Gazzetta di Reggio

Sport

il bilancio della stagione 

La Pallacanestro Reggiana accende la luce solo con le big

REGGIO EMILIA. È una squadra lunatica, capace di trarre energia dalle sfide così come di cedere di schianto quando mancano le motivazioni, questa Grissin Bon che si prepara ai playoff. E tutto...

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. È una squadra lunatica, capace di trarre energia dalle sfide così come di cedere di schianto quando mancano le motivazioni, questa Grissin Bon che si prepara ai playoff. E tutto sommato non va malissimo: Avellino è una squadra di alto livello e rivale recente in tanti bei confronti, con la Sidigas le motivazioni arriveranno al naturale e in abbondanza. Lo ha detto coach Menetti e lo aveva sottolineato anche l’amministratore delegato Alessandro Dalla Salda: con l’approccio visto a Cremona non si va da nessuna parte. Soprattutto in difesa, dove i biancorossi non hanno mai acceso né mostrato la minima compattezza collettiva. Non una novità, in questa stramba annata. La Grissin Bon ha infinito talento offensivo. Quando ha potuto correre e “pensare poco” ha rullato le rivali. E lo stesso ha fatto nelle occasioni in cui ha deciso di giocare davvero anche in difesa. Il problema? La squadra lo ha fatto a corrente molto alterna e solo quando gli stimoli erano tanti: con Milano, a Venezia, ad Avellino. Il cammino stagionale è impietoso, in questo. Reggio ha perso molte più gare con le ultime otto della classifica piuttosto che con le altre sette che le fanno compagnia fra le qualificate. E ha perso almeno una gara con sei delle ultime otto (uniche eccezioni Brindisi e Pesaro), cadendo due volte con la retrocessa Cremona e con Caserta. In totale, la Grissin Bon ha un eccellente record di 10 vinte e 4 perse contro le altre sette qualificate ai playoff (all’andata addirittura 7-0). Con le otto non qualificate, ha ottenuto 8 successi e rimediato 8 cadute (di cui 5 nell’andata). Un universo di distanza rispetto alle due formazioni che hanno raggiunto le finali scudetto, implacabili con le piccole e imbattibili in casa, dove quest’anno ha comunque chiuso con un buono 11-4, comprensivo di tre match a Bologna. È con le piccole che la Grissin Bon ha faticato, soprattutto in difesa. Ha sempre imbastito una rimonta affidandosi all’attacco, ma spesso i buchi dietro non hanno permesso di completare l’opera. La Grissin Bon 2016/17 è questa, nel bene e nel male. La Sidigas di Logan e Ragland, duellante di coppa e semifinale scudetto, è rivale di gran valore; fra ricordi passati e un’occhiata alla rosa avversaria, trovare le motivazioni non sarà difficile. Ed è quello che spera tutta Reggio. (adr.ar.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google