verso il derby
Morello e la sfida del 1994 «La spinta verso la salvezza»
REGGIO EMILIA. È stato il promotore del progetto Reggiana Forever, ma Dario Morello è sopratutto uno di coloro che ha affrontato da protagonista, in serie A, i due primissimi derby con il Parma,...
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REGGIO EMILIA. È stato il promotore del progetto Reggiana Forever, ma Dario Morello è sopratutto uno di coloro che ha affrontato da protagonista, in serie A, i due primissimi derby con il Parma, nella stagione 1993/’94.
Parma-Reggiana (1-0) fu disputata il 24 ottobre 1993. «Momenti belli, una prima assoluta molto sentita, decisa da un gol di Melli-ricorda Morello-. Cercammo di fare la partita, prevalse la loro maggiore esperienza».
Al ritorno la musica cambiò radicalmente, la Reggiana mise a segno una clamorosa rivincita, dopo un antefatto curioso. Al Mirabello si giocò il 6 marzo 1994, l’arbitro Pairetto si infortunò e la sfida venne sospesa e rinviata. Si tornò in campo il 5 aprile, in una giornata trionfale per la Reggiana, che si impose 2-0, con reti nella ripresa di Esposito e Padovano su calcio di rigore. Quella diventò, neanche a farlo apposta, la svolta della stagione. Battere i cugini (con gli interessi), incendiò di entusiasmo la tifoseria, oltre ad avvicinare la squadra in classifica al Piacenza. «Ho ancora ben presente quel derby al Mirabello, fu un evento attesissimo e vissuto in tutta Reggio – spiega Morello -. Allora ci sentivamo carichi già diverse settimane prima, arrivammo all’appuntamento entusiasti e con tante energie mentali. Il segreto di partite così è racchiuso nelle motivazioni. Marchioro ci trasmetteva tranquillità e ci spronava ad andare in campo facendo leva sulle nostre qualità. Eravamo un gruppo unito, lui una guida veramente speciale». Morello (173 presenze in granata), ha seguito l’ultimo derby perso dai granata nel dicembre scorso. «La Reggiana quando è in palla e gioca, ti dà l’impressione che può fare gol in qualsiasi circostanza, ma concede troppo, specie nelle occasioni che contano». «Marchioro preparava questa gara non in base agli avversari, ma per quello che eravamo noi-precisa Morello-, senza guardare in faccia agli avversari, alimentando il nostro orgoglio di giocatori granata». Proprio l’orgoglio è ciò che servirà ai granata per espugnare il Tardini. (p.b.)
Parma-Reggiana (1-0) fu disputata il 24 ottobre 1993. «Momenti belli, una prima assoluta molto sentita, decisa da un gol di Melli-ricorda Morello-. Cercammo di fare la partita, prevalse la loro maggiore esperienza».
Al ritorno la musica cambiò radicalmente, la Reggiana mise a segno una clamorosa rivincita, dopo un antefatto curioso. Al Mirabello si giocò il 6 marzo 1994, l’arbitro Pairetto si infortunò e la sfida venne sospesa e rinviata. Si tornò in campo il 5 aprile, in una giornata trionfale per la Reggiana, che si impose 2-0, con reti nella ripresa di Esposito e Padovano su calcio di rigore. Quella diventò, neanche a farlo apposta, la svolta della stagione. Battere i cugini (con gli interessi), incendiò di entusiasmo la tifoseria, oltre ad avvicinare la squadra in classifica al Piacenza. «Ho ancora ben presente quel derby al Mirabello, fu un evento attesissimo e vissuto in tutta Reggio – spiega Morello -. Allora ci sentivamo carichi già diverse settimane prima, arrivammo all’appuntamento entusiasti e con tante energie mentali. Il segreto di partite così è racchiuso nelle motivazioni. Marchioro ci trasmetteva tranquillità e ci spronava ad andare in campo facendo leva sulle nostre qualità. Eravamo un gruppo unito, lui una guida veramente speciale». Morello (173 presenze in granata), ha seguito l’ultimo derby perso dai granata nel dicembre scorso. «La Reggiana quando è in palla e gioca, ti dà l’impressione che può fare gol in qualsiasi circostanza, ma concede troppo, specie nelle occasioni che contano». «Marchioro preparava questa gara non in base agli avversari, ma per quello che eravamo noi-precisa Morello-, senza guardare in faccia agli avversari, alimentando il nostro orgoglio di giocatori granata». Proprio l’orgoglio è ciò che servirà ai granata per espugnare il Tardini. (p.b.)
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