Gazzetta di Reggio

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«Giocando uniti e compatti ai playoff si può far bene» 

di Andrea Munari
«Giocando uniti e compatti ai playoff si può far bene» 

Compagni fa il punto della situazione prima della volata finale della stagione «Nessun proclama ma speriamo di ottenere delle soddisfazioni importanti»

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REGGIO EMILIA. Stefano Compagni rompe il silenzio nel quale era entrato da diverso tempo. Il vicepresidente granata negli ultimi mesi era rimasto un po’ nell’ombra, lasciando ad altri l’onere e l’onore di mettersi in mostra, ma l’attaccamento alla “sua” Reggiana non è di certo scemato. Anzi, in questa stagione, oltre a dover mandare avanti la propria azienda e a rappresentare la società nel Consiglio di Lega, il vice presidente granata è stato anche inserito nel gruppo di lavoro che si deve occupare di riformare la Lega Pro, rendendola sostenibile economicamente da parte delle società.
«È stata un’intera giornata in Lega – ha esordito giovedì pomeriggio Stefano Compagni, durante il viaggio di ritorno da Firenze – in mattinata si è svolto il Consiglio di Lega, dove abbiamo parlato del format dei playoff e dei playout che stanno per iniziare e, credo, che saranno anche molto interessanti. Sono convinto che in campo ci saranno tante sorprese e, soprattutto per le finali di Firenze, stiamo preparando tantissimi eventi. Nel pomeriggio invece abbiamo affrontato l’argomento delle riforme per i giovani».
Qual è l’obiettivo che vi siete posti rispetto a questi temi?
«Dobbiamo rendere la Lega competitiva sul lungo periodo, perché le risorse e i contributi a disposizione delle società sono sempre meno. Serve quindi trovare una soluzione per evitare che si verifichino situazioni spiacevoli come spesso è accaduto».
Avete già individuato la miglior soluzione?
«Introdurremo un rating per le società, dove non basterà più solo la fidejussione per iscriversi al campionato, ma dovranno essere rispettati diversi parametri per poter partecipare al campionato. In più vogliamo che aumenti il valore dei giovani presenti in rosa, anche se non sarà una soluzione drastica rispetto a quella attuale».
Il pensiero fisso però è per la Reggiana.
«Adesso inizia un altro campionato, che dobbiamo affrontare con grande coesione e con la consapevolezza di essere forti. Sono convinto che abbiamo la possibilità di fare bene se ci arriviamo con la carica giusta. Si affronteranno tante squadre e ci saranno sicuramente delle sorprese. Noi non facciamo proclami, ma sarà un periodo lungo, dal quale speriamo di avere delle soddisfazioni importanti».
La Reggiana vista a Salò fa ben sperare?
«Sono certo che se fossimo rimasti 11 contro 11 avremmo vinto la partita. Giocare in 10 per un tempo intero ci è costato caro e, il gol del 2 a 4 è quello che ha fatto svoltare la partita, perché ci siamo un po’ intimoriti e i nostri avversari hanno ripreso fiducia».
Tra poco il derby e poi i playoff...
«Il derby è sempre il derby e, disputarlo ad una settimana dai playoff può far entrare la squadra già nel giusto clima. È una partita che ti può dare una grandissima spinta emotiva».
Avete già iniziato a programmare la prossima stagione?
«Sì, dobbiamo farlo adesso per non farci cogliere impreparati. Siamo sereni e vogliamo andare avanti uniti. Dobbiamo guardarci negli occhi per capire come strutturarci al meglio al nostro interno e come investire il budget a disposizione. Abbiamo tanti “rami d’azienda”, dal settore giovanile, agli uffici della società fino alla prima squadra: dobbiamo confrontarci e discutere per capire, anche dagli errori, dove e come investire il budget che verrà messo a disposizione».

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