«Abbiamo vinto la Coppa ora voglio lo scudetto»
di Nicolò Rinaldi
Pallamano serie A, Pasquale Maione a 35 anni ha ancora fame di successi Il pivot di Salvaterra della Junior Fasano elogia l’annata delle squadre reggiane
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CASALGRANDE . Nella pallamano italiana, Pasquale Maione ha già vinto tutto ciò che si poteva vincere, tuttavia, a 35 anni di età, la fame di successi del celebre pivot è ben lontana dall’essersi spenta. Pochi giorni fa, il campionissimo di Salvaterra ha infatti conquistato la sua settima Coppa Italia, vittoria arrivata al termine della finale a 8 disputata a Fondi (Latina).
A Fasano ormai le faranno un monumento.
«Questa è la quarta Coppa che vinco con la Junior, e sono orgoglioso di aver contribuito ad arricchire così tanto la bacheca del club. In precedenza avevo vinto il tricolore cerchiato a Rubiera, Conversano e due volte a Bolzano. Il trionfo rubierese risale al 2005, nell’indimenticabile finalissima di Merano contro Trieste. Purtroppo non giocai causa infortunio, ma è una Coppa che sento ugualmente mia».
In finale ha battuto la sua ex squadra, come è nato il 30-29 con il quale avete superato Bolzano?
«È stata una finale tiratissima e, a fare la differenza sono stati i giovani, subentrati a pochi minuti dal termine quando noi più esperti eravamo in difficoltà. Un plauso particolare al classe ’98 Stefano Arcieri e al ’99 Filippo Angiolini, che ci hanno tolto tante castagne dal fuoco».
Lei ha vinto il premio di miglior pivot della manifestazione: il suo fisico regge ancora bene i ritmi della serie A?
«Sì, nelle tre partite di Coppa ho giocato per 178 minuti su 180 totali. Queste affermazioni personali e di squadra sono dedicate a mia moglie Roberta e a nostro figlio Alessandro, che ha 8 mesi».
La Junior Fasano è inoltre in lizza per vincere il suo 3° scudetto, chi vorrebbe affrontare in semifinale playoff?
«Adesso i pronostici hanno un valore molto relativo, comunque sia, ritengo che Bolzano e Fasano siano le maggiori favorite in chiave titolo. In semifinale preferirei i “cugini” di Conversano. Ci eviteremmo una lunga trasferta, che ci farebbe consumare molte forze».
In A2 maschile Rubiera può nutrire rimpianti, o Modena era davvero troppo forte? In serie A femminile la Casalgrande Padana ha fatto un miracolo?
«Modena aveva qualcosa in più, ma Rubiera deve solo avere pazienza. I tempi per tornare in massima divisione sono vicini. Quanto a Casalgrande, posso solo levarmi il cappello davanti alla loro stagione trionfale. Il gruppo di coach Lassouli ha fatto il massimo possibile, e ora non resta che concludere con la ciliegina sulla torta. Fare uno scherzetto alle fuoriserie Salerno e Conversano sarà difficile, ma non impossibile».
A Fasano ormai le faranno un monumento.
«Questa è la quarta Coppa che vinco con la Junior, e sono orgoglioso di aver contribuito ad arricchire così tanto la bacheca del club. In precedenza avevo vinto il tricolore cerchiato a Rubiera, Conversano e due volte a Bolzano. Il trionfo rubierese risale al 2005, nell’indimenticabile finalissima di Merano contro Trieste. Purtroppo non giocai causa infortunio, ma è una Coppa che sento ugualmente mia».
In finale ha battuto la sua ex squadra, come è nato il 30-29 con il quale avete superato Bolzano?
«È stata una finale tiratissima e, a fare la differenza sono stati i giovani, subentrati a pochi minuti dal termine quando noi più esperti eravamo in difficoltà. Un plauso particolare al classe ’98 Stefano Arcieri e al ’99 Filippo Angiolini, che ci hanno tolto tante castagne dal fuoco».
Lei ha vinto il premio di miglior pivot della manifestazione: il suo fisico regge ancora bene i ritmi della serie A?
«Sì, nelle tre partite di Coppa ho giocato per 178 minuti su 180 totali. Queste affermazioni personali e di squadra sono dedicate a mia moglie Roberta e a nostro figlio Alessandro, che ha 8 mesi».
La Junior Fasano è inoltre in lizza per vincere il suo 3° scudetto, chi vorrebbe affrontare in semifinale playoff?
«Adesso i pronostici hanno un valore molto relativo, comunque sia, ritengo che Bolzano e Fasano siano le maggiori favorite in chiave titolo. In semifinale preferirei i “cugini” di Conversano. Ci eviteremmo una lunga trasferta, che ci farebbe consumare molte forze».
In A2 maschile Rubiera può nutrire rimpianti, o Modena era davvero troppo forte? In serie A femminile la Casalgrande Padana ha fatto un miracolo?
«Modena aveva qualcosa in più, ma Rubiera deve solo avere pazienza. I tempi per tornare in massima divisione sono vicini. Quanto a Casalgrande, posso solo levarmi il cappello davanti alla loro stagione trionfale. Il gruppo di coach Lassouli ha fatto il massimo possibile, e ora non resta che concludere con la ciliegina sulla torta. Fare uno scherzetto alle fuoriserie Salerno e Conversano sarà difficile, ma non impossibile».
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