Manichini romanisti appesi davanti al Colosseo
Macabra celebrazione degli ultras laziali per la vittoria nel derby. Mihajlovic: «Cose che fanno paura»
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ROMA. Diventa macabro il dopo derby di Roma. Tre manichini di giocatori giallorossi - gli sconfitti della sfida di domenica scorsa - vengono appesi da un ponte con vista sul Colosseo, nella notte. Con tanto di striscione di avvertimento, foto e video dei venti-trenta bravi che li hanno esposti per qualche minuto, per poi toglierli.
Ma la foto subito fa il giro del mondo sui siti dei giornali stranieri, dall'inglese Sun a Marca e l'Equipe, e muove le reazioni preoccupate. «Cose che fanno paura, ma come hanno fatto a metterli lì a pochi metri dal monumento più famoso del mondo?», si chiede Sinisa Mihajlovic, ex di Roma e di Lazio. E dodici ore dopo il gesto, vero culmine di un'escalation ultras sul calcio, arriva le rivendicazione degli ultras laziali. «Ma non ci scusiamo, nessuna minaccia: è solo sano sfottò da derby». La notizia choc arriva dopo le scritte di insulti alle vittime di Superga a Torino, con tanto di intervento di Buffon contro i tifosi juventini.
I manichini con le maglie di tre giocatori della Roma (De Rossi, Salah e Nainggolan) «impiccati» l’altra notte nei pressi del Colosseo sulla passerella pedonale di via degli Annibaldi e quello striscione («un consiglio senza offesa, dormite con la luce accesa») sono opera degli ultras della Lazio che con tanto di comunicato, nel pomeriggio mettono la loro firma e sottolineano che il gesto non nasconde «nessuna minaccia a nessun giocatore della Roma» ma solo «una metafora che vuole rimarcare lo stato depressivo in cui versano i tifosi e i giocatori dell'altra sponda del Tevere. Non riteniamo scusarci con nessuno, rientra tutto nel sano diritto a deridere l'avversario calcistico di sempre». «Una ferma condanna di ogni forma di violenza, fermo restando che da sempre dopo ogni derby ci sono sfottò ed episodi goliardici» ha commentato la Lazio.
Ma la foto subito fa il giro del mondo sui siti dei giornali stranieri, dall'inglese Sun a Marca e l'Equipe, e muove le reazioni preoccupate. «Cose che fanno paura, ma come hanno fatto a metterli lì a pochi metri dal monumento più famoso del mondo?», si chiede Sinisa Mihajlovic, ex di Roma e di Lazio. E dodici ore dopo il gesto, vero culmine di un'escalation ultras sul calcio, arriva le rivendicazione degli ultras laziali. «Ma non ci scusiamo, nessuna minaccia: è solo sano sfottò da derby». La notizia choc arriva dopo le scritte di insulti alle vittime di Superga a Torino, con tanto di intervento di Buffon contro i tifosi juventini.
I manichini con le maglie di tre giocatori della Roma (De Rossi, Salah e Nainggolan) «impiccati» l’altra notte nei pressi del Colosseo sulla passerella pedonale di via degli Annibaldi e quello striscione («un consiglio senza offesa, dormite con la luce accesa») sono opera degli ultras della Lazio che con tanto di comunicato, nel pomeriggio mettono la loro firma e sottolineano che il gesto non nasconde «nessuna minaccia a nessun giocatore della Roma» ma solo «una metafora che vuole rimarcare lo stato depressivo in cui versano i tifosi e i giocatori dell'altra sponda del Tevere. Non riteniamo scusarci con nessuno, rientra tutto nel sano diritto a deridere l'avversario calcistico di sempre». «Una ferma condanna di ogni forma di violenza, fermo restando che da sempre dopo ogni derby ci sono sfottò ed episodi goliardici» ha commentato la Lazio.
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