Fellegara-Bellarosa, il derby continua
di Nicolò Rinaldi
Seconda categoria: dopo le squalifiche, le due squadre si scambiano accuse
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SCANDIANO. Il parapiglia di domenica scorsa a Scandiano ha suscitato una serie di reazioni: il riferimento è a Fellegara-Bellarosa, semifinale play off di Seconda Categoria. Il campo ha decretato il passaggio del turno da parte degli scandianesi, che domenica ospiteranno dunque la Vianese sempre al "Torelli": tuttavia, a fare notizia sono pure le squalifiche. Il Fellegara ha pagato dazio con sei giornate ad Hassan Kalam, quattro a Mohamed Sonko e tre a Mido Saka: inoltre mister Cristian Borghi sarà out fino al 25 luglio, mentre il dirigente Andrea Pezzi ha ricevuto un'inibizione che scadrà appena due giorni prima. Quanto al Bellarosa, squalificato fino al 23 luglio il tecnico Stefano Vezzani: tra i giocatori, due turni ad Alex Morelli e uno a Vittorio Semeraro. Il presidente del Fellegara Alessandro Negrini ha scritto al delegato provinciale Figc Emore Manfredi.
QUI FELLEGARA. «Noi come società condanniamo ogni forma di violenza - si legge nel testo del massimo dirigente biancoblù - Dunque prendiamo le distanze dal comportamento deplorevole dei nostri giocatori squalificati, e rinunciamo a ogni forma di ricorso. Ad ogni modo, non si è tenuto abbastanza conto dei motivi che hanno favorito simili comportamenti: la panchina del Bellarosa si è lasciata andare a ripetuti insulti razzisti verso i nostri giocatori. Oltretutto - prosegue Negrini - il guardalinee era a 10 metri da loro e ha ignorato tutto ciò. Siamo amareggiati: noi siamo un club che da sempre brilla per sportività e correttezza, proprio come il Bellarosa contro cui non abbiamo assolutamente nulla: purtroppo, stavolta la situazione è sfuggita di mano a tutti».
QUI BELLAROSA. «Rispetto il Fellegara, che ha guadagnato con merito l'accesso alla finalissima - afferma il presidente del Bellarosa Massimo Tanferri - ma credo che le critiche sui presunti insulti razzisti siano piuttosto fuori luogo. Domenica si è venuta a creare una grande confusione, con voci e urla da tutte le parti: era difficile comunicare persino a brevissima distanza. In ogni caso, il guardalinee era nelle immediate vicinanze della nostra panchina: se davvero avesse sentito brutte parole da parte dei giocatori del Bellarosa, sarebbe intervenuto. Trovo eccessivo il provvedimento a carico di Vezzani: è vero che lui ha messo un dito sulla guancia di un avversario come a redarguirlo, ma mai ha cercato di offendere o picchiare qualcuno».
QUI FELLEGARA. «Noi come società condanniamo ogni forma di violenza - si legge nel testo del massimo dirigente biancoblù - Dunque prendiamo le distanze dal comportamento deplorevole dei nostri giocatori squalificati, e rinunciamo a ogni forma di ricorso. Ad ogni modo, non si è tenuto abbastanza conto dei motivi che hanno favorito simili comportamenti: la panchina del Bellarosa si è lasciata andare a ripetuti insulti razzisti verso i nostri giocatori. Oltretutto - prosegue Negrini - il guardalinee era a 10 metri da loro e ha ignorato tutto ciò. Siamo amareggiati: noi siamo un club che da sempre brilla per sportività e correttezza, proprio come il Bellarosa contro cui non abbiamo assolutamente nulla: purtroppo, stavolta la situazione è sfuggita di mano a tutti».
QUI BELLAROSA. «Rispetto il Fellegara, che ha guadagnato con merito l'accesso alla finalissima - afferma il presidente del Bellarosa Massimo Tanferri - ma credo che le critiche sui presunti insulti razzisti siano piuttosto fuori luogo. Domenica si è venuta a creare una grande confusione, con voci e urla da tutte le parti: era difficile comunicare persino a brevissima distanza. In ogni caso, il guardalinee era nelle immediate vicinanze della nostra panchina: se davvero avesse sentito brutte parole da parte dei giocatori del Bellarosa, sarebbe intervenuto. Trovo eccessivo il provvedimento a carico di Vezzani: è vero che lui ha messo un dito sulla guancia di un avversario come a redarguirlo, ma mai ha cercato di offendere o picchiare qualcuno».
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