Auto d’epoca in piazza per il “Terre di Canossa”
La competizione automobilistica si è conclusa ieri davanti al teatro Valli In gara 111 equipaggi e sette Ferrari, la vittoria va alla coppia Vesco-Guerrini
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Si è conclusa ieri, in centro a Reggio Emilia, la settima edizione di “Terre di Canossa”, la gara automobilistica che si snoda lungo le strade di Emilia, Liguria e Toscana.
Sul primo gradino del podio è arrivato l’equipaggio Vesco-Guerrini, secondo l’equipaggio Passanante-Pisciotta e terzi Houtkamp-Houtkamp. Ben 90 prove hanno acceso la sfida tra i 111 equipaggi iscritti. Tutte prove di notevole difficoltà tecnica e di ogni tipologia: lunghe e corte, in linea e in autodromo, in salita e in discesa, alcune in curva e alcune nascoste, alcune veloci come quelle di Monte Marcello, altre panoramiche come al Monte Serra, altre ancora uniche e suggestive come sulle antiche Mura di Lucca.
“Terre di Canossa”, inoltre, quest’anno è stato un evento pilota per il progetto di rinnovo della piattaforma Racelink, la prima soluzione per il monitoraggio satellitare dedicata alle competizioni automobilistiche su strada, utilizzata nel corso degli anni dalle più importanti manifestazioni del settore e ancora oggi punto di riferimento.
Da segnalare, poi, il “rosa” di cui si è tinta questa settima edizione. Un numero in particolare spicca su tutti: il 33% dei partecipanti sono donne. Terre di Canossa, così, dimostra di essere allo stesso tempo una gara impegnativa e un’occasione di piacevole turismo. Città d’arte, paesaggi meravigliosi, antichi castelli, dolci colline e impegnativi passi di montagna fanno infatti da scenario a un evento tra i più importanti nel panorama internazionale per auto storiche. La gara si è svolta su un percorso di circa 640 chilometri e ha visto gli equipaggi sfidarsi su 90 impegnative prove.
Alle 111 auto storiche che hanno partecipato alla competizione, si sono aggiunte anche sette Ferrari moderne, guidate da una splendida “488 Spider 70esimo”, unico esemplare di una delle 70 livree speciali realizzate dalla Casa di Maranello in occasione del 70esimo anniversario.
Una bella contrapposizione con l’auto più vecchia in gara: una Bentley del 1923 dell’equipaggio inglese Collins/Steele.
Confermata, ancora una volta, l’attenzione all’ambiente da parte dell’organizzazione, che anche quest’anno ha adottato volontariamente il protocollo CarbonZero e compenserà completamente le emissioni residue di anidride carbonica attraverso la piantumazione di nuovi alberi nell’Appennino Tosco-Emiliano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sul primo gradino del podio è arrivato l’equipaggio Vesco-Guerrini, secondo l’equipaggio Passanante-Pisciotta e terzi Houtkamp-Houtkamp. Ben 90 prove hanno acceso la sfida tra i 111 equipaggi iscritti. Tutte prove di notevole difficoltà tecnica e di ogni tipologia: lunghe e corte, in linea e in autodromo, in salita e in discesa, alcune in curva e alcune nascoste, alcune veloci come quelle di Monte Marcello, altre panoramiche come al Monte Serra, altre ancora uniche e suggestive come sulle antiche Mura di Lucca.
“Terre di Canossa”, inoltre, quest’anno è stato un evento pilota per il progetto di rinnovo della piattaforma Racelink, la prima soluzione per il monitoraggio satellitare dedicata alle competizioni automobilistiche su strada, utilizzata nel corso degli anni dalle più importanti manifestazioni del settore e ancora oggi punto di riferimento.
Da segnalare, poi, il “rosa” di cui si è tinta questa settima edizione. Un numero in particolare spicca su tutti: il 33% dei partecipanti sono donne. Terre di Canossa, così, dimostra di essere allo stesso tempo una gara impegnativa e un’occasione di piacevole turismo. Città d’arte, paesaggi meravigliosi, antichi castelli, dolci colline e impegnativi passi di montagna fanno infatti da scenario a un evento tra i più importanti nel panorama internazionale per auto storiche. La gara si è svolta su un percorso di circa 640 chilometri e ha visto gli equipaggi sfidarsi su 90 impegnative prove.
Alle 111 auto storiche che hanno partecipato alla competizione, si sono aggiunte anche sette Ferrari moderne, guidate da una splendida “488 Spider 70esimo”, unico esemplare di una delle 70 livree speciali realizzate dalla Casa di Maranello in occasione del 70esimo anniversario.
Una bella contrapposizione con l’auto più vecchia in gara: una Bentley del 1923 dell’equipaggio inglese Collins/Steele.
Confermata, ancora una volta, l’attenzione all’ambiente da parte dell’organizzazione, che anche quest’anno ha adottato volontariamente il protocollo CarbonZero e compenserà completamente le emissioni residue di anidride carbonica attraverso la piantumazione di nuovi alberi nell’Appennino Tosco-Emiliano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
