prima categoria
Orlandini saluta il Boca Barco: «Cerco una nuova avventura»
Si separano le strade di Mattia Orlandini e del Boca Barco. L’allenatore uscente usa parole al miele per la sua ex squadra, che lo ha tenuto a battesimo nella sua prima esperienza in Prima categoria....
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Si separano le strade di Mattia Orlandini e del Boca Barco. L’allenatore uscente usa parole al miele per la sua ex squadra, che lo ha tenuto a battesimo nella sua prima esperienza in Prima categoria. L’intenzione di Orlandini è di provare ad alzare l’asticella delle proprie aspettative personali, mentre il Boca Barco potrebbe ripartire da quel Luca Martignoni che ha già salutato il Daino Santa Croce.
«Mancava circa un mese al termine del campionato – racconta Orlandini – quando ho comunicato alla società che non sarei rimasto. Al Boca Barco mi sono trovato benissimo, dico a tutti grazie per la grande opportunità che mi è stata concessa. L’annata è stata positiva, dovevamo salvarci ed abbiamo addirittura sfiorato i playoff. Ricorderò con affetto l’intera dirigenza, sono stato trattato benissimo. Andare via è solo una scelta personale, non è affatto una rottura».
Quali sono le sue aspirazioni?
«Voglio mettermi alla prova in un campionato di livello più alto. Vorrei tentare l’avventura in una Prima categoria da vertice o in Promozione: sarebbe il top. Qualcosa si sta muovendo e ho avuto qualche contatto, vedremo...».
Si sente pronto?
«Cerco nuovi stimoli, non dico di meritarmeli perché questo devono essere gli altri a sostenerlo. Per natura voglio sempre migliorarmi, ho tentato di farlo anno dopo anno. È stato così l’estate scorsa, vorrei lo fosse anche la prossima. Un anno fa sono passato dalla Seconda con la Campeginese alla Prima con il Boca Barco, dovevo dimostrare di valere questo nuovo campionato. Anni prima avevo compiuto lo stesso percorso andando ad allenare in categoria dopo varie esperienze nei settori giovanili di Reggio Calcio, Bagnolese, Correggese e Campeginese».
Quali sono le differenze tra allenare una prima squadra e farlo invece nelle giovanili?
«In categoria bisogna sapersi adattare, tocca all’allenatore mettersi maggiormente a disposizione dello spogliatoio. I giocatori lavorano e arrivano al campo di sera, non sempre il loro entusiasmo è al massimo. I giovani tendono ad adattarsi meglio alle varie situazioni, perchè più percettivi e freschi, e difficilmente non seguono un allenatore. In categoria, invece, i giocatori li devi proprio conquistare».
La sua ricetta per fare bene anche in Prima?
«Puntare sul gruppo è sempre l'aspetto più importante».
Luca Cavazzoni
«Mancava circa un mese al termine del campionato – racconta Orlandini – quando ho comunicato alla società che non sarei rimasto. Al Boca Barco mi sono trovato benissimo, dico a tutti grazie per la grande opportunità che mi è stata concessa. L’annata è stata positiva, dovevamo salvarci ed abbiamo addirittura sfiorato i playoff. Ricorderò con affetto l’intera dirigenza, sono stato trattato benissimo. Andare via è solo una scelta personale, non è affatto una rottura».
Quali sono le sue aspirazioni?
«Voglio mettermi alla prova in un campionato di livello più alto. Vorrei tentare l’avventura in una Prima categoria da vertice o in Promozione: sarebbe il top. Qualcosa si sta muovendo e ho avuto qualche contatto, vedremo...».
Si sente pronto?
«Cerco nuovi stimoli, non dico di meritarmeli perché questo devono essere gli altri a sostenerlo. Per natura voglio sempre migliorarmi, ho tentato di farlo anno dopo anno. È stato così l’estate scorsa, vorrei lo fosse anche la prossima. Un anno fa sono passato dalla Seconda con la Campeginese alla Prima con il Boca Barco, dovevo dimostrare di valere questo nuovo campionato. Anni prima avevo compiuto lo stesso percorso andando ad allenare in categoria dopo varie esperienze nei settori giovanili di Reggio Calcio, Bagnolese, Correggese e Campeginese».
Quali sono le differenze tra allenare una prima squadra e farlo invece nelle giovanili?
«In categoria bisogna sapersi adattare, tocca all’allenatore mettersi maggiormente a disposizione dello spogliatoio. I giocatori lavorano e arrivano al campo di sera, non sempre il loro entusiasmo è al massimo. I giovani tendono ad adattarsi meglio alle varie situazioni, perchè più percettivi e freschi, e difficilmente non seguono un allenatore. In categoria, invece, i giocatori li devi proprio conquistare».
La sua ricetta per fare bene anche in Prima?
«Puntare sul gruppo è sempre l'aspetto più importante».
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