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Menichini e la Regia da psicanalizzare 

di Cristiana Filippini
Menichini e la Regia da psicanalizzare 

L’allenatore: «Una volta sotto abbiamo visto i fantasmi»

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REGGIO EMILIA. Tarda un po' il tecnico granata Leonardo Menichini ad arrivare in sala stampa e al suo arrivo ci tiene subito a precisare che non c'è stato nessun problema. «Anzi - spiega l’allenatore entrando subito nell'analisi del match - di problemi ce ne sono tanti».
 

Il punto è proprio questo: perché tanti problemi?
«Diventa difficile trovare un aggettivo per definire questa partita. Mi assumo tutte le responsabilità così come è chiaro che sto sempre con i miei giocatori ma da loro voglio molto di più».
 

Come avevate preparato questa partita?
«In un altro modo rispetto a quello che avete visto in campo. Dopo pochi minuti siamo andati sotto e la gara ha preso esattamente la piega che voleva il Forlì. Si sono chiusi, hanno perso tempo e cercavano di ripartire in contropiede».
 

E la Reggiana è rimasta a guardare.
«Sotto il profilo dell’intensità dovevamo dare di più. Dovevamo mettere cattiveria agonistica, furore, determinazione e aggressività: sono ingredienti fondamentali per affrontare queste partite».
 

Come si può passare da un partita come quella di Salò ad una prestazione come quella contro il Forlì?
«Non è possibile. Siamo amareggiati. Quello che gli dovrò dire lo farò in privato ma loro stessi sono i primi che si sono resi conto che dovevano dare di più. Invece una volta andati sotto abbiamo iniziato a vedere i fantasmi».
 

L’unico aspetto positivo è che peggio di così non si può fare.
«Il lato positivo è proprio questo: una volta toccato il fondo si può solo risalire. Questo contro il Forlì è stata sicuramente la peggior prestazione della mia gestione e sono contento che arrivi il derby perché non ci sarà bisogno di caricarli perché il derby si carica da solo. A questo punto tutti si devono assumere le proprie responsabilità».
 

C’è il rischio di andare a Parma e giocare con paura?
«Sarebbe un errore. Se poi l’avversario dimostrerà di essere più bravo ne prenderemo atto, però dovremo mettere in campo un altro piglio, un’altra determinazione e un’altra cattiveria. Tutte cose che contro il Forlì non ho visto».
 

E questo la piazza di Reggio non è disposta ad accettarlo.
«Questa è una piazza che merita tanto e si aspetta tanto».
 

Per lei è una fortuna che arrivi il derby?
«Lo dico perché queste partite si preparano da sole. I giocatori devono capire quanto i tifosi e la città tengono a questa partita. Non possiamo fare previsioni sul risultato però mi aspetto una grande prestazione».
 

C’è un giocatore che continua ad essere un oggetto misterioso: Riverola.
«Non parlo dei singoli. Si vince e si perde insieme, a partire dal sottoscritto. Il mio dovere è quello di ricaricare le batterie ai miei ragazzi. E la cosa bella di questo sport è che dopo una brutta prestazione, la settimana dopo hai subito la possibilità di riscattarti».
 

Possiamo rassicurare i tifosi: la Reggiana andrà a Parma senza paura?
«Se andiamo in campo con la paura dobbiamo cambiare mestiere».
 

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