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«Il derby? Bisogna sentirlo e metterci cuore» 

di Primo Bertani
«Il derby? Bisogna sentirlo e metterci cuore» 

Gegio Sgarbossa sprona i granata: «Aggredire subito, il ritmo visto contro il Forlì è suicida»

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REGGIO EMILIA. Eugenio Sgarbossa, per tutti Gegio, può orgogliosamente vantare un record invidiabile. E’ l’unico giocatore che ha vinto il campionato di serie B, per ben due volte nell’arco di quattro stagioni, con la maglia della Reggiana, prima con Pippo Marchioro alla guida e poi con Carlo Ancelotti in panchina.
«C’è di più - dice con legittimo orgoglio – con 61 partite sono anche il giocatore granata che ha il maggior numero di presenze in serie A, insieme a Gigi De Agostini-ricorda-. Di reti ne ho segnate pochine, solo due, con Spal e Lecce».
Gegio Sgarbossa, che molti ricorderanno per la sua attività di manager del ristorante La Cupola in zona Ospizio, domenica scorsa era a Reggio tra i protagonisti dell’iniziativa Reggiana Forever, promossa da Dario Morello.
«Ho visto un Forlì che non è da ultimi posti e una Reggiana, al contrario, che non è mai riuscita a sveltire la manovra. Voglio sperare che la squadra sia imballata perché sta preparando i play off - è il commento dell’ex centrocampista-. Mi piacciono Cesarini e il capitano Genevier, uno che trova sempre le geometrie giuste. Se devo fare un appunto, Perilli a parte, non ho visto in campo giovani bravi e freschi, che in questa categoria non devono mancare».
Dopo una carriera da giocatore (Alessandria, Lazio, Rondinella, Monopoli, 5 anni a Reggio e poi Spal e Triestina), Sgarbossa ha iniziato l’avventura da allenatore, senza incontrare le necessarie fortune.
«Vivo a Cittadella, il calcio è il mio sogno, ma fatico a trovare panchine di un certo livello e così ora sono disoccupato. Speriamo che qualcuno si ricordi di me...».
Il discorso scivola inevitabilmente sul big match di domenica al Tardini.
«Il derby è qualcosa di speciale, io l’ho giocato e ricordo tanti duelli con Zola. La partita bisogna sentirla dentro, ci vuole gruppo e determinazione-suggerisce Sgarbossa-. Appena l’arbitro fischia li devi aggredire, fargli male subito davanti, con una manovra molto incisiva. I ritmi visti contro il Forlì non vanno sicuramente bene, eravamo sempre in ritardo sulla palla».
Per Gegio Sgarbossa i play off sono comunque una bella opportunità, se affrontati con la giusta carica agonistica.
«Ricordate la Reggiana dei miei tempi? Io - sottolinea l’indimenticato centrocampista granata - ho fatto due promozioni dalla B e ho giocato due campionati in serie A, in campo ci mettevo cuore, grinta, e tutto me stesso. Per vincere occorre avere tanta fame, perché nessuno nel calcio come nella vita ti regala mai niente».
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