L’avventura della Bmr partirà da Omegna
Serie B, gli scandianesi chiudono al settimo posto la regular season e sabato affronteranno i lombardi
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SCANDIANO. La Bmr Scandiano è uscita sconfitta dall’ultimo turno di regular season disputato a Cento ma per fortuna il risultato si è rivelato ininfluente perché pure Desio e Crema non hanno avuto miglior sorte.
La formazione reggiana chiude così al settimo posto che vuol dire playoff contro la Paffoni Omegna, a partire da sabato 29 aprile.
La formula prevede una serie al meglio delle tre partite con l’alternanza casa-trasferta-casa a favore degli avversari arrivati secondi nel girone A con 38 punti.
Una formazione che conosce bene Massimo Farioli.
«Ho giocato a Omegna due stagioni - spiega -. La Paffoni è una formazione costruita per vincere e arrivare in fondo ma hanno avuto diversi infortuni e non avranno un giocatore importante come Giacomo Gurini. Alex Simoncelli è in forse e la sua presenza potrebbe essere determinante per la serie».
Com’è l’atmosfera a Scandiano?
«Molto serena. Siamo partiti per salvarci e non solo ci siamo riusciti senza i play out, siamo pure riusciti a prenderci i play off con una giornata di anticipo. Il settimo posto è stata la ciliegina sulla torta».
Come affronterete i play off?
«Andiamo a Omegna molto tranquilli. Questo non vuol dire che andremo in gita turistica, ma sicuramente saranno loro ad avere più pressione. Noi giocheremo con la mente serena. Sappiamo che sono forti, sono arrivati secondi nel loro girone, ma ai playoff si riparte da zero».
Cosa ha determinato il cambio di passo delle ultime sette giornate di regular season?
«Abbiamo trovato un po’ di equilibri e ci siamo compattati nelle difficoltà. I problemi hanno fatto emergere il vero punto di forza di questa squadra che è il gruppo, quel gruppo che già lo scorso anno è stato vincente e che ha saputo integrare benissimo i nuovi innesti. In più vincere aiuta a vincere. Il successo a San Vendemiano è quello che ha ci ha dato il via».
Lei in questo momento è considerato da molti il trascinatore della squadra. Si riconosce in questo ruolo?
«Mi piace prendermi delle responsabilità, l’esperienza ti porta a questo ruolo. Mi fa piacere se gli altri vedono in me una colonna della squadra». (r.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La formazione reggiana chiude così al settimo posto che vuol dire playoff contro la Paffoni Omegna, a partire da sabato 29 aprile.
La formula prevede una serie al meglio delle tre partite con l’alternanza casa-trasferta-casa a favore degli avversari arrivati secondi nel girone A con 38 punti.
Una formazione che conosce bene Massimo Farioli.
«Ho giocato a Omegna due stagioni - spiega -. La Paffoni è una formazione costruita per vincere e arrivare in fondo ma hanno avuto diversi infortuni e non avranno un giocatore importante come Giacomo Gurini. Alex Simoncelli è in forse e la sua presenza potrebbe essere determinante per la serie».
Com’è l’atmosfera a Scandiano?
«Molto serena. Siamo partiti per salvarci e non solo ci siamo riusciti senza i play out, siamo pure riusciti a prenderci i play off con una giornata di anticipo. Il settimo posto è stata la ciliegina sulla torta».
Come affronterete i play off?
«Andiamo a Omegna molto tranquilli. Questo non vuol dire che andremo in gita turistica, ma sicuramente saranno loro ad avere più pressione. Noi giocheremo con la mente serena. Sappiamo che sono forti, sono arrivati secondi nel loro girone, ma ai playoff si riparte da zero».
Cosa ha determinato il cambio di passo delle ultime sette giornate di regular season?
«Abbiamo trovato un po’ di equilibri e ci siamo compattati nelle difficoltà. I problemi hanno fatto emergere il vero punto di forza di questa squadra che è il gruppo, quel gruppo che già lo scorso anno è stato vincente e che ha saputo integrare benissimo i nuovi innesti. In più vincere aiuta a vincere. Il successo a San Vendemiano è quello che ha ci ha dato il via».
Lei in questo momento è considerato da molti il trascinatore della squadra. Si riconosce in questo ruolo?
«Mi piace prendermi delle responsabilità, l’esperienza ti porta a questo ruolo. Mi fa piacere se gli altri vedono in me una colonna della squadra». (r.b.)
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