La Reggiana crolla e butta via la partita
di Paolo Belotti
I granata avanti 4-1 subiscono tre gol in 10’ dalla Feralpisalò
4 MINUTI DI LETTURA
SALÒ. Quando giochi senza più un vero e proprio obiettivo, il rischio di staccare la spina troppo presto può provocare ciò che è successo ieri alla Reggiana.
Il quinto posto ormai sembra tutto degli emiliani, il quarto resta un miraggio e soprattutto dietro ha frenato anche il Gubbio. Ma è un peccato. Perché la Reggiana avrebbe potuto blindare definitivamente la quinta piazza, mentre ora dovrà difendersi dagli attacchi del Gubbio nelle ultime due giornate.
Quel che è successo allo stadio Lino Turina di Salò deve innanzitutto servire alla squadra di Leonardo Menichini in ottica playoff.
Non è possibile gestire la gara in maniera egregia per poco meno di 75’ e poi permettere alla Feralpisalò di siglare addirittura tre reti in poco più di dieci minuti e pareggiare il match, quando i tre punti sembravano ormai essere in tasca a Genevier e compagni.
Così come non è concepibile l’atteggiamento di Massimiliano Carlini, non certo un ragazzino, ma uno dei più esperti del gruppo reggiano, che ha ben pensato di farsi espellere a due giri di lancette dal duplice fischio per una testata insensata a Settembrini, con la Reggiana avanti 3-1. È vero che il giocatore della formazione bresciana ha rifilato al numero 11 granata un duro colpo quando ormai Carlini si era liberato da tempo del pallone, però da un giocatore con la sua esperienza ci si aspetta che sia in grado di gestire l’emotività, per non rischiare di compromettere il lavoro fatto da tutti i compagni.
Per tutto il secondo tempo, dunque, la squadra di Menichini ha dovuto giocare in dieci, ma questa inferiorità numerica non si è affatto vista, anzi, la Reggiana, con Guidone come unico riferimento offensivo e con Cesarini sacrificato sulla fascia sinistra, aveva continuato a coprire bene tutto il campo, senza lasciare spazi ai leoni del Garda e avendo sempre in mano il pallino del gioco.
Dopo aver dilagato già nel primo tempo, la Reggiana aveva anche piazzato il possibile colpo del ko con Rozzio, bravissimo a svettare più in alto di tutti sugli sviluppi di un corner calciato da Genevier, insaccando così il gol del momentaneo 4 a 1. Nei minuti finali poi è accaduto l’imponderabile. Tre clamorosi errori sugli sviluppi di altrettanti calci d’angolo, con scalate che non hanno funzionato, trappole del fuorigioco improponibili e grosse disattenzioni che hanno spianato la strada alla rimonta della FeralpiSalò, trascinata da un sontuoso Guerra, autore di una tripletta.
Che non sarebbe stata una partita banale e scontata lo si era capito subito. In otto minuti già tre reti e numerosi colpi di scena.
Dopo neppure un minuto e mezzo il bomber della Reggiana Guidone sfrutta un errore della ballerina difesa di casa e supera in diagonale l’incolpevole Vaccarecci.
La retroguardia granata si sente in diritto di emulare i gardesani e lascia a Guerra lo stesso spazio: l’attaccante ringrazia e supera, con un’azione fotocopia, Perilli.
Il risultato è così fissato sull’1-1 dopo appena 4’, ma non è finita, perché Trevisan in proiezione offensiva si guadagna un prezioso calcio di rigore e permette a Cesarini di spiazzare dal dischetto il portiere di casa.
Le due squadre si affrontano a viso aperto, senza alcun timore reverenziale e con l’unico obiettivo di fare un gol in più dell’avversario. Questo atteggiamento da vita ad una sfida emozionante, con continui capovolgimenti di fronte e occasioni da una parte e dall’altra per trovare la via della rete.
La palla di un nuovo possibile pareggio arriva sui piedi del reggiano Andrea Ferretti, approdato in riva al Lago di Garda durante il mercato invernale e ancora a secco di gol fino a questo momento. L’attaccante gardesano nel primo tempo conferma il suo momento negativo divorandosi il 2 a 2 al 33’, sprecando una veloce ripartenza dei suoi.
Dopo il gol sbagliato da Ferretti è Guidone a mettere nuovamente il suo sigillo sul match. Al 39’, si fionda come un vero rapace d’area di rigore sulla palla non trattenuta da Vaccarecci su bordata di Cesarini dalla distanza. Con la Reggiana avanti per 3 a 1 arriva poi l’inutile show di Carlini che sembra complicare i piani della formazione granata, costretta a giocare in inferiorità numerica tutto il secondo tempo.
Sembra, perché al quarto d’ora della ripresa Rozzio sigla addirittura il 4-1 e la gara appare definitivamente chiusa.
La Reggiana sembra completamente padrona del campo e, poco dopo, Guidone sfiora addirittura il pokerissimo, ma il pallone calciato dall’attaccante granata colpisce l’esterno della rete. Invece la Feralpi ha il merito di non demordere e nei minuti finali trova l’incredibile pareggio. Apre le danze un imperioso colpo di testa di Ferretti, completa l’opera due volte Guerra tutto solo davanti a Perilli per letture errate della difesa.
Il quinto posto ormai sembra tutto degli emiliani, il quarto resta un miraggio e soprattutto dietro ha frenato anche il Gubbio. Ma è un peccato. Perché la Reggiana avrebbe potuto blindare definitivamente la quinta piazza, mentre ora dovrà difendersi dagli attacchi del Gubbio nelle ultime due giornate.
Quel che è successo allo stadio Lino Turina di Salò deve innanzitutto servire alla squadra di Leonardo Menichini in ottica playoff.
Non è possibile gestire la gara in maniera egregia per poco meno di 75’ e poi permettere alla Feralpisalò di siglare addirittura tre reti in poco più di dieci minuti e pareggiare il match, quando i tre punti sembravano ormai essere in tasca a Genevier e compagni.
Così come non è concepibile l’atteggiamento di Massimiliano Carlini, non certo un ragazzino, ma uno dei più esperti del gruppo reggiano, che ha ben pensato di farsi espellere a due giri di lancette dal duplice fischio per una testata insensata a Settembrini, con la Reggiana avanti 3-1. È vero che il giocatore della formazione bresciana ha rifilato al numero 11 granata un duro colpo quando ormai Carlini si era liberato da tempo del pallone, però da un giocatore con la sua esperienza ci si aspetta che sia in grado di gestire l’emotività, per non rischiare di compromettere il lavoro fatto da tutti i compagni.
Per tutto il secondo tempo, dunque, la squadra di Menichini ha dovuto giocare in dieci, ma questa inferiorità numerica non si è affatto vista, anzi, la Reggiana, con Guidone come unico riferimento offensivo e con Cesarini sacrificato sulla fascia sinistra, aveva continuato a coprire bene tutto il campo, senza lasciare spazi ai leoni del Garda e avendo sempre in mano il pallino del gioco.
Dopo aver dilagato già nel primo tempo, la Reggiana aveva anche piazzato il possibile colpo del ko con Rozzio, bravissimo a svettare più in alto di tutti sugli sviluppi di un corner calciato da Genevier, insaccando così il gol del momentaneo 4 a 1. Nei minuti finali poi è accaduto l’imponderabile. Tre clamorosi errori sugli sviluppi di altrettanti calci d’angolo, con scalate che non hanno funzionato, trappole del fuorigioco improponibili e grosse disattenzioni che hanno spianato la strada alla rimonta della FeralpiSalò, trascinata da un sontuoso Guerra, autore di una tripletta.
Che non sarebbe stata una partita banale e scontata lo si era capito subito. In otto minuti già tre reti e numerosi colpi di scena.
Dopo neppure un minuto e mezzo il bomber della Reggiana Guidone sfrutta un errore della ballerina difesa di casa e supera in diagonale l’incolpevole Vaccarecci.
La retroguardia granata si sente in diritto di emulare i gardesani e lascia a Guerra lo stesso spazio: l’attaccante ringrazia e supera, con un’azione fotocopia, Perilli.
Il risultato è così fissato sull’1-1 dopo appena 4’, ma non è finita, perché Trevisan in proiezione offensiva si guadagna un prezioso calcio di rigore e permette a Cesarini di spiazzare dal dischetto il portiere di casa.
Le due squadre si affrontano a viso aperto, senza alcun timore reverenziale e con l’unico obiettivo di fare un gol in più dell’avversario. Questo atteggiamento da vita ad una sfida emozionante, con continui capovolgimenti di fronte e occasioni da una parte e dall’altra per trovare la via della rete.
La palla di un nuovo possibile pareggio arriva sui piedi del reggiano Andrea Ferretti, approdato in riva al Lago di Garda durante il mercato invernale e ancora a secco di gol fino a questo momento. L’attaccante gardesano nel primo tempo conferma il suo momento negativo divorandosi il 2 a 2 al 33’, sprecando una veloce ripartenza dei suoi.
Dopo il gol sbagliato da Ferretti è Guidone a mettere nuovamente il suo sigillo sul match. Al 39’, si fionda come un vero rapace d’area di rigore sulla palla non trattenuta da Vaccarecci su bordata di Cesarini dalla distanza. Con la Reggiana avanti per 3 a 1 arriva poi l’inutile show di Carlini che sembra complicare i piani della formazione granata, costretta a giocare in inferiorità numerica tutto il secondo tempo.
Sembra, perché al quarto d’ora della ripresa Rozzio sigla addirittura il 4-1 e la gara appare definitivamente chiusa.
La Reggiana sembra completamente padrona del campo e, poco dopo, Guidone sfiora addirittura il pokerissimo, ma il pallone calciato dall’attaccante granata colpisce l’esterno della rete. Invece la Feralpi ha il merito di non demordere e nei minuti finali trova l’incredibile pareggio. Apre le danze un imperioso colpo di testa di Ferretti, completa l’opera due volte Guerra tutto solo davanti a Perilli per letture errate della difesa.
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