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La Reggiana lotta ma cade al Tardini 

di Andrea Munari
La Reggiana lotta ma cade al Tardini 

I granata, in dieci uomini, condannati da un errore di Perilli

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PARMA. Sotto la pioggia del Tardini è il Parma, dopo aver già conquistato il derby dell’andata, ad imporsi anche nella gara di ritorno. La Reggiana, però, in questa occasione ha lottato, ha provato a ribattere colpo su colpo alla forza di un avversario che ha potuto sfruttare per più di un’ora la superiorità numerica a causa del cartellino rosso che il direttore di gara ha sventolato in faccia a Sabotic al 13’ del primo tempo. Un cartellino rosso che, a stretti termini di regolamento può essere corretto, ma che ha certamente condizionato l’andamento della partita, costringendo mister Menichini ha cambiare immediatamente il proprio piano partita, costringendolo ad allargare Cesarini sulla fascia dove, certamente, è meno pericoloso per la difesa avversaria.
Il campo del Tardini è sembrato più una piscina che un campo di calcio e, certamente, questo ha penalizzato il tasso tecnico della formazione granata che è stata costretta a dover giocare in più di un’occasione la palla lunga alla ricerca dell’unica punta Guidone facilitando il gioco dell’esperto Lucarelli.
La Reggiana vista sul campo del Tardini, reso ai limiti dell’impraticabilità a causa della pioggia caduta incessante per tutta la partita, è però apparsa una squadra nettamente diversa rispetto a quella vista solamente sette giorni fa contro il Forlì. I gicatori non si sono mai tirati indietro, si sono compattati nelle difficoltà e, al contrario del direttore di gara, non hanno sentito sulle proprie spalle il peso dello stadio Tardini.
Sopratutto nella prima frazione di gioco i granata hanno tremato in più di un’occasione, sopratutto quando il direttore di gara ha fischiato un rigore, assolutamente inesistente, a favore del Parma in seguito ad un presunto fallo di Spanò su Calaiò, dove però è l’attaccante del Parma a commettere l’irregolarità trascinando a terra il giovane difensore granata.
Perilli, però è riuscito a ipnotizzare l’attaccante crociato annullando di fatto il clamoroso errore dell’arbitro. La trincea alzata dai granata ha retto, con la squadra che a differenza di altri episodi durante la stagione, ha dimostrato grande compattezza, con la voglia di lottare “con il coltello tra i denti” proprio come era stato chiesto loro dai tifosi nei giorni precedenti alla partita.
Solo un episodio avrebbe potuto far crollare il muro eretto da Spanò e Rozzio, con i due difensori che hanno letteralmente oscurato un giocatore esperto come Emanuele Calaiò e, purtroppo per i granata l’episodio è arrivato. Un uscita sbagliata di Perilli ha sgombrato la porta a Baraye che, in due derby ha realizzato due gol, condannando i granata alla sconfitta.
Se questo però è l’atteggiamento della squadra il futuro in vista dell’inizio del vero campionato che attende i granata non può essere che positivo, perché i giocatori sul campo hanno dimostrato grande voglia di lottare e unione di intenti in un appuntamento che, in termini di classifica non valeva assolutamente nulla per la squadra.
Proprio questo è stato quello che ha distinto questo derby da quello dell’andata, nonostante entrambe le partite si siano chiuse con la vittoria dei cugini di oltre Enza. I giocatori in campo sono stati un tutt’uno con i tifosi sugli spalti che, fino all’ultimo secondo hanno incitato la squadra sotto un’intensa pioggia. Infatti al termine della partita la squadra è stata applaudita sottola curva ospiti, dopo le critiche ricevute solamente sette giorni fa in seguito alla sconfitta casalinga contro il Forlì.
Adesso per i giocatori e tutto lo staff tecnico è fondamentale ricaricare le pile e trasformare la rabbia per la sconfitta nel derby in energia positiva in vista dei playoff, dove non ci sarà margine di errore e, dove i granata hanno tutte le caratteristiche per mettere in difficoltà qualsiasi avversario.

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