30. Oltre 8 possessi in più a gara garantiti dalla forza a rimbalzo.
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