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«Sono pronto, l’infortunio è superato» 

Promozione, Antonio Rizzuto vuole una Scandianese protagonista ai playoff

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SCANDIANO . L’ultima vittoria della Scandianese è datata 26 febbraio 2017, che in quell’occasione si impose per 2-1 nella sfida casalinga contro il Campagnola. Da allora in avanti, la formazione di mister Iemmi ha riportato solo delusioni: 2 pareggi e 6 sconfitte, che comunque non hanno impedito all’undici boiardesco di conquistare i playoff per l’Eccellenza. Tra le ragioni della lunga “siccità” di vittorie c’è senz’altro l’assenza di Antonio Rizzuto, che proprio a fine febbraio ha riportato un infortunio al piede. L’esperto attaccante è tornato in campo soltanto domenica scorsa, nella sconfitta che i rossoblù hanno subìto sul terreno della Virtus Camposanto. «Il mio stop non è stato l'unico intoppo degli ultimi due mesi - puntualizza il bomber della Scandianese - Purtroppo l’infermeria è stata parecchio affollata. Fortunatamente, ora la situazione si sta man mano risolvendo».
E lei adesso come sta?
«Non sono ancora al 100%, ma sono felice di aver recuperato in tempo per gli spareggi promozione. Domenica scorsa ho giocato per mezz’ora senza problemi, e ciò fa senza dubbio ben sperare».
Al “Torelli” ospiterete la Pieve Nonantola, anche se fino a poche settimane fa potevate accedere direttamente alla finalissima.
«Non siamo delusi. È vero, potevamo saltare subito all’atto conclusivo, ma la stagione può già dirsi molto positiva. Chiaramente, ora che siamo lì, l’obiettivo è quello di recuperare quella mentalità vincente che ci ha contraddistinti fino a marzo: al di là delle motivazioni di carattere tecnico, lo spirito di squadra dovrà essere un aspetto basilare a nostro favore. Purtroppo domenica saremo privi di Duci, che ha già chiuso anzitempo l’annata. Inoltre è in forse l’acciaccato Curti".
Un suo pronostico su quello che attende i “cugini” dell’Arcetana, che domenica giocheranno i play out con il Monteombraro?
«Sull’Arcetana non mi pronuncio per scaramanzia, ad ogni modo incrocio le dita anche per loro, perché ho parecchi amici che giocano nella formazione di Bonini». (n.r.)

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