La Grissin Bon china la testa
di Linda Pigozzi
Milano vola in orbita nel finale, Reggio perde Cervi per infortunio e scende al sesto posto
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inviata ad Assago (Milano). Senza puntelli in area la Grissin Bon non riesce a far finire in gloria il posticipo al Forum. Con l’infortunato Reynolds, praticamente su una gamba sola e senza Cervi, caduto sul campo poco prima dell’intervallo causa un preoccupante problema a una tibia, la battaglia con i colossi meneghini non può che terminare in sconfitta. Venti punti netti, nonostante l’esaltante fiammata di Della Valle nel terzo periodo, sono lo spazio che l’EA7 mette fra sè e i reggiani. E da quanto visto ci stanno tutti. A evitare che Milano vada oltre i cento è - bisogna dargliene atto - l’ex Cinciarini che dice basta quando manca una manciata di secondi. Milano ribadisce la sua leadership in un finale a senso unico, mentre Reggio piange per la debolezze sotto, la caterva di perse (20, alla conta finale) e pure per qualche errore difensivo di troppo. La Grissin Bon scivola così in sesta posizione risalire la china non sarà facile.
Al via gli uomini di Armani fulminano con un 6 a 0 Reggio. Che ha il merito di non farsi subito inghiottire e di trovare con Aradori il primo gol dai 6.75. Da lì, la Grissin Bon parte sul serio e nonostante le tante perse, va all’assalto del canestro di casa (10-9 con la tripla di Polonara).
Fisica, tanto fisica e intensa, la gara porta con sé evidentemente gli strascichi delle sei gare della finalissima 2016. Si scaldano gli animi quando Aradori rimedia un antisportivo, arpionando Sanders. Che in lunetta fissa poi il punteggio sul 17-13, poco dopo la metà del quarto. Si viaggia ad alto ritmo e la Grissin Bon non si tira indietro. Alla magia di Pascolo, Reggio sa rispondere per le rime. L’ex Cinciari penetra per il 22 a 17 a meno di 2’. Poi Pascolo s’esalta per due volte: Milano mette il turbo e s’invola sul +9 (26-17) a meno di 1’, mentre Reggio torna a vedere il canestro, dopo minuti d’assedio da parte del team di casa, grazie a Williams. Di là però chiude il quarto McLean (28-19).
L’ottava palla persa reggiana non viene capitalizzata dall’EA7, ma gli americani Needham e Williams sono concentrati fanno sentire. Il -4 reggiano dura però un attimo. L’incubo Sanders la fa sotto il naso di Polonair e in un delirio di onnipotenza va a mettere pure il canestro successivo: è il 32 a 24, al 3’. A innervosire il fuoriclasse americano ci pensa Kaukenas che, con grandissimo mestiere, lo costringe a spendere due falli in un niente. La stella lituana insacca pure una tripla e, al 4’, il punteggio è fisso sul 34-31. Dopo un giro in lunetta per parte, la Grissin Bon è, bella tonica, sul – 2 (35-33) quando due colpi al cuore…della difesa reggiana spingono di nuovo Cincia e soci sul 39-33. Due errori reggiani, poi il colosso Raduljica, imbeccato da Simon in versione play, schiaccia il +8 meneghino. Che in un niente diventa pure +10. Un brivido accompagna Cervi che, zoppicante, esce dal campo. Menetti cambia le carte in tavola e punta sulla zona 3-2, senza che la scossa arrivi. Le due contendenti imboccano così il tunnel sul 47-37.
Il cecchino Simon affonda la lama nel costato dei biancorossi, poi dopo l’errore di Williams, ancora Pascolo (enigma assoluto per Polonara) firma il deprimente 51-37. Si sveglia finalmente, dopo due quarti piuttosto anonimi, Della Valle. Strepitosa la guardia piemontese infila otto punti consecutivi che sono un terremoto per Milano. Coi giochi riaperti, sul 52-49, Repesa è costretto a chiedere un time out. Milano produce solo dalla lunetta, mentre Della Valle è indemoniato. La sua bomba, al 6’, è quella del -1 (53-52). Fontecchio dall’arco spezza il digiuno meneghino e si riporta sul -4. Una tripla di Abbass allontana però Reggio. L’elettricità è a mille: si beccano Williams e Sanders e per l’incubo milanese è il quarto. Qui, al 6’, Menetti si vede costretto a schierare Reynolds. Un sonno difensivo del centro reggiano, in evidente difficoltà fisica, su Sanders rilancia ulteriormente gli uomini di Armani. L’inerzia è ormai tutta loro. Polonara, da tre, prova a riprenderli (67-61), ma i canestri di Raduljica scavano il solco. Menetti si rifugia nella zona anche nel quarto periodo.
S’incendia il forum quando Fontecchio rapina una palla a Kaukenas e mette la tripla del 77-66. Viene ancora giù il mega impianto quando, 2’ più tardi, Kaukenas commette un tecnico. Da lì, Milano ci mette un attimo a volare in altissimo (83-68), elevata al cielo da un Raduljica incontenibile. Con le ali ormai dispiegate, l’EA7 raggiunge all’8’, quota 93 con Simon, mentre Reggio, in tilt, non si schioda dal 72. Finirà, due minuti più tardi, con Cinciarini che ferma il gioco per evitare che il 100 pulsi sul tabellone che sovrasta gli 8mila del Forum.
Al via gli uomini di Armani fulminano con un 6 a 0 Reggio. Che ha il merito di non farsi subito inghiottire e di trovare con Aradori il primo gol dai 6.75. Da lì, la Grissin Bon parte sul serio e nonostante le tante perse, va all’assalto del canestro di casa (10-9 con la tripla di Polonara).
Fisica, tanto fisica e intensa, la gara porta con sé evidentemente gli strascichi delle sei gare della finalissima 2016. Si scaldano gli animi quando Aradori rimedia un antisportivo, arpionando Sanders. Che in lunetta fissa poi il punteggio sul 17-13, poco dopo la metà del quarto. Si viaggia ad alto ritmo e la Grissin Bon non si tira indietro. Alla magia di Pascolo, Reggio sa rispondere per le rime. L’ex Cinciari penetra per il 22 a 17 a meno di 2’. Poi Pascolo s’esalta per due volte: Milano mette il turbo e s’invola sul +9 (26-17) a meno di 1’, mentre Reggio torna a vedere il canestro, dopo minuti d’assedio da parte del team di casa, grazie a Williams. Di là però chiude il quarto McLean (28-19).
L’ottava palla persa reggiana non viene capitalizzata dall’EA7, ma gli americani Needham e Williams sono concentrati fanno sentire. Il -4 reggiano dura però un attimo. L’incubo Sanders la fa sotto il naso di Polonair e in un delirio di onnipotenza va a mettere pure il canestro successivo: è il 32 a 24, al 3’. A innervosire il fuoriclasse americano ci pensa Kaukenas che, con grandissimo mestiere, lo costringe a spendere due falli in un niente. La stella lituana insacca pure una tripla e, al 4’, il punteggio è fisso sul 34-31. Dopo un giro in lunetta per parte, la Grissin Bon è, bella tonica, sul – 2 (35-33) quando due colpi al cuore…della difesa reggiana spingono di nuovo Cincia e soci sul 39-33. Due errori reggiani, poi il colosso Raduljica, imbeccato da Simon in versione play, schiaccia il +8 meneghino. Che in un niente diventa pure +10. Un brivido accompagna Cervi che, zoppicante, esce dal campo. Menetti cambia le carte in tavola e punta sulla zona 3-2, senza che la scossa arrivi. Le due contendenti imboccano così il tunnel sul 47-37.
Il cecchino Simon affonda la lama nel costato dei biancorossi, poi dopo l’errore di Williams, ancora Pascolo (enigma assoluto per Polonara) firma il deprimente 51-37. Si sveglia finalmente, dopo due quarti piuttosto anonimi, Della Valle. Strepitosa la guardia piemontese infila otto punti consecutivi che sono un terremoto per Milano. Coi giochi riaperti, sul 52-49, Repesa è costretto a chiedere un time out. Milano produce solo dalla lunetta, mentre Della Valle è indemoniato. La sua bomba, al 6’, è quella del -1 (53-52). Fontecchio dall’arco spezza il digiuno meneghino e si riporta sul -4. Una tripla di Abbass allontana però Reggio. L’elettricità è a mille: si beccano Williams e Sanders e per l’incubo milanese è il quarto. Qui, al 6’, Menetti si vede costretto a schierare Reynolds. Un sonno difensivo del centro reggiano, in evidente difficoltà fisica, su Sanders rilancia ulteriormente gli uomini di Armani. L’inerzia è ormai tutta loro. Polonara, da tre, prova a riprenderli (67-61), ma i canestri di Raduljica scavano il solco. Menetti si rifugia nella zona anche nel quarto periodo.
S’incendia il forum quando Fontecchio rapina una palla a Kaukenas e mette la tripla del 77-66. Viene ancora giù il mega impianto quando, 2’ più tardi, Kaukenas commette un tecnico. Da lì, Milano ci mette un attimo a volare in altissimo (83-68), elevata al cielo da un Raduljica incontenibile. Con le ali ormai dispiegate, l’EA7 raggiunge all’8’, quota 93 con Simon, mentre Reggio, in tilt, non si schioda dal 72. Finirà, due minuti più tardi, con Cinciarini che ferma il gioco per evitare che il 100 pulsi sul tabellone che sovrasta gli 8mila del Forum.
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